Varata la legge: nascono i centri antiviolenza per le donne abruzzesi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1887

Varata la legge: nascono i centri antiviolenza per le donne abruzzesi
L’AQUILA. Soddisfazione delle consigliere regionali - Maria Rosaria La Morgia, Antonella Bosco, Anna Maria Fracassi Bozzi, Stefania Misticoni, Daniela Santroni e Daniela Stati - per l’approvazione nella seduta di ieri del Consiglio regionale della legge: “Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per le donne maltrattate”.
«Finalmente è stata varata una norma finalizzata a rafforzare, attraverso il sostegno e la promozione di centri antiviolenza o case di accoglienza, il sistema di tutela e di protezione delle donne maltrattate - hanno dichiarato le consigliere regionali - l'apertura di centri antiviolenza e case di accoglienza consentirà alle donne maltrattate di allontanarsi immediatamente dalla casa dove hanno subito la violenza. I centri rifugio sono necessari anche per consentire a queste donne di intraprendere più serenamente azioni giudiziarie che, spesso lungi dal dare risposte immediate, si protraggono nel tempo».

«La legge», aggiunge Mariarosaria La Morgia (Ulivo), «è finalizzata anzitutto a rafforzare il sistema di tutela e di protezione delle donne maltrattate in Abruzzo allorquando non sia possibile allontanare dal nucleo familiare o dalle mura domestiche colui che ha posto in essere comportamenti violenti. “I centri antiviolenza”», ha aggiunto La Morgia, «entreranno a pieno diritto nel sistema locale dei servizi sociali a rete, per contrastare tutti i tipi di violenza contro le donne e i loro figli minori attraverso interventi di consulenza, ascolto, sostegno ed accoglienza e permetteranno alle donne stesse di assumere, libere da costrizioni e condizionamenti, le decisioni che ritengono più opportune».

12/10/2006 9.29

NON MANCANO CRITICHE

Una buona legge anche per la Dc anche se non mancano critiche.
Secondo lo scudo crociato il riferimento esclusivo alle donne avrebbe fatto perdere alla Regione Abruzzo l'opportunità di emanare una legge di grosso spessore ed equità sociale.

E' questa l'opinione espressa dal Consigliere Regionale della Democrazia Cristiana Bruno Di Paolo sull'approvazione del Progetto di Legge Regionale inerente le disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per le donne maltrattate.

«E' vero che il maltrattamento, inteso come violenza sessuale e fisica, fa purtroppo quasi sempre riferimento ad atti a danno delle donne ma è altrettanto vero che, inteso come violenza psicologica ed economica come si evince dall'Art.2, è da estendersi a tutte le persone, a prescindere dal sesso e dall'età», sostiene Bruno Di Paolo, «Restringere un simile provvedimento a favore solo delle donne vuol dire venir meno a quel tanto rivendicato principio di parità tra i sessi che, a mio avviso, non può assolutamente essere accantonato quando, tra le vittime dei maltrattamenti, spesso risultano essere coinvolti anche bambini ed anziani.
Per questo motivo ho presentato numerosi emendamenti in Consiglio Regionale affinchè, nella dicitura del Progetto di Legge, si facesse riferimento non solo alle “donne maltrattate” ma, più in generale, a “persone maltrattate”.
La mia proposta di modifica, purtroppo, non è stata recepita dai colleghi consiglieri che in sede di votazione hanno preferito lasciare intatto il testo originale del Progetto di Legge approvato dalla Commissione competente».

12/10/2006 13.47



LA LEGGE SPIEGATA DALLE DONNE DELLE ASSOCIAZIONI



LA FIACCOLATA