«Basta incentivare i "Consorzi di via" si pensi alle imprese commerciali»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Confcommercio ha inviato al Presidente della Giunta Regionale, e alla giunta una lunga missiva in cui si espone il punto di vista circa i nuovi incentivi “in conto capitale al Commercio” e la nuova “legge quadro” del settore. Da mesi le associazioni di categoria vanno richiedendo norme precise e attuali sul settore che in Abruzzo ha visto un aumento sproporzionato della grande distribuzione a danno dei piccoli commercianti.

ABRUZZO. La Confcommercio ha inviato al Presidente della Giunta Regionale, e alla giunta una lunga missiva in cui si espone il punto di vista circa i nuovi incentivi “in conto capitale al Commercio” e la nuova “legge quadro” del settore.
Da mesi le associazioni di categoria vanno richiedendo norme precise e attuali sul settore che in Abruzzo ha visto un aumento sproporzionato della grande distribuzione a danno dei piccoli commercianti.



«In particolare», si legge nella missiva, «sugli incentivi non possiamo assolutamente condividere la preminenza data, con contributi consistenti, ai “Consorzi di via” rispetto alle “Imprese commerciali”. Sono queste ultime che vanno incentivate, in quanto sono esse che producono reddito ed occupazione e non le infrastrutture, come i “Consorzi di via”, che spesso non raggiungono il fine per il quale sono stati costituiti, con conseguente sperpero di danaro pubblico. Si pensi ad esempio a quei “Consorzi di via” che prevedono nel loro Statuto l'istituzione del Collegio Sindacale che va ad assorbire, difatti, per il pagamento dei suoi componenti, la maggior parte delle risorse di questi micro-organismi».
A questo adrebbe aggiunto, secondo Confcommercio, il fatto che molti degli attuali “Consorzi di via” hanno già ottenuto consistenti finanziamenti dallo Stato per l'avviamento e «non possono e non debbono, quindi, sperare di ricevere fondi regionali per la normale gestione».
Sarebbe auspicabile, dunque, che queste strutture diventino autosufficienti, per non gravare perennemente sulle ormai scarse risorse degli Enti pubblici ed in particolare della Regione.
«Se, poi, si vuole proprio continuare ad incentivare i “Consorzi di via”», continua la Confcommercio, «si finanzi i “Consorzi di via” che si andranno a costituire in futuro con la partecipazione della Camera di Commercio e di eventuali altri Enti e che, quindi, non hanno ancora beneficiato di contributi pubblici. La partecipazione della Camera di Commercio servirebbe da stimolo e da controllo sull'impiego di fondi».
Sulla legge quadro il sodalizio è altrettanto chiaro.
«Se la finalità è quella di modificare l'attuale meccanismo dell'accorpamento degli esercizi commerciali per bloccare nel presente e limitare nel futuro la nascita di nuove grandi strutture di vendita in base alle eventuali sopravvenute e dimostrate nuove esigenze, Abruzzo Confcommercio è d'accordo. Se, invece, la finalità è quella di sostituire il meccanismo dell'accorpamento con il più comodo rilascio, senza condizioni, di autorizzazioni alla grande distribuzione, come è avvenuto in passato in occasione di modifiche alla legge esistente e come si teme possa avvenire in futuro con l'invocata nuova normativa, Abruzzo Confcommercio è decisamente contrario e si adopererà perché ciò non accada».
La contrarietà partirebbe dal fatto che il rapporto tra la superficie di grandi insediamenti e popolazione pone l'Abruzzo al primo posto nella dotazione di grandi strutture di vendita in Italia, con un'offerta incredibilmente sovradimensionata rispetto alla domanda ed alle reali necessità dei consumatori.

Abruzzo Confcommercio ritiene, pertanto, che il freno ed il blocco alle nuove aperture della grande distribuzione costituiscano nel presente una misura indispensabile, per restituire alla distribuzione commerciale abruzzese una conformazione equilibrata e realmente confacente alla richiesta dell'utenza.

11/10/2006 10.10