Sanità. La Uil contro l’impostazione della Giunta per il risanamento

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Venerdì prossimo, 4 agosto, i Sindacati avranno un confronto con l’Assessore alla Sanità sul Programma operativo di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale, finalizzato al raggiungimento di un accordo con il Governo ai sensi dell’Intesa Stato-Regioni. Secondo il sindacato le tasse aggiuntive non vengono eliminate, mentre i tagli prevalgono sulla riorganizzazione
Il documento della Regione è costruito sui capitoli dell'Intesa Stato-Regioni e cerca punto per punto di dimostrare la capacità del sistema sanitario abruzzese di arrivare a rispettare tutti i parametri e l'agenda concordati a suo tempo.
«Da qui ad almeno tre anni, però, la Giunta Regionale non prevede di riuscire a fare a meno delle tasse aggiuntive (IRE ed IRAP)», fa notare Roberto Campo della Uil, «scattate a fronte della mancata copertura del deficit 2005, con due anni pieni di tassazione maggiorata e un terzo (2008) con il dimezzamento della maggiorazione. Non era questa l'impostazione che condividemmo all'indomani della messa in atto della penalizzazione per le “regioni canaglia”, tra cui l'Abruzzo, quando la Giunta Regionale si disse convinta di poter dimostrare al Governo la bontà del proprio piano di copertura del deficit per scongiurare l'aumento delle tasse, e chiese al Sindacato un sostegno in tal senso. Ma la Regione per prima non ha creduto alla possibilità di evitare l'aumento delle tasse, tanto che oggi scrive di non potervi rinunciare almeno per una fase».

La Uil, inoltre, è contraria, senza sfumature, alle maggiorazioni di IRE ed IRAP, poiché questa fiscalità non servirebbe ad investire, ma a coprire «imperdonabili deficienze di controllo della spesa corrente». «L'aumento dell'IRE penalizza redditi già impoveriti», aggiunge campo, «mentre non si è nemmeno aperta una discussione seria sulla politica delle entrate e sulla lotta all'evasione a livello regionale. L'aumento dell'IRAP va in direzione opposta alla strategia della fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, sottoscritta dai Presidenti delle Regioni del Sud. Né è stata messa all'ordine del giorno una credibile lotta agli sprechi.

Oltre al nodo tasse-evasione-sprechi, l'altro punto che ci vede perplessi è il rischio che il “programma operativo di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale”, che è sostanzialmente una manovra di rientro, diventi di fatto il terzo piano sanitario. Cioè, che tagli, riduzioni, ridimensionamenti occupino tutta la scena, lasciando in ombra il versante del rilancio, della riorganizzazione, riqualificazione, riforma del sistema, diffusione dei servizi sul territorio, che comporta investimenti e non solo ripiegamenti e un robusto piano di potenziamento e messa a norma delle strutture pubbliche».

Un parere poco lusinghiero la Uil lo esprime anche a proposito della concertazione.
«La sola vera concertazione», spiega ancora campo, «sin qui realizzata sui temi della Sanità è stata quella sul disegno di legge regionale sul funzionamento delle strutture sanitarie e l'utilizzo appropriato dei regimi assistenziali, che abbiamo pienamente condiviso. Per il prosieguo della concertazione, con la costruzione del terzo piano sanitario, sia era evidenziata la necessità che la Giunta Regionale scoprisse le carte circa le proprie intenzioni a proposito di aziendalizzazioni, Asl e rete ospedaliera, lavorando anche sulla eliminazione dei troppi doppioni che caratterizzano l'offerta sanitaria nella regione. Constatiamo che le carte coperte continuano a rimanere tali, mentre il confronto sul terzo piano sanitario è finito in lista d'attesa».

Tutto allora è rimandato al prossimo 4 agosto quando nell'incontro con l'assessore Mazzocca si potranno diminuire le distanze o erigere altri muri che non farebbero bene a nessuno.

01/08/2006 11.30

DAL GOVERNO IL PRIMO OK

Nella riunione di ieri, presso il Ministero della Salute, il Piano è stato giudicato «definitivo, completo e rispondente a tutti i criteri assegnati» dal Tavolo Tecnico di Monitoraggio, organismo di verifica e controllo congiunto dei Ministeri della Salute e dell'Economia, presieduto dal dott. Francesco Massicci, Ispettore capo dell'Ispettorato generale per la spesa sociale.
«Il Piano», ribadisce l'assessore Mazzocca, «prevede interventi dal 2006 al 2009, che porteranno risparmi di spesa nel 2009, per un valore di 207 milioni di euro rispetto alla spesa tendenziale del 2009, una progressiva diminuzione dell'imposizione fiscale, una complessa serie di manovre organizzative volte a ridurre la spesa farmaceutica, la spesa per acquisto di beni e servizi, la spesa per convenzionati e volte ad una riorganizzazione della struttura dell'offerta sanitaria mirata allo sviluppo delle attività territoriali e al miglioramento dell'appropriatezza dell'offerta ospedaliera pubblica e privata».
Nel mese di settembre, in concomitanza con la procedura di formazione della Legge Finanziaria dello Stato, la Regione sarà convocata per la stipula di un preciso accordo Stato-Regione, che da un lato dovrà recepire gli impegni di quest'ultima come risultanti dal Piano, dall'altro dovrà prevedere l'impegno dello Stato in termini di risorse da assegnare all'Abruzzo, sia a ripiano dei disavanzi pregressi, sia per sostenere la spesa dei prossimi anni.
«Abbiamo presentato quattro distinti rapporti tecnici» continua l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca «per un totale di circa 400 pagine che dovrebbero costituire in nuce i cardini intorno ai quali elaborare il nuovo Piano Sanitario Regionale e certamente costituiscono l'impegno della Regione nei confronti del Governo per il risanamento della spesa sanitaria».

01/08/2006 13.08