Agricoltura. Aziende sempre più piccole e precarie. Ecco il piano fino al 2013

Alessandro Biancardi

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	Agricoltura. Aziende sempre più piccole e precarie. Ecco il piano fino al 2013
ABRUZZO. La nuova programmazione della politica agricola regionale, sintetizzata nel Piano di sviluppo rurale 2007-2013, fotografa anche l'attuale profilo del settore. Dai dati di fatto si parte per la programmazione che deve fare i conti con problematiche strutturali derivanti dalle esigue dimensioni delle aziende all’anzianità dei lavoratori, ai guadagni sempre più risicati.
I DATI DEL SETTORE

Secondo i dati del censimento generale dell'agricoltura, le aziende in Abruzzo gestiscono 670 mila ettari di terreno, il 62% del totale regionale.
La superficie agricola utilizzata è pari a 432 mila ettari (il 64%), di cui 183 mila utilizzati a seminativi, 166 mila a prati permanenti e pascoli e 83 mila a coltivazioni permanenti.
Una superficie pari a 171 mila ettari è invece costituita da boschi (26%).
Per la crescita delle aziende il periodo che va dal 1990 al 2000 è stato contrassegnato da una forte contrazione, pari al 22%; mentre restano limitate le dimensioni delle imprese, sia in termini di superficie agricola totale ( 8 ettari), sia in termini di superficie agricola utilizzata (5,2 ettari). Facendo riferimento al 2004, dai registri della Camera di commercio risultano attive 36.235 aziende: queste costituiscono il 25% del totale delle iscrizioni, ed in essere prevalgono le unità individuali (97%).
Se la metà delle aziende operano nella provincia di Chieti, il 20% nel teramano e il 30 % è diviso tra le province dell'Aquila e di Pescara. Le aziende che producono un reddito lordo annuo di oltre 19.200 euro, da considerarsi, quindi, nell'ambito delle imprese professionali, sono 5,3 mila , il 6% del dato totale.

PRODUZIONI TIPICHE

In tema di produzioni tipiche, l'olio abruzzese è stato il primo in Italia ad ottenere il riconoscimento Dop, ed oggi ne vanta ben tre. Così come l'Igp è stato riconosciuto al "Vitellone bianco dell'Appennino".
L'ultima nata tra le dop è lo "Zafferano dell'Aquila". In dirittura d'arrivo l'Igp per la "Carota dell'Altopiano del Fucino". Infine, vanno ricordate le richieste in itinere per la "Castagna roscetta" di Valle Roveto , la "Mortadella di Campotosto", la "Ventricina di Guilmi", le "Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio", il "Miele d'Abruzzo", la "Porchetta di Campli".

IL PIANO DELL'AGRICOLTURA 2007-2013

Promozione commerciale e marketing territoriale; ma anche supporto all'internazionalizzazione per aiutare le imprese abruzzesi nel mercato globale.
Il nuovo profilo dell'agricoltura del prossimo periodo 2007-2013 è delineato nel nuovo piano di sviluppo rurale che l'assessore al ramo, Marco Verticelli, ha illustrato in bozza alle organizzazioni professionali, ai presidenti della quattro province abruzzesi e al presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale, Antonio Boschetti.
«E' solo una fase di avvio - ha spiegato l'Assessore - cui seguiranno altre per perfezionare la nostra proposta, utilizzando il metodo della concertazione, già partita il 29 luglio scorso ad Avezzano, con la presentazione del piano di costruzione della nuova programmazione».
Sono diversi i punti di svolta che il nuovo Psr intende mettere a segno.

«VERE POLITICHE DI SOSTEGNO»

«Anzitutto - ha detto Verticelli - puntiamo a vere politiche di sostegno alle aziende, di tutela e valorizzazione di tutte le peculiarità produttive, paesaggistiche e storiche del mondo rurale». «Inoltre, metteremo la parola fine al modello di enti pubblici intesi come meri strumenti erogatori e non promotori di politiche e strategie».
Per l'Assessore, tali obiettivi non possono essere perseguiti senza la partecipazione del mondo agricolo, di quello della ricerca e dell'università.
«Le sfide per le nostre imprese - ha chiarito Verticelli - sono tante e tali da obbligarci alla condivisione e all'analisi dei problemi reali».

I LIMITI STRUTTURALI

Tra questi i limiti strutturali che, per l'Assessore, vincolerebbero le esportazioni abruzzesi verso il mercato globale. Per questo nel nuovo Psr è prevista la costituzione di un organismo dedicato alla promozione del settore e allo sviluppo di reti ed alleanze tra imprese, nonché allo sviluppo dei servizi tecnici e tecnologici, al supporto all'internazionalizzazione, a facilitare l'acceso ai finanziamenti e agli investimenti per l'innovazione e l'espansione produttiva.
«Una strategia per aggredire il mercato globale potrebbe essere - ha ipotizzato Verticelli - applicare un sostegno convinto al mercato agrituristico regionale. Questo segmento, grazie alla capacità di produrre valore aggiunto tanto nel settore agro-alimentare, quanto in quello turistico, è in grado di valorizzare il prodotto Abruzzo nei mercati internazionali».
In questo quadro, si impone lo sviluppo prioritario del marketing territoriale e del principio della "filiera".

«VALORIZZAZIONE DELLE PECULIARITA'»

«Certo è che una nuova qualità del sistema agro-alimentare - ha spiegato ancora l'Assessore - deve passare necessariamente per la valorizzazione delle peculiarità produttive ed una offerta territoriale riconoscibile».
Il nuovo Psr 2007/2013, che comincia oggi il suo percorso di condivisione, il precedente 2000/2006 ha consentito all'Abruzzo di ottenere 132 milioni di euro di quota “Feoga”, è diviso in obiettivi (Assi), all'interno dei quali si struttura e si realizza l'intervento della Regione. L'asse 1 è dedicato a miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale.
Si prevede il consolidamento e lo sviluppo della qualità delle prestazioni agricole e forestali; la promozione delle innovazioni di prodotto e di processo lungo le filiere; il miglioramento delle dotazioni infrastrutturali; il miglioramento delle capacità imprenditoriali, nuove professionalità e la qualificazione della manodopera.
L'asse 2 è dedicato al miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale.
Si prevede la conservazione della biodiversità; la conservazione e la tutela dei sistemi agricoli nelle aree parco; la diffusione delle pratiche agricole e forestali compatibili con la tutela delle risorse idriche; l'aumento delle produzioni agricole per biomasse e la diffusione di pratiche per la riduzione dei gas serra; la tutela del suolo e la difesa dei fenomeni erosivi e della perdita di fertilità.
L'asse 3 è dedicato alla qualità della vita nelle zone rurali e alla diversificazione dell'economia rurale, con l'obiettivo di incrementare i posti di lavoro e di migliorare le condizioni di benessere delle popolazioni.
Si prevede il mantenimento delle popolazione nei territori e il miglioramento dell'attrattiva per le imprese e la popolazione; la creazione e lo sviluppo di nuove opportunità occupazionali in aree rurali; lo sviluppo di borghi rurali e nuovi sevizi per le popolazioni. Infine l'asse 4 Leader contribuirà a realizzare i primi tre anni e a mobilitare il potenziale endogeno delle zone rurali. Si prevede il rafforzamento della capacità progettuale e gestionale locale, il miglioramento della partecipazione locale alla definizione delle politiche; l'integrazione delle politiche locali con le strategie di sviluppo settoriali.

16/06/2006 10.39