Lavoro e formazione. «Non si rispettano le normative vigenti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil Abruzzo hanno chiesto un incontro urgente all'assessore al Lavoro e alla Formazione, Fernando Fabbiani, per discutere l'applicazione del Piano Formativo regionale.


Il piano, a suo tempo condiviso nelle sue linee essenziali dalle organizzazioni sindacali ed approvato nella Commissione Tripartita, in fase applicativa tradisce in diversi punti lo spirito e la lettera di quanto concordato e «pone seri problemi», annunciano le segreterie, «di non rispetto delle regole e della legislazione vigente, tanto che il «sindacato sta valutando anche il ricorso agli strumenti giuridici».

Le maggiori criticità si evidenziano sui temi dell'alta formazione, della formazione dei dipendenti, dell'obbligo formativo, della lotta alla dispersione scolastica.
«In più occasioni», continuano i sindacati, «si riscontra il mancato utilizzo del sistema dei bandi, previsto dalle regole dell'Unione Europea, sostituito con assegnazioni dirette discrezionali. Il decentramento sulle Province è stato realizzato a prescindere dall'accertamento che queste ultime si fossero attrezzate per fare fronte alle nuove competenze e sviluppato un'adeguata capacità di spesa». Cgil, Cisl, Uil Abruzzo avevano apprezzato le intenzioni innovative del Piano di Formazione regionale, ma la fase applicativa «sta rivelando gravi carenze su cui non è possibile sorvolare. È necessario recuperare l'impostazione originaria, rendere coerenti con essa gli strumenti applicativi e ripristinare un quadro di certezza delle regole e pieno rispetto delle normative ai diversi livelli».


16/09/2006 10.13