Cna: «Le imprese edili schiacciate dalla burocrazia»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Per le imprese del comparto edile si apre un periodo molto difficile», è quanto riferisce Carmine Franco Santilli presidente di Cna Costruzioni Abruzzo. «Infatti la piccola e media impresa ed in particolare le imprese del settore delle costruzioni sono il bersaglio ideale di tutte le manovre più repressive promosse dagli ultimi governi». La Cna si dice fortemente contraria al decreto Bersani.

In Abruzzo sono circa 15000 le imprese del settore delle costruzioni per complessivi 48000 addetti (senza considerare l'indotto) queste contribuiscono in maniera consistente alla formazione della ricchezza regionale ed è l'unico comparto che ha un saldo assunzioni positivo di oltre il 5% rispetto allo scorso anno.
Con l'introduzione del decreto Bersani si introducono una serie di adempimenti e di sanzioni che oltre a non risolvere il problema del lavoro nero porteranno all'esasperazione i pochi imprenditori che ancora credono di poter crescere investendo soldi e capacità nella propria azienda.
Il tesserino obbligatorio proposto dalla Bersani potrà risolvere il problema del lavoro nero?
«No perché bisogna fare i controlli in cantiere comunque».

Alcune cose sono state fatte per combattere il lavoro irregolare…«con il Durc obbligatorio abbiamo aumentato del 35% le imprese iscritte all'Edilcassa», spiega ancora il presidente Cna Costruzioni, «ma il lavoro nero non è stato debellato: ha solamente cambiato forma. Ora assistiamo al fenomeno di “imprenditori” che lavorano per un paio d'anni senza dichiarare dipendenti per poi cessare l'attività con vari problemi fiscali e contributivi, così facendo hanno drogato il mercato lavorando a condizioni impraticabili per gli imprenditori regolari».
Mentre un artigiano del settore edile con dipendenti che voglia mantenere una buona struttura aziendale trova enormi difficoltà nel trovare giovani per avvicendare i muratori qualificati ormai arrivati all'età pensionistica.
Una soluzione ci sarebbe: una Legge che regoli l'accesso all'attività edile.
«Quella da noi proposta», attacca Santilli, «giace nelle stanze delle commissioni parlamentari ormai da 8 anni. Stranamente non si trova il tempo di discutere una legge che normalizzi realmente il settore, ma si preferisce fare provvedimenti più di impatto mediatico che di sostanza. Abbiamo l'impressione che questo decreto porterà a nuovi balzelli e maggiore burocrazia per chi vuole essere in regola, ma non avrà effetto per chi le regole non intende rispettarle. Infine, come imprenditori siamo pronti a fare la nostra parte, ma non accettiamo che lo stesso rigore e moralità venga richiesta ad alcune grandi aziende che prosperano truffando gli utenti (noi) ed i piccoli risparmiatori (noi) con la connivenza delle varie autorità di vigilanza. Sulla Legge Bersani e sulla finanziaria stiamo organizzando incontri informativi su tutto il territorio regionale»

17/10/2006 12.15