Ragionieri e commercialisti in sciopero contro il decreto Bersani

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I sindacati di ragionieri e dottori commercialisti abruzzesi scenderanno in piazza al fianco dei loro colleghi nello sciopero nazionale del 28 luglio prossimo. La manifestazione che si svolgerà presso il Centro Congressi Roma Eventi per poi proseguire, dinanzi a Palazzo Chigi, intende richiamare l’attenzione sui problemi della categoria conseguenti al decreto Bersani sulle liberalizzazioni.
Maggiori obblighi informativi, procedure più complesse ed accorpamento delle scadenze sono solo alcune delle difficoltà cui andranno incontro i ragionieri ed i dottori commercialisti.
«Un duro attacco alle professioni ed ai lavoratori della conoscenza – dichiara Massimo Ivone, Segretario Nazionale e Presidente dell'Unione Giovani Ragionieri Commercialisti di Pescara e Chieti – per una categoria ormai stanca di accettare passivamente norme cervellotiche pensate esclusivamente per alleviare il carico dell'apparato statale».
Tra le tante disposizioni contenute nel decreto legge, le associazioni sindacali di categoria (UNAGRACO, UNGDC, ADC, ANDOC, SNRC), contestano in particolar modo quelle relative al restringimento del calendario per gli adempimenti fiscali obbligatori.
«La compressione delle scadenze produrrà inevitabilmente un cumulo di lavoro – prosegue Massimo Ivone – che penalizzerà le attività degli appartenenti alla categoria».
«La manifestazione del 28 luglio dinanzi la sede del Governo», aggiunge Ivone, «punta ad ottenere una revisione del testo licenziato dall'Esecutivo, ferma restando la volontà - già espressa - di procedere ad una riforma complessiva delle professioni intellettuali, rispettosa delle esigenze di mercato, circostanza questa riportata nelle pagine pubblicate sui principali quotidiani nazionali dei giorni scorsi. Il giorno 28 luglio i nostri uffici resteranno chiusi e ci scusiamo con i nostri clienti per il disagio procurato – conclude Ivone – le forme di protesta non appartengono al nostro DNA, ma ci hanno costretto a questo passo».

26/07/2006 8.14