Acqua, la Cna: «si pensi anche alla dispersione dell’acqua»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Domani in consiglio Regionale si parlerà ancora di acqua. Ma tra mille polemiche c’è chi insiste: «si intervenga sulle misure per fronteggiare lo spreco idrico».
Esiste in Abruzzo una vera e propria “emergenza acqua”, frutto della combinazione di più fattori: una dispersione imponente delle reti idriche, una politica delle tariffe che grava pesantemente su cittadini e aziende; la proliferazione degli enti di gestione.
Ma a detta della Confederazione nazionale dell'artigianato abruzzese, «al dibattito di queste settimane sul futuro della gestione dell'acqua è sfuggita la grave condizione di dispersione e di perdita che ancora oggi subiscono le reti idriche, spesso vecchie di decine di anni».

In qualche caso si è parlato perfino di una perdita pari al 60 per cento della portata complessiva, «ma non ho letto di misure straordinarie per fronteggiare una simile situazione. E proprio a causa di questa condizione, si è determinato un rincaro delle tariffe che imprese e famiglie della nostra regione hanno pagato».
«Per queste ragioni, conclude Cambi, «è opportuno che la Regione provveda rapidamente, come del resto ha annunciato, al riordino dell'intera materia, soprattutto con l'obiettivo di ridurre i disagi e i costi che gravano su aziende e famiglie».

L'ACQUA IN CONSIGLIO REGIONALE

Domani intanto il consiglio regionale affronterà la delicata situazione e la minoranza presenterà anche la proposta di riforma del servizio idrico avanzata nel 2001, ma mai approvata.
Proprio sulla questione, torna oggi Bruno Evangelista, capogruppo Italia dei Valori: «Ritengo che il centrodestra debba scusarsi con i cittadini abruzzesi per aver tenuto nel cassetto dal 2001 la legge di riforma senza approvarla, pur disponendo della maggioranza per poterlo fare. In questi anni si è infatti verificato un ulteriore aumento di costi e indebitamento degli enti di gestione. La riduzione da sei a uno degli Ato – spiega Evangelista - la riduzione del numero degli Enti di Gestione con il relativo abbattimento delle spese e la consequenziale riduzione del numero dei presidenti e dei membri dei Consigli d'amministrazione con le relative spese indotte, si sarebbero potuti attuare già dal 2001 con risparmio certo sulle bollette dell'acqua da parte dell'utenza» ”. “Sarebbe poi opportuno che qualcuno spiegasse – conclude il capogruppo IdV - quale è la ragione per la quale, proprio e solo nel momento in cui viene affrontato in maniera seria il problema, ci si rivolge alla magistratura ordinaria e contabile nell'intento di avere risposte più puntuali sull'operato di amministratori per altro di diversa appartenenza partitica. Tutti capiscono che questa intempestività può avere qualcosa di anomalo e inquietante insieme all'intera vicenda».

11/09/2006 13.24