Il caso in Parlamento. Finiti i soldi, il corso si interrompe: tutti a casa

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Quel corso di specializzazione per docenti costato oltre 100 milioni, interrotto bruscamente per mancanza di liquidi, ora arriva in Parlamento. All'epoca generò numerose lamentele per una “classica situazione all'italiana”: un corso regolarmente istituito, serio, che però si fermò perché lo stanziamento pubblico non era più sufficiente.
Un'interrogazione a risposta scritta è stata presentata dall'onorevole Maurizio Acerbo, insieme ai parlamentari De Simone e Vladimir Luxuria al ministro della pubblica istruzione dell'università e della ricerca Mussi.
I fatti risalgono al 2001 e precisamente al 6 marzo quando è stato indetto dal provveditorato agli studi dell'Aquila un bando per docenti a tempo indeterminato che operavano nella regione Abruzzo. Il bando istituiva un corso triennale per il conseguimento del titolo di specializzazione per l'insegnamento agli allievi diversamente abili.
Le lezioni sono partite ad ottobre 2001, hanno visto la partecipazione di 32 docenti che speravano di conseguire titoli di specializzazione e sfruttare la mobilità.
Il corso si è parzialmente svolto (417 ore su 1150 previste), utilizzando i 117milioni di lire all'uopo assegnati dal ministero della pubblica istruzione.
E' successo tuttavia che «senza alcun provvedimento formale», si legge nella interrogazione, «il corso veniva sospeso ed a nulla valevano le proteste dei docenti corsisti, né la richiesta del direttore del corso al direttore scolastico regionale secondo il quale sarebbe stato sufficiente un ulteriore finanziamento di 12mila euro per portare a termine l'iniziativa di formazione».
E 32 insegnanti così non hanno potuto avere alcun tipo di benefici dai corsi svolti, benché parzialmente, e sono quindi rimasti con i titoli che già avevano e nelle classi a cui erano precedentemente assegnati.
I parlamentari di Rifondazione comunista richiedono ai ministri se non sia il caso, dopo cinque anni, di tornare a finanziare la parte terminale del corso con la disponibilità magari di una scuola di Specializzazione per l'insegnamento alla Scuola Secondaria (SISS) di una Università che consenta l'iscrizione con il riconoscimento del credito formativo ai corsisti.
In ogni caso si chiede anche un'indagine amministrativa interna al ministero per verificare eventuali responsabilità dei dirigenti dell'amministrazione centrale o periferica che hanno gestito i fondi.
04/10/2006 10.03