Caramanico: «I termovalorizzatori possono essere la soluzione giusta…»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Regione sta lavorando alla costruzione di un inceneritore in consorzio con la Regione Marche. La definizione dell’accordo sarebbe vicina. LA NOSTRA INCHIESTA SUI RIFIUTI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN ABRUZZO

ABRUZZO. La Regione sta lavorando alla costruzione di un inceneritore in consorzio con la Regione Marche. La definizione dell'accordo sarebbe vicina.



LA NOSTRA INCHIESTA SUI RIFIUTI


LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN ABRUZZO






La termovalorizzazione è una delle ipotesi per bruciare i rifiuti urbani che non possono essere conferiti in discarica.
L'Assessorato all'Ambiente ne sta vagliando la fattibilità tecnica ed ambientale, in occasione del rediendo piano dei rifiuti.
Se ne è parlato nel corso del secondo tavolo di concertazione che l'assessore, Franco Caramanico, ha promosso con 42 sigle di associazioni coinvolte.
«Il nuovo Piano - ha spiegato Caramanico - dovrà consentire all'Abruzzo di conseguire una svolta nel settore. Nella nostra strategia ci sono obiettivi realistici ed ogni soluzione sarà valutata attentamente perché anche la tecnologia ci sia di supporto».
Il tema del recupero energetico, ovvero la trasformazione in materiale combustile di parte dei rifiuti solidi urbani, è uno dei temi pregnanti il nuovo Piano.
Per l'assessore Caramanico è superata l'ipotesi, avanzata nella bozza della precedente pianificazione formulata dal centrodestra, di costruire tre termovalorizzatori.
«Stiamo valutando la possibilità di dotarci di un inceneritore per il cui utilizzo è allo studio l'idea di consorziarci con le Marche, giacché le quantità di rifiuti prodotte in Abruzzo potrebbero non essere sufficienti a motivare la realizzazione dell'impianto».
Quindi l'Assessore ha anticipato che è in fase avanzata di elaborazione l'accordo con i tre cementifici abruzzesi di Pescara, Scafa e Cagnano Amiterno, cui conferire il combustile derivato dai rifiuti (Cdr), in sostituzione del tradizionale materiale combustile fossile che alimenta gli impianti.
«Siamo a buon punto per l'accordo - ha puntualizzato Caramanico - e, comunque sia, tale soluzione non confligge con l'idea del termovalorizzatore».
L'Assessore ha tuttavia spiegato che il ciclo dei rifiuti «deve avere il presupposto della integrazione di tutti i sistemi: il conferimento in discarica, la raccolta differenziata, il recupero energetico».
Per quanto riguarda le discariche è stato ribadito che saranno autorizzate con cautela. Attualmente in Abruzzo le più grandi sono tre, attorno a cui ruotano piccole altre realtà.
Si calcola che gli invasi attivi potranno ospitare rifiuti almeno fino al 2011.
Nel Piano è previsto anche un sensibile potenziamento della raccolta differenziata: si fissa l'obiettivo del 55% di media nel 2011, contro le stime attuali del 15%.
Infine, un accenno è stato fatto dall'Assessore alla riorganizzazione degli enti che gestiscono gli impianti e i servizi. Se ne contano 14 tra consorzi e società miste. Il nuovo Piano potrebbe prevedere solo cinque ambiti territoriali:per l'Aquila, Teramo, Pescara-Chieti e Lanciano-Vasto.

30/06/2006 8.56