Caccia. I Verdi: «usare le armi rispettando le regole»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1045

L’AQUILA. Un morto e un ferito, negli ultimi due giorni e le vittime sono due cacciatori. L’esponente dei Verdi Walter Caporale esorta a «non sparare senza verificare»
Domenica il malcapitato è stato un giovane 16 enne, colpito accidentalmente nelle campagne di Civitaluparella. I pallini lo hanno raggiunto all' addome, alla gamba e alla spalla e si rimetterà nel giro di 20 giorni.
Meno di 24 ore dopo, un altro cacciatore è stato colpito, questa volta mortalmente, durante una battuta di caccia al cinghiale con un colpo partito per errore dal fucile di un altro cacciatore nelle campagne pescaresi di Civitaquana, «Questa volta le vittime degli incidenti di caccia sono due persone», ha dichiarato Walter Caporale capogruppo dei Verdi in consiglio regionale, « ma spesso a pagarne le conseguenze sono specie protette»
Ci sono infatti dati significativi sulla mortalità accertata: 56 esemplari di orso bruno deceduti dal 1971 al 1997 in Abruzzo e il 37% degli orsi sono morti per bracconaggio e incidenti di caccia.
«La nostra battaglia», continua Caporale, «deve essere rivolta a combattere questo strano modo di agire: sparare senza verificare. L'uso delle armi deve essere esercitato rispettando le comuni regole di condotta, che comportano la verifica del bersaglio prima dello sparo. Il cacciatore deve accertare, ogni volta, che la preda sia cacciabile e solo quando ha verificato che di fatto lo sia, può sparare, altrimenti deve astenersi».

«La reiterata presenza dei cacciatori nelle trasmissioni televisive è un tentativo patetico di apparire come persone assennate che svolgono un'attività regolarmente, diligentemente e che si vedono vittime dei Verdi e degli ambientalisti quando si applicano le leggi e le prescrizioni a tutela dell'ambiente, della fauna protetta e dei cittadini che si recano nei boschi per passeggiare o alla ricerca di funghi o tartufi».
In assenza di leggi regionali non rispettose delle Direttive europee, l'Abruzzo rischierebbe tagli europei –fino al 30%- al Piano di Sviluppo Rurale, con grave danno per il futuro della nostra agricoltura.

19/09/2006 12.11