Per le crisi aziendali ora c’è il Cicas

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si chiamerà Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore (Cicas) l'organismo istituzionale che gestirà in prima persona le situazioni di crisi industriale. Il nuovo organismo, nato per volontà della Giunta regionale con una delibera, è stato presentato ieri all'Aquila.
Come ha spiegato l'assessore Fernando Fabbiani, «il Cicas vuole essere uno strumento in grado di intervenire sulle crisi aziendali e di settore. E', in sostanza - ha proseguito l'assessore - un organismo che funge da interfaccia alla task force governativa presieduta da Gianfranco Borghini; deve essere un luogo di confronto e di proposte in grado di gestire e governare le situazioni di emergenza».
Fabbiani ha inoltre annunciato che quest'anno saranno 12 i milioni di euro che il Governo ha trasferito alla regione per gestire gli ammortizzatori sociali in deroga.
La nascita del Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore segna un'altra tappa importante del processo di modernizzazione della Regione.
E su questo punto ha insistito il presidente Del Turco.
«Abbiamo concentrato nei mesi di giugno e luglio la costituzione della politica delle regole. Dopo anni questa Regione si sta dando un sistema di regole di governo; si tratta di regole trasparenti che guardano a tutti i settori della vita regionale. Dallo Statuto, che è la nostra 'piccola' Costituzione, al protocollo sulla concertazione stretto con tutti i soggetti produttivi e sindacali dell'Abruzzo, fino all'accordo sulla sicurezza sul posto di lavoro fatto con l'Inail - ha spiegato il presidente della Regione -. Ora la nascita del Cicas deve essere punto di riferimento per tutte le realtà territoriali che si trovano a gestire situazioni di crisi».
Segnali di adesioni sono arrivati dai rappresentanti sindacali e dai rappresentanti delle Province. Il Cicas dura in carica due anni ed è composto dal presidente della Regione, dagli assessori al Lavoro e alle Attività produttive, da un componente dell'amministrazione provinciale territorialmente competente e da due rappresentanti per ogni sigla sindacale (Cgil, Cisl, Uil e Ugl).
La partecipazione al Cicas non comporta alcun onere a carico della Regione.

LA UGL

Favorevole la UGL. «Finalmente uno strumento che consentirà di passare dalle troppe parole, dalle troppe polemiche, ai fatti concreti in favore dei lavoratori abruzzesi», ha detto il segretario regionale Geremia Mancini.

LA UIL

«I primi due impegni dovranno essere, a nostro giudizio», spiega Roberto Capo, «la fissazione di un incontro complessivo con il nuovo Governo sull'insieme delle crisi industriali abruzzesi, che coinvolga la Presidenza del Consiglio e i Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro, e l'individuazione delle priorità per utilizzare al meglio il fondo di 12 milioni di euro ottenuti nell'ambito della Finanziaria nazionale per le casse integrazioni per le realtà abruzzesi».
Secondo il sindacato, infatti, la legge 127/06, conversione, con modifiche, del Decreto Legge n. 68 del marzo 2006 (Ammortizzatori per gli ultracinquantenni), non ha soddisfatto tutte le esigenze, lasciando fuori oltre 700 lavoratori abruzzesi delle aziende cosiddette cessate.

«I 12 milioni ottenuti», aggiunge Campo, «sono un buon risultato se confrontati con i 6 milioni dell'anno scorso, impegnati esclusivamente per il tessile-abbigliamento-calzaturiero, ma sono comunque lontani dalle esigenze avanzate dal tavolo abruzzese nei confronti del Ministero del Lavoro e quantificate in 54 milioni di euro. Ora è necessario concordare le priorità su cui impiegare i 12 milioni».
Poi il sindacato in dica chiaramente quale debba essere la “strada maestra” da percorrere.
«E' chiaro che non si può andare avanti nell'affrontare i problemi delle crisi industriali lavorando solo sul versante dell'assistenza, ma bisogna ricominciare a parlare di soluzioni industriali, a livello aziendale, e di politiche di rilancio, a livello dei settori. Ecco perché è necessario incontrare il Governo».


07/07/2006 9.04