Il Governo Prodi approva il nuovo statuto regionale

Alessandro Biancardi

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«Il governo Prodi non ha rilevato nessuna illegittimità costituzionale dello Statuto regionale. Praticamente è il via libera, dopo 35 anni, al nuovo Statuto della Regione. Come presidente della commissione Statuto del Consiglio regionale, sono molto felice. È un fatto storico che segna senza dubbio l'ottava legislatura regionale».
E' il commento di Gianni Melilla appena appresa la notizia questa mattina.
«Viene disegnata una Regione che si riconosce pienamente nei valori della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dalla Liberazione», spiega, «che vuole partecipare al processo di costruzione dell'unità europea; che assume un'identità pacifista e ambientalista (l'Abruzzo regione verde d'Europa); che promuove il diritto al lavoro e alla sicurezza sociale; che valorizza le differenze di genere e promuove l'uguaglianza tra uomini e donne in ogni campo compreso l'accesso alle cariche pubbliche ed elettive; che vuole investire nella cultura e nella formazione e promuovere intese con il sistema universitario abruzzese; che crede nel sistema istituzionale locale a cui vanno delegate le funzioni di gestione e che attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali interviene sulle grandi scelte della programmazione e delle materie delegate dalla Regione agli enti locali; che riconosce la concertazione come metodo permanente per coinvolgere le forze sociali, imprenditoriali, e professionali nel governo della regione; che favorisce la partecipazione della società regionale ai processi decisionali della Regione».
Secondo Melilla(Ds) si «vuole favorire una visione aperta e solidale della Regione, superando impostazioni neocentralistiche e gestionali per puntare sull'attività di alta legislazione, di programmazione e controllo. Il cammino della riforma istituzionale della Regione è iniziato e andrà completato con un pacchetto di leggi fondamentali, a partire da quella elettorale e da quelle che istituiranno il Consiglio delle Autonomie Locali, il Collegio di Garanzia, e che dovranno regolare la partecipazione, il sistema dei controlli interni e i Referendum.
E' un lavoro complesso per il quale è necessario uno spirito unitario delle forze politiche che non è mancato nella fase di approvazione dello Statuto».
Infine Melilla si ritiene soddisfatto per non aver «sfidato l'opinione pubblica su un tema cosi delicato come quello dei costi della politica», riferendosi ovviamente alla querelle sugli emolumenti ai consiglieri per i propri uffici (portaborse compresi).
«La scelta di non aumentare i consiglieri e gli assessori regionali ma anzi di ridurre drasticamente il ricorso alle nomine esterne degli assessori, è condivisa dall'opinione pubblica e potrà aiutarci nel difficile compito di dare una maggiore autorevolezza alla massima istituzione abruzzese».

07/10/2006 12.05