Cna: «L’Abruzzo che produce non si merita una punizione come Irap e Ire»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa esprime perplessitò sugli aumenti dell’addizionale IRE (ex IRPEF) e dell’IRAP, per coprire i buchi della sanità.
«Va il nostro totale dissenso», sottolinea l'associazione di categoria, «in un momento decisamente difficile per l'economia italiana e quella abruzzese, con una particolare sofferenza per la piccola impresa e l'Artigianato, questa stangata avrebbe effetti devastanti per il nostro mondo e per l'intera economia regionale».
L'Irap, un'imposta della quale la stessa Corte Europea ha stabilito l'iniquità ed anche l'illegittimità, sarebbe, secondo il Cna, «la leva attraverso la quale rastrellare le risorse per tappare i buchi, gravando in misura pesante sulle imprese chiamati a pagare una tassa di importo rilevante stimata in alcune migliaia di euro per azienda».
Lo stesso vale per l'Ire, il cui prelievo a carico delle famiglie «sarebbe altrettanto oneroso. Anche in questo caso gli artigiani sarebbero tassati due volte; una come imprenditori e l'altra come cittadini contribuenti».
«Pur trattandosi di una norma prevista nella legge nazionale lei, la sua Giunta e la sua maggioranza avete il dovere di scongiurare questa iattura considerato il taglio di oltre 1 milione di euro già effettuato, sul bilancio regionale, sui fondi a favore dell'artigianato».

La sottrazione di decine di milioni di euro ai cittadini ed alle imprese avrebbe così «l'effetto di deprimere ulteriormente i consumi, indebitare oltre misura le aziende e dare un colpo mortale alla nostra economia. Deve finire», continua il Cna, «il tempo dei debiti senza copertura, della finanza allegra, scaricata sulle spalle di tutti i cittadini mentre deve avviarsi una stagione che metta al centro comportamenti sobri e virtuosi che portino ad una decisa razionalizzazione delle spese e dei costi dell'Ente e della stessa politica».

«TUTTA COLPA DELL'ULIVO»

E a notizia ufficiale Castiglione, capogruppo di An, non vuole proprio essere diplomatico: « E' colpa dell'Unione! Del Turco chieda scusa agli elettori per la sua grave inadempienza per la mancata predisposizione del piano di rientro debiti del 2005»

«E' inutile che Del Turco», insiste Castiglione, «si arrampichi sugli specchi, chieda scusa agli abruzzesi per la sua grave inadempienza. Nella sua qualità di commissario ad acta avrebbe dovuto adottare i necessari provvedimenti per il ripianamento e non l'ha fatto».
E poi arriva anche il confronto con la Giunta precedente: «il governo Pace ha sanato i debiti pregressi della sanità, ben 682 milioni di euro al 31/12/2004, grazie alle cartolarizzazioni, che non graveranno sul bilancio regionale, con la Giunta Del Turco, in pochissimi mesi il debito delle ASL del 4° trimestre del 2005 è schizzato dai 56 milioni di euro, annunciato in conferenza stampa dall'assessore Mazzocca, a 197 milioni».
La legge approvata martedì dal Consiglio regionale non ha affrontato secondo Castiglione, «gli oneri richiesti dal Governo centrale, se otterrà dei buoni risultati ed è tutto da dimostrare, si manifesteranno solo per il 2006.
L'unica certezza è che per colpa della disattenzione ingiustificabile della Giunta Del Turco gli abruzzesi pagheranno più tasse».

15/06/2006 17.25