Il settore autotrasporto finisce fuori strada: domani scatta la protesta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Le imprese dell’autotrasporto messe in ginocchio da costi esorbitanti e sempre più in balia della committenza, sono ormai al limite della sopravvivenza. Basta con elemosine e accordi disattesi. Servono riforme serie e misure adeguate per evitare che l’autotrasporto finisca fuori strada».
E' questa la denuncia di FITA-CNA che per protestare contro una situazione che sta azzerando la redditività delle imprese (la riduzione viene stimata in - 18% nei primi sei mesi dell'anno), ha promosso per venerdì 8 settembre una giornata di mobilitazione dei propri associati per informare i cittadini di una situazione ormai prossima al collasso e chiedere al Governo di prevedere nella Finanziaria alcuni sgravi sugli oneri sociali insieme a misure per un recupero di parte dei costi di gestione.

«Per le nostre imprese è sempre più costoso riempire il serbatoio dei nostri automezzi – spiega Pierluigi Pietrangelo responsabile regionale di FITA-CNA - Il prezzo del gasolio al distributore ha, infatti, superato il livello di guardia: da gennaio 2004 l'aumento è stato del 38,51%. Per esemplificare: un pieno di 600 litri costa oggi 82 euro in più rispetto a gennaio di quest'anno e 161 euro in più rispetto al gennaio 2005. I costi di gestione e di fornitura dei servizi delle imprese di autotrasporto sono in pratica lievitati di nove miliardi di euro negli ultimi tre anni. Al caro gasolio, vanno poi aggiunti i rincari dei pedaggi autostradali, ai quali ha fatto seguito il quasi azzeramento degli sconti autostradali sui pedaggi (dall'iniziale 30%, si è arrivati oggi al 9%), nonché il rialzo delle polizze assicurative. E dulcis in fundo, la riforma del settore varata dal Governo Berlusconi, che ha dimostrato non solo di essere del tutto inadeguata a garantire maggiore sicurezza, ma soprattutto di essere uno strumento sbagliato che indebolisce le imprese di autotrasporto sul piano contrattuale, impedendo la realizzazione di una trasparente situazione di mercato».


Queste le misure urgenti richieste dagli autotrasportatori:

1) interventi immediati per abbattere i costi di esercizio delle imprese: gasolio, pedaggi, costo del lavoro (cuneo fiscale con lo scorporo della voce costo del lavoro dall'imponibile IRAP);
2) modifica sostanziale della recente riforma del settore attuata dal Governo Berlusconi, soprattutto in relazione a controlli e sicurezza;
3) evitare un'ulteriore penalizzazione dell'autotrasporto italiano nei confronti dei vettori esteri con una necessaria modifica di alcuni contenuti della “Convenzione delle Alpi” che così come oggi definita di fatto impedisce alle imprese nazionali di competere alla pari con le imprese del Nord Europa.

Venerdì 8 settembre, gli autotrasportatori saranno presenti nei seguenti chek point :

CHIETI: Val di Sangro

PESCARA: Fater, Autogrill Montesilvano

TERAMO: Mosciano S.Angelo

Con l'iniziativa di venerdì prossimo, si apre di fatto la “campagna d'autunno” che interesserà nelle prossime settimane l'intero territorio nazionale; in assenza di segnali concreti in tempi brevi, FITA-CNA proporrà a tutte le Organizzazioni del settore, la proclamazione del fermo nazionale di tutti i servizi di trasporto merci.

07/09/2006 11.26