Aracu:«Vogliono la mia poltrona perché con me certi affari non si possono fare»

Alessandro Biancardi

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Aracu:«Vogliono la mia poltrona perché con me certi affari non si possono fare»
AGGIORNAMENTO (18.52) PESCARA. Le accuse, le ragioni, la dietrologia secondo il presidente del comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, Sabatino Aracu. Va in onda lo scontro più duro con la Regione. Entro il 2 ottobre bisognerà comporre questa frattura che al momento sembra insanabile. Pena la cancellazione di Pescara 2009. Chi ci guadagnerebbe da una simile eventualità? Arriva anche la replica di Paolini che parla di "carenze" del comitato organizzatore. "Nessuno ha chiesto la testa di Aracu ma anche lui dovrebbe fare un passo indietro", dice.
In conferenza stampa Sabatino Aracu ripete più volte che Del Turco e Paolini vogliono la sua poltrona «per motivi politici».
Ma quali siano questi motivi non lo dice mai.
Poi, finito il trambusto dei giornalisti, nella sala quasi vuota, confessa: «mi vogliono fare fuori perché evidentemente con Sabatino Aracu certi affari non si possono fare».
Il quadro è ora molto più chiaro per chi avesse ancora dei dubbi sulla situazione che si sta agitando dietro l'organizzazione dei giochi del Mediterraneo, Pescara 2009.
Interessi e affari.
Ecco tutto.
Interessi privati, non certo pubblici.
Di chi?
Questo Aracu non lo dice ma è chiaro che si parla di chi probabilmente è l'ombra di ogni singolo politico che ha voce in capitolo nell'ambito dell'organizzazione. Ed è chiaro che ognuno vuole sistemare le proprie pedine.
Tradotto dal politichese la frase dell'esponente del partito di Berlusconi, forse, potrebbe nella realtà tradursi con il rifiuto opposto dai rappresentanti della Regione di far passare “affari” e uomini proposti dall'altra fazione politica, quella avversaria.
Obiettivo supremo, dunque: maneggiare e gestire i soldi per avere diritto di vita e di morte.
A protestare è chiaro che in queste ore sono gli “sponsor” del centrodestra che inorridiscono a vedere l'intera torta assegnata “agli amici del centrosinistra”.
Ecco “i giochi” veri a cui accennano tutti, persino Del Turco ha sempre parlato di «giochi dietro i giochi».
Ma tutto questo di olimpico non ha proprio nulla.
Evviva lo sport.
Ecco allora l'agitarsi delle lobbies e dei centri di interesse che scalpitano.

OBIETTIVO: AFFOSSARE I GIOCHI

Ecco le dichiarazioni sibilline e le accuse per provocare reazioni e mettere in difficoltà l'avversario politico.
Dalle parole del presidente del comitato organizzatore abruzzese sembra di intravedere un muro contro muro tra centrosinistra e centrodestra. Nient'altro.
«Mi vogliono fare fuori ma io ho portato i Giochi a Pescara, io ho fatto arrivare 30 milioni, io ho portato il grande evento», ha ricordato Aracu che non ha risparmiato mazzate al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco e al suo vice, Enrico Paolini, ed ha parlato di «disonestà intellettuale», di «obiettivo chiaro di affossamento dei giochi» e di «masochismo», di «miopia della classe politica».
Per Aracu «ci stiamo facendo del male», «ci stiamo facendo ridere dietro da tutti», «stiamo distruggendo la credibilità di questa regione».
«Vorrei che fosse chiaro», ha detto, «che non si può prendersela con chi sta lavorando da anni e si è adoperato anima e corpo per creare una bella cosa per questa terra. Vogliono che me ne vada? Ditemi le ragioni. Penso che sia il minimo. In ogni caso non credo affatto di essere io il primo a doversene andare. Le responsabilità ce le hanno loro. Sono loro che non sono riusciti a nominare un commissario, sono loro che non riescono a garantire altri fondi dal governo di centrosinistra. E poi nemmeno una proposta. Mai. Le dimissioni di Petrucci? Eravamo in dissenso ma non voglio credere sia questa la ragione… altrimenti dov'è la democrazia?».
E ancora.

IL 2 OTTOBRE GIORNO DECISIVO

«Sono state dette sul mio conto una serie di falsità. Vogliono ammazzare i giochi e mettermi in tasca l'arma del delitto per far cadere su di me l'intera responsabilità ma i cittadini devono sapere la verità».
Poi Aracu ha raccontato di una accorata telefonata del presidente del Cijm, comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Amar Addadì, e di come i tempi siano sempre più stretti.
«Addadì ha chiaramente detto che occorrono assicurazioni solide entro il prossimo 2 ottobre data in cui a Barcellona si riunirà l'esecutivo che potrebbe anche accogliere il ritiro di Pescara 2009. A quel punto il danno sarà immenso ed incalcolabile».

Dunque riassumendo: per l'esponente di Forza Italia la Regione starebbe attuando una pressione sui Giochi per scalzare Aracu e magari far sedere sulla stessa poltrona un esponente dello Sdi (chissà magari Lamberto Quarta).
Ma fino a che punto si procederà con questo gioco al massacro in cui domina solo l'egoismo, l'arrivismo, il disfattismo?
Difficile dirlo.
E se l'Abruzzo perderà i Giochi chi ci guadagnerebbe?
«Nessuno, questo è sicuro. Ci perderemmo tutti. La classe politica, i cittadini e l'immagine irrimediabilmente compromessa dalla nostra regione».

IL TEMPO SCORRE E MANCA ANCORA TUTTO

Allora, se abbiamo tutto da perdere possibile che non si riesca a produrre fatti?
«Noi ce la stiamo mettendo tutta ma vi assicuro che non è facile lavorare senza soldi. Qui tutti fanno del volontariato. Ma non si organizza così un grande evento. È in questa fase che avremmo dovuto approfittare per lanciare messaggi e preparare il campo… perché l'Abruzzo è la nuova Italia così come abbiamo sempre detto. Invece, la Regione materialmente non ci ha ancora dato un solo euro e siamo in serie difficoltà economiche. Ecco perché non possiamo iniziare a pagare professionisti in tutti i campi affinchè inizino a produrre. Solo per fare un esempio siamo carenti su tutti i livelli dal punto di vista dell'informazione e della comunicazione. E non è poco. Ma come si fa se il presidente della Regione è il primo a non credere in questa avventura? Ma ci pensate le difficoltà che abbiamo con i nostri sponsor? E' ora di finirla una volta per tutte».

14/09/2006 13.55


LA REPLICA DI PAOLINI

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«Nessuno ha chiesto la poltrona di Aracu ma se fossi al posto suo farei un passo indietro come altri hanno già fatto».
Il vicepresidente della Giunta regionale, Enrico Paolini, ha replicato nel pomeriggio di oggi da Manoppello, nel corso di un incontro con la stampa, appositamente convocato, alle accuse mosse dal presidente del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, Sabatino Aracu.
«Noi vorremmo evitare personalizzazioni - ha incalzato Paolini - ma se Aracu afferma di essersi adoperato per ottenere i 30 milioni di euro dal Governo, allora si è costretti a chiarire le circostanze, giacché si deve unicamente a Gianni Letta e a me, su delega del presidente Del Turco, lo sforzo di aver ottenuto quelle risorse».
E sempre restando in tema di finanziamenti, Paolini ha ricordato che la cifra complessiva di fonte regionale supera ormai i 5 milioni di euro, di cui quattrocento mila già stanziati dalla giunta di centrodestra.

«DOCUMENTI CARENTI»

«Aracu - ha osservato - dovrebbe essere a conoscenza del fatto che la quasi totalità dei fondi è destinata a spese per adeguare gli impianti sportivi come le Naiadi, lo Stadio Adriatico e il palazzetto dello sport di Chieti, dove peraltro, saranno disputati nel 2007 i campionati europei di basket femminile. Per il funzionamento del Comitato sono previsti tra i 300 e i 400 mila euro. Ma il presupposto è la presentazione di tutta la documentazione necessaria per accedervi. Documentazione che per inefficienza del Comitato è ancora carente».

L'ASSENZA DEL CONI

Per il vicepresidente, però, l'ostacolo più grande e pregiudiziale per il futuro dei Giochi è l'assenza del Coni.
La precondizione è che il Coni ci sia, in quanto organo squisitamente tecnico e perciò deputato ad indicare le priorità. Perciò noi, che teniamo ai Giochi e vogliamo che si disputino in Abruzzo, chiediamo che il Comitato olimpico nazionale rientri».
La questione della presenza del Coni, con le dimissioni di Pagnozzi prima e di Petrucci poi, e della nomina di un nuovo manager "capace", dopo le dimissioni di Fontana, di cui Paolini «auspica un ripensamento», saranno dunque le questioni al centro di un incontro fissato per mercoledì prossimo a Roma, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, e del sottosegretario allo Sport, Gianni Lolli.
«Chiederemo al Governo di indicarci una soluzione che tenga unite tutte le componenti, che fino ad oggi hanno rappresentato i quattro livelli istituzionali e che, soprattutto, chiami il Coni a svolgere il suo ruolo».

14/09/2006 18.59