Niente sgravi alle aziende abruzzesi: scatta l’interrogazione

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (16.30) ROMA. L'On. Carlo Costantini (Italia dei Valori) ha presentato al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Cesare Damiano un'interrogazione circa i problemi legati all'esclusione dell'Abruzzo tra le Regioni beneficiarie dell'aiuto relativo agli sgravi contributivi per le imprese per il periodo 1/1/94 – 31/12/96.


AGGIORNAMENTO (16.30)


ROMA. L'On. Carlo Costantini (Italia dei Valori) ha presentato al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Cesare Damiano un'interrogazione circa i problemi legati all'esclusione dell'Abruzzo tra le Regioni beneficiarie dell'aiuto relativo agli sgravi contributivi per le imprese per il periodo 1/1/94 – 31/12/96.


Tale agevolazione, disposta dalla Decisione della Commissione UE n.88/318, fu bloccata dai Decreti Ministeriali del 5/8/94 e del 24/12/97, che hanno escluso l'Abruzzo dal novero delle Regioni beneficiarie.

Da una ricognizione effettuata dall'ANCE nella provincia di Pescara, risulterebbero circa 1000 le aziende interessate al problema sgravi, di cui poco meno del 5% ha effettuato una regolarizzazione immediata. Attualmente circa 870 aziende stanno procedendo al versamento rateizzato che globalmente vale intorno a 18 milioni di euro. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, per una piccola impresa (10 operai e un impiegato) il costo del mancato sgravio ammonterebbe a circa 50000 euro, mentre ad una media (50 operai e 5 impiegati), a oltre 163000 euro.

«Tali decreti», spiega Costantini, «hanno prodotto nel tempo danni gravissimi alle imprese e allo sviluppo dell'intero territorio regionale, avendo improvvisamente determinato un consistente incremento del costo del lavoro che ha costretto alcune imprese alla chiusura e altre a rivedere i propri piani di sviluppo, specie dal punto di vista occupazionale. Ne è derivata l'apertura di un contenzioso durato circa dieci anni che si è risolto con ben quattro sentenze di Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato che hanno tutte univocamente riconosciuto il pieno diritto delle imprese abruzzesi a beneficiare, per il periodo considerato, degli sgravi contributivi ex lege 218/78. La sentenza n° 66/06 del Consiglio di Stato dello scorso 13 gennaio ha definitivamente decretato l'infondatezza dei suddetti decreti ministeriali perché "…confliggenti proprio con le determinazioni assunte in sede europea circa la concedibilità dell'aiuto alla Regione Abruzzo". Questa sentenza, pur non determinando l'automatico inserimento dell'Abruzzo nell'elenco delle Regioni destinatarie del beneficio, obbliga il Ministero competente a verificare, in tempi rapidi, la sussistenza dei presupposti per la concessione dell'aiuto alla Regione Abruzzo».
«I danni prodotti da tali decreti al sistema produttivo abruzzese», prosegue Costantini «non sembrano tuttavia ancora arrestarsi. Le diverse sedi provinciali INPS, sul presupposto della presunta irregolarità contributiva delle imprese che hanno sospeso i pagamenti delle rateizzazioni dei contributi imposti dai decreti annullati, attualmente respingono le richieste di rilascio del D.U.R.C.
(documento unico di regolarità contributiva) procurando gravi danni alle imprese, soprattutto a quelle operanti nel settore edile che, prive del documento unico di regolarità contributiva, non possono partecipare alle gare di appalto e non possono neppure ottenere i pagamenti degli stati di avanzamento per gli appalti in corso. In molti casi la Direzioni Provinciali dell'INPS hanno addirittura avviato procedure forzose di recupero dei presunti crediti».
«Con la mia interrogazione», conclude Costantini, «intendo chiedere al Ministro del Lavoro di far pervenire immediate direttive alle sedi provinciali INPS abruzzesi affinché, in base alle decisioni sollecitate dal Consiglio di Stato, vengano regolarmente rilasciati agli aventi diritto i D.U.R.C. e venga sospesa ogni azione di recupero forzoso dei crediti, perché fondati su decreti ministeriali annullati dal Giudice Amministrativo. Va inoltre riconosciuta come errata l'esclusione dell'Abruzzo per le annualità 1994-1996 dal beneficio degli sgravi contributivi e vanno adottati i provvedimenti conseguenti.

18/09/2006 11.41

ANCE PESCARA SODDISFATTA

«Abbiamo appreso con soddisfazione dell'interrogazione parlamentare presentata dall'On. Carlo Costantini sull'annoso problema degli sgravi contributivi di cui le imprese abruzzesi non hanno potuto fruire dal 1994 al 1996», ha commentato il presidente dell'Ance Pescara, Daniele Becci. «Nonostante le sentenze favorevoli agli imprenditori abruzzesi sul particolare problema, di fatto, a tutt'oggi, non riusciamo ad ottenere la riconosciuta giustizia. Anzi, dobbiamo segnalare che oltre al danno ormai riconosciuto cagionato al sistema produttivo locale, oggi, si aggiunge anche la beffa dovuta alla la sfera produttiva. Pertanto, invitiamo anche gli altri parlamentari abruzzesi a muoversi verso questa direzione. L'edilizia è l'unico settore trainante dell'economia locale. Le imprese che operano in questo campo non posso avere oneri così pesanti. Ci auguriamo che la guardia venga tenuta sempre alta, perché», conclude il presidente Daniele Becci, «in un sistema democratico bisogna avere la certezza del diritto quando si opera sul mercato».
18/09/2006 16.32



IL TESTO INTEGRALE DELLA INTERROGAZIONE


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Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Per sapere – premesso che:

con decreti del Ministero del Lavoro in date 5.8.94 e 24.12.97 è stato escluso l'Abruzzo dal novero delle Regioni beneficiarie degli sgravi contributivi di cui all'art. 59, d.p.r. 6 marzo 1978, n° 218 (testo unico sulle leggi sugli interventi nel mezzogiorno);

il decreto ministeriale 5.8.94 è stato annullato dal TAR Abruzzo e dal Consiglio di Stato, con sentenze rispettivamente in date 23.2.95 e 21.6.96;

anche il decreto ministeriale 24.12.97 è stato annullato dal TAR Lazio, con sentenza in data 14.10.04 e, recentemente, dal Consiglio di Stato, con sentenza n° 66/06, depositata il giorno 13.1.06;

le sentenze sopra richiamate hanno tutte dichiarato e riconosciuto l'esclusione dell' Abruzzo dal novero delle Regioni beneficiarie dell'aiuto relativo agli sgravi contributivi del tutto immotivata ed addirittura “…confliggente proprio con le determinazioni già assunte in sede europea circa la concedibilità dell'aiuto alla Regione Abruzzo…”;

i decreti ministeriali 5.8.94 e 24.12.97 hanno prodotto nel tempo danni gravissimi per le imprese e per lo sviluppo dell'intero territorio regionale, avendo improvvisamente ed inaspettatamente determinato un consistente incremento del costo del lavoro, che ha costretto alcune imprese alla chiusura ed altre a rivedere i propri piani di sviluppo, soprattutto dal punto di vista occupazionale;

i danni prodotti dai decreti ministeriali in questione alle imprese ed al sistema produttivo abruzzese non sembrano tuttavia arrestarsi, neppure dopo la sentenza del Consiglio di Stato n° 66/06;


le diverse sedi provinciali INPS – tra l'altro con posizioni differenziate tra loro – sul presupposto della presunta irregolarità contributiva delle imprese che hanno sospesi i pagamenti delle rateizzazioni dei contributi imposti dai decreti annullati, attualmente respingono le richieste di rilascio del D.U.R.C. (documento unico di regolarità contributiva) procurando danni gravissimi alle imprese, soprattutto a quelle operanti nel settore edile che, prive del documento unico di regolarità contributiva, non possono partecipare alle gare di appalto e non possono neppure ottenere i pagamenti degli stati di avanzamento, per gli appalti in corso;

addirittura in molti casi la Direzioni Provinciali dell'INPS hanno avviato procedure forzose di recupero dei presunti crediti;

la sentenza del Consiglio di Stato n° 66/06, pur non determinando l'automatico inserimento dell'Abruzzo nell'elenco delle Regioni destinatarie del beneficio, obbliga il Ministero competente a verificare, in tempi rapidi, la sussistenza dei presupposti per la concessione dell'aiuto alla Regione Abruzzo;

dopo un contenzioso durato circa dieci anni e risoltosi con ben n. 4 sentenze di Tribunali Amministrativi e del Consiglio di Stato che hanno tutte univocamente riconosciuto il pieno diritto delle imprese abruzzesi a beneficiare, per il periodo considerato, degli sgravi contributivi ex lege 218/78, è ragionevole ritenere che il Governo non possa non prenderne atto, se non al rischio di manifestare un vero e proprio intento “ persecutorio” nei confronti delle imprese abruzzesi;

in tale attesa è comunque indispensabile fornire puntuali istruzioni alle direzioni provinciali INPS abruzzesi affinché arrestino le iniziative vessatorie ( rifiuto di rilascio del DURC ed avvio delle procedure di recupero forzoso di crediti allo stato inesistenti) inopinatamente avviate nei confronti di numerose aziende abruzzesi; –



se non ritenga opportuno impartire o far pervenire immediate direttive alle sedi provinciali INPS abruzzesi, affinché nelle more dell'assunzione delle decisioni sollecitate dal Consiglio di Stato nella sentenza n° 66/06 vengano regolarmente rilasciati agli aventi diritto i documenti unici di regolarità contributiva e venga sospesa ogni azione di recupero forzoso di crediti allo stato inesistenti, perché fondati su decreti ministeriali annullati dal Giudice Amministrativo;

se non ritenga necessario, dopo ben. 4 pronunciamenti dell'Autorità Giudiziaria, porre fine ad un contenzioso che ha già prodotto danni incalcolabili al sistema produttivo abruzzese, riconoscendo come errata l'esclusione dell'Abruzzo per le annualità 1994-1996 dal beneficio degli sgravi contributivi di cui all'art. 59 d.p.r. 6.3.78, n°.218 (testo unico delle leggi sugli interventi nel mezzogiorno), adottando i provvedimenti conseguenti.



On. Carlo Costantini

On. Federica Rossi Gasparrini