Sanità. Ecco quale sarà il futuro degli ospedali abruzzesi

Alessandro Biancardi

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Sanità. Ecco quale sarà il futuro degli ospedali abruzzesi
PESCARA. La Giunta regionale ha previsto una riclassificazione dei presidi ospedalieri pubblici e privati e Alleanza Nazionale storce il naso e illustra le incongruenze e le «disparità di trattamento». Ancora moltissimi i lati oscuri della riforma necessaria di settore. Ecco i principali.
Quali ospedali sopravvivranno e quali verrano declassati?
Sono queste le domande più inquietanti che la classe politica abruzzese si pone da tempo. A tornare sull'argomento questa mattina è stata Alleanza nazionale.
«Leggendo il programma operativo di riorganizzazione del servizio sanitario», commenta Fabrizio di Stefano (An) «ci troviamo di fronte ad una grande disparità di atteggiamento nei confronti del servizio ospedaliero pubblico e privato. La sanità è una sola e forse la Giunta dovrebbe farci capire che intenzioni ha. Vogliamo conoscere il metodo in cui si opererà», continua il consigliere regionale, «ma al momento non ci è ancora chiaro. Si agirà secondo logiche partitistiche? Siamo sicuri che si agirà nell'interesse del cittadino?»

COSA CAMBIERA'

I presidi ospedalieri verranno riclassificati.
Secondo quanto si legge nel programma operativo ci saranno 4 ospedali pubblici di 1° fascia (corrispondenti con tutta sicurezza ai quattro capoluoghi di provincia) che verranno considerati ospedali ad alta intensità clinico assistenziale e 3 ospedali (Lanciano, Vasto, Avezzano) più 3 case di cura private di 2° fascia che faranno parte della rete ospedaliera locale.
A questi devono aggiungersi 9 presidii ospedalieri locali, ( tra cui sicuramente Atri, Giulianova, Ortona, Popoli, Sulmona, Penne, Sant'Omero) e 7 case di cura private di 3° fascia. Infine 5 ospedali di comunità di 4° fascia a prevalente attività assistenziale (da individuare tra Gissi, Atessa, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo).

«I cinque ospedali che verranno trasformati in ospedali di comunità», si legge nel programma operativo, «saranno individuati tra le sette strutture pubbliche comparando le dotazioni di posti letto a conclusione di una indispensabile processo di concertazione politica, peraltro già avviato».
Tra queste strutture probabilmente non sarà oggetto di intervento la struttura di Castel di Sangro per la particolare situazione territoriale. L'ospedale, infatti, presidio di montagna, coincide con il territorio della comunità montana, ed è caratterizzato da un forte flusso di turisti e utenza extra regionale proveniente soprattutto dal Molise.

I POSTI LETTO E PERSONALE

Insieme alla riclassificazione degli ospedali pubblici e privati si proseguirà inoltre alla riduzione di posti letto, «in quote proporzionali tra pubblico e privato», assicura la Regione, per pervenire al tasso di 4,5 le posti letto per 1000 abitanti.
«Questo vuol dire», commenta Di Stefano, «che ci sarà una riduzione totale del 16% dei posti letto». Secondo la prima ipotesi del riequilibrio -12,13% si avrà nel reparto di medicina, il -20% in chirurgia, -22% nell'emergenza, e -14,1% nel reparto di malattie infettive».
«Si parla », continua il consigliere, «di una riduzione dei ricoveri ospedalieri; non vengono indicati gli strumenti per raggiungere questa riduzione ma solo gli obiettivi».
Secondo questa ipotesi a fine 2006 dovremo arrivare a -28.000 ricoveri, pari al 8% del complessivo. «A fine anno quindi», assicura Di Stefano, «si potrà facilmente verificare il risultato della manovra».

CHE FINE FARA' IL PERSONALE IN ESUBERO?

Altro aspetto da chiarire la sorte del personale in esubero. «Se verranno tagliati posti letto e chiusi i reparti dove andranno i chirurghi?...»
Secondo il programma ci sarà il blocco del turn over («teoria avanzata e poi smentita in meno di una settimana», assicura Di Stefano con documenti alla mano) previsto in particolare per le opere della chirurgia della medicina.
«Non si può prevedere un blocco totale», si legge nei documenti di previsione, «in quanto si devono potenziare le aree dell'emergenza-urgenza, della radiologia e della diagnostica di laboratorio ospedaliero, dell'assistenza domiciliare, e l'assistenza domiciliare di anziani non autosufficienti». «A fronte di un taglio di 16% dei posti letto», chiude Di Stefano, «abbiamo un costo del personale che rimane sostanzialmente invariato e si attesta all'1%».

SPESE SANITARIE A CONFRONTO.

Alfredo Castiglione (An) in collaborazione con uno studio di commercialisti di Sulmona ha messo a confronto la spesa per la sanità in Abruzzo e nelle Marche nel 2006. La spesa del settore assorbe mediamente tra il 70 e l'80% delle spese correnti per cui è la voce che si tenta di tenere più sotto controllo
La spesa corrente per la nostra regione è di 1.636.173.281 euro, per l'altra di 2.324.089. «La disparità », commenta Castiglione, «può essere individuata nella differenza di abitanti ( 1milione e 300 mila circa in Abruzzo, 1milione e 500 mila nelle Marche). Quello che più deve farci riflettere è la spesa pro capite della sanità: qui pari a 1.259 euro, nelle Marche 1.531 euro. Questo vuol dire che la spesa pro-capite per la sanità della regione Marche è il 22% in più di quella dell'Abruzzo..

«UNITI CONTRO GLI SPERPERI»

Pescara come luogo deputato alla legalità e alla sanità. Di questo e altro si dibatterà in un convegno nazionale il prossimo 22 settembre nell'aula magna del nuovo tribunale. Un meeting aperto al pubblico sul tema “Sanità: spese e sprechi. La salute del cittadino e l'ottimizzazione delle risorse”, presieduto da Nicola Trifuoggi, procuratore della Repubblica di Pescara e organizzato da Angelo Cordone, direttore generale Usl Pescara e da Domenico Cappucilli, presidente Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) sezione Pescara.
Interverranno all'incontro prestigiosi nomi del panorama nazionale, Antonio Gaglione, sottosegretario di stato Ministero della salute Roma, Giuseppe Grechi, presidente Corte d'appello di Milano, Carlo Lucchina, direttore generale assessorato alla sanità Regione Lombardia. Con la partecipazione di Ezio Greggio, da decenni in prima linea contro le sperequazioni, come paladino della salute del cittadino in qualità di membro della fondazione Un cuore per Milano.

06/09/2006 14.04