La legge da cancellare sui portaborse è stata promulgata

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (17.07) L'AQUILA. La legge contestata sarà rivista continua ad assicurare Marino Roselli che spera di fare tutto prima dell'estate. la legge sarà pubblicata a breve sul Bura e dunque entrerà in vigore. L'ARTICOLO DI REPUBBLICA LA PROMESSA DELLA CANCELLAZIONE


AGGIORNAMENTO (17.07)


L'AQUILA. La legge contestata sarà rivista continua ad assicurare Marino Roselli che spera di fare tutto prima dell'estate. la legge sarà pubblicata a breve sul Bura e dunque entrerà in vigore.





L'ARTICOLO DI REPUBBLICA






LA PROMESSA DELLA CANCELLAZIONE



Prima l'hanno approvata con una sveltina da manuale, poi, dopo le proteste e l'indignazione dell'opinione pubblica, hanno fatto precipitosa marcia indietro.
A parole.
Perché la legge contestata dell'aumento concesso ai consiglieri di 1500 euro al mese per i portaborse (uno per ogni consigliere) è stata promulgata sabato dal presidnete della giunta Del Turco.
Fra pochi giorni sarà pubblicata e dunque entrerà in vigore a tutti gli effetti.
Goffe appaiono le dichiarazioni di chi continua ad assicurare che la legge sarà cancellata.
Per il presidente Marino Roselli l'obiettivo è di portare un nuovo provvedimento che possa cancellare la norma contestata «in una seduta del consiglio regionale prima della pausa estiva. Comunque, se non ce la dovessimo fare, lo faremo alla ripresa dell'attività».
Una corsa ed una promessa che potevano essere evitati se la volontà di non far passare quella legge votata con procedure ancora da chiarire esisteva davvero.
«Quell'atto, comunque, non è esecutivo», assicura Roselli al Centro, «perché la sua attuazione è rimandata ad un regolamento che naturalmente non sarà mai presentato. Di conseguenza non bisogna preoccuparsi e non bisogna credere alla voci di un iter poco chiaro per riproporre la misura. Politicamente, la maggioranza ha deciso di fare dietrofront e così sarà».

03/07/2006 9.32

LA CNA: «E' UNO SCHIAFFO ALL'OPINIONE PUBBLICA»

«Apprendo che, in barba all'ondata di proteste che solo pochi giorni fa si era sollevata da più parti, la contestatissima legge sull'aumento dell'indennità ai consiglieri regionali è stata promulgata dal presidente Ottaviano Del Turco. Si tratta di un autentico ceffone all'opinione pubblica abruzzese, tanto più forte alla luce delle solenni promesse, disattese, di congelarne gli effetti». Lo afferma il presidente della Cna abruzzese, Franco Cambi, secondo il quale «la conferma di un provvedimento tanto contestato (che prevede fino a 1.500 euro in più nella busta paga dei consiglieri regionali, seppure sotto forma di rimborsi spesa, ndr) non può essere giustificata in alcun modo. Soprattutto dopo le solenni promesse di riporre nel cassetto gli aumenti».
«Invece – prosegue il presidente regionale della Cna - alla chetichella, approfittando forse della febbre da Mondiali e del caldo estivo, rientra dalla finestra una decisione che era stata cacciata dalla porta principale. Una scelta grave, operata in spregio di cittadini che dovranno mettere le mani nel portafogli per ripianare i debiti della sanità, visto che l'addizionale Irap e Ire graverà su imprese e famiglie in modo pesante, con conseguenze sulla stessa capacità di competere. Voglio ricordare che gli aumenti delle indennità ai consiglieri incideranno in modo consistente sulle casse regionali, nell'ordine di circa tre milioni di euro da qui alla fine della legislatura».
A detta di Cambi, «se è vero che il costo della politica è un problema serio, che non può essere affrontato e risolto in modo demagogico, è vero anche che è delle persone serie affrontarlo senza ricorrere a trucchi e giochetti degni di un mercato asiatico, non della massima assemblea elettiva abruzzese. Quella stessa assemblea che pure nei giorni scorsi ha portato a termine l'approvazione del nuovo Statuto. E' dunque appena il caso di tornare a chiedere a gran voce di chiudere in fretta una pagina buia della legislatura aperta un anno fa: non si può predicare il rigore con gli altri, mettere le mani nelle tasche degli abruzzesi, e cucinarsi nel retrobottega e all'unanimità aumenti che hanno dell'incredibile».
03/07/2006 14.15


DEL TURCO: «ATTO DOVUTO»

Dalla Regione fanno sapere che «il Presidente della Regione ha l'obbligo di promulgazione delle leggi approvate dal Consiglio regionale entro il termine di 10 giorni dalla data di trasmissione ai sensi dell'art. 81/bis, 2° comma, del regolamento dei lavori del Consiglio Regionale».
Dunque un atto dovuto, per quanto attiene alla possibilità di emendare, modificare o abrogare parti del testo di legge, questa è competenza del Consiglio Regionale su proposta di almeno un consigliere e tale prerogativa può essere esercitata solo quando il disegno di legge viene reso esecutivo dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
«Nessun potere di veto o di rinvio», si legge nella nota della Regione, «il regolamento riconosce al Presidente della Regione, il quale è tenuto alla promulgazione di un testo di legge entro il termine sopraindicato. In casi come questo, al Presidente della Regione sono concessi solo poteri di persuasione morale che il presidente, come è noto, ha esercitato chiedendo alla maggioranza di ritirare un emendamento discutibile:(art. 2 Modifica all'art. 7 della L.R. 18/2001, comma 7) questo poteva fare il presidente e questo ha fatto».

03/07/2006 17.07