Ecco l’identikit dei frequentatori delle sagre abruzzesi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Presentata l'edizione 2006 della guida "Borghi & Sagre", da oggi in edicola con "Quotazioni", insieme a un'indagine condotta dall'Università "D'Annunzio".
Livello culturale elevato, fra i 30 e i 40 anni, una preferenza per i piatti cosiddetti "di terra", carne, salumi, selvaggina, formaggi: è l'identikit del frequentatore di sagre in Abruzzo, eventi che coniugano riscoperta della tradizione e affari, visto che una sagra di tre giorni muove fino a 25.000 persone, con incassi pari a 325.000 euro per l'organizzazione.

I dati emergono dall'indagine coordinata da Gabriele Di Francesco, docente di "Sociologia dei gruppi" presso la facoltà di Scienze sociali dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti , alla quale hanno lavorato studenti tirocinanti e partecipanti ai laboratori di ricerca, insieme a personale della casa editrice di "Borghi & Sagre", la guida giunta all'ottava edizione.

«La ricerca su "Le sagre eno-gastronomiche in Abruzzo come fenomeno sociale"», spiega Di Francesco, «ha preso a campione 51 sagre che si svolgono annualmente in 47 Comuni abruzzesi (o frazioni), in occasione delle quali sono state intervistate 1.196 persone: un campione statistico dal quale è apparso che il 55,69% degli amanti delle sagre ha tra i 25 e i 45 anni, il 26,17% tra i 50 e i 60 e il 13,71% meno di 25. Si tratta soprattutto, per quanto riguarda il titolo di studio, di diplomati di scuola media superiore (46,57%) e laureati (17,22%), di impiegati e insegnanti (25,17%) se si considera l'occupazione (seguono operai qualificati 9,45%, artigiani o commercianti 8,11%, casalinghe 7,53% e studenti 7,44%)».
L'obiettivo della ricerca, secondo il coordinatore del progetto, era rilevare la soddisfazione dell'utenza (una customer satisfaction dei frequentatori delle sagre ) e valutare aspetti peculiari delle manifestazioni.

«Le sagre hanno oggi», continua Di Francesco, «anche una connotazione economica che, parallelamente alla nascita delle correnti turistiche del gusto, si è trasformata, acquisendo valenze di promozione dello sviluppo locale, di vetrina del territorio. Gli intervistati hanno assaggiato secondi piatti "di terra" (carne, salumi, selvaggina, formaggi) nel 36% dei casi, primi piatti nel 19%; il 13% ha gustato pizze e frittelle, l'11% ha preferito verdure e contorni, il 4,89% prodotti di pregio come funghi, tartufi, miele, olio dop. Il 33,84% beve vino (soprattutto Montepulciano d'Abruzzo), il 28,45% la birra; il 33,36% opta per acqua e bibite analcoliche. Molti cercano prodotti dell'artigianato locale, l'8,63% li acquista e lo farebbe in quantità maggiori, ma difficilmente li trova. Se sui prodotti alimentari i giudizi sono positivi, più critici quelli espressi circa parcheggi, indicazioni, divertimenti e iniziative culturali, servizi igienici».

L'indagine ha riguardato:
- 6 sagre della provincia dell'Aquila (12,88%),
- 14 sagre della provincia di Pescara (31,19%),
- 19 sagre della provincia di Chieti (27,84%),
- 12 sagre della provincia di Teramo (28,09%).


Il volume presentato oggi è composto di oltre 300 schede relative a sagre estive allestite in Abruzzo – alcune delle quali corredate da un giudizio di qualità (espresso in "coccinelle") - il volume è stato stampato in 80.000 copie.


ELENCO DELLE SAGRE CENSITE NELLA RICERCA

L'Aquila:

Campo di Fano (sagra dell'aglio rosso), Forme di Massa d'Albe, Rocca di Cambio (sagra Ijù Cerije), Santo Stefano di Sessanio (sagra della lenticchia), Villalfonsina, Villa Sant'Angelo;

Pescara:

Alanno (del fritto e della lenticchia), Catignano, Città Sant'Angelo, Civitella Messer Raimondo (pizzonda), Collecorvino, Elice, Manoppello Scalo, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Pescara, Salle Nuova, Torre de' Passeri;

Chieti :

Atessa (Corti Antiche - Festa della trebbiatura), Brecciaio di S.Eusanio del Sangro (Non è la sagra), Casacanditella, Casalincontrada, Crecchio; Civitaluparella (Sagra del cibo contadino), Fara Filiorum Petri, Fossacesia, Montemarcone di Atessa, Pesconsansonesco, Palombaro (sagra delle vrache di mulo), Pianibbe di Casoli, Rocca San Giovanni (sagra del Coccodrillo), S.Eusanio del Sangro (sagra alla paesana) San Salvo (sagra del pesce), Tollo, Tornareccio, Torrebruna, Roccascalegna (ci vuole un fiore);

Teramo :

Atri, Arsita (sagra del coatto), Forcella, Martinsicuro (sagra del pesce), Montepagano (Mostra regionale del vino), Mosciano S.Angelo (sagra della pizza), Sant'Omero (sagra del baccalà), Torricella Sicura (sagre del minestrone), Garrufo di Sant'Omero (maccheroni di S.Scolastica), Poggio Morello di Sant'Omero (sagra della trebbiatura), Campovalano di Campli.

01/07/2006 16.42