Avviato programma sanitario per extracomunitari che saranno curati in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Saranno operati in Abruzzo, negli ospedali di Pescara e L'Aquila, due ragazzi di provenienza irachena e somala, di sedici e diciotto anni (una ragazza), e due bambini, di quattro e due anni, entrambi somali.
Tutti e quattro affetti, fin dalla nascita, da particolari patologie congenite che nei Paesi occidentali, generalmente, vengono trattate nelle prime settimane di vita.
La conferma l'ha data, questa mattina, a Pescara l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca insieme al professor Pierluigi Lelli Chiesa, chirurgo pediatrico, docente univesitario della "D'Annunzio" e membro della speciale commissione tecnica chiamata ad esprimere pareri sanitari sui casi sottoposti alla sua attenzione, e a Tusio De Juliis, responsabile dell'associazione umanitaria "Aiutiamoli a vivere".
«E' la prima volta che la Regione avvia un programma di assistenza sanitaria rivolto a cittadini extracomunitari», ha esordito l'assessore Mazzocca «un'azione di solidarietà e cooperazione che ha avuto uno stanziamento di 400 mila euro e per la quale, anche alla luce delle complesse procedure per il rilascio dei visti autorizzatori da parte dei Paesi di origine dei giovanissimi pazienti, è stato necessario un provvedimento di Giunta. A tal proposito» ha aggiunto Mazzocca «ritengo importante sottolineare la proficua collaborazione attivata con i Ministeri degli Esteri e della Salute degli Stati coinvolti per il tramite di quello italiano ed il ruolo chiave delle Ambasciate».
Tale progetto di assistenza sanitaria, rivolto all'Albania e alla Romania, all'intero continente africano, al Sud America ed al Medio Oriente, abbraccia casi particolarmente gravi segnalati da organizzazioni non governative, da Onlus o da associazioni di volontariatio che riguardano soggetti, in condizioni economiche disagiate, residenti in Paesi non dotati di specifica convenzione con l'Italia.
«Siamo impegnati» ha concluso l'assessore alla Sanità «anche allo scopo di favorire un utile scambio di esperienze e di competenze con il personale medico dei Paesi coinvolti. L'obiettivo futuro sarà, infatti, quello di favorirne una formazione adeguata per permettere loro di intervenire in loco sui pazienti».
Le prestazioni sanitarie fornite sono esclusivamente di alta specialistica, nei settori di cardiochirurgia, ematologia, neurochirurgia, chirurgia pediatrica, chirurgia generale.

19/06/2006 15.28