«Creare un centro accogliente per le donne maltrattate e violentate in famiglia»

Alessandro Biancardi

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 PESCARA. Non si placano le reazioni allo stupro della donna 35enne di venerdì sera. Una serie di risposte politiche si stanno registrando a vari livelli. La consigliera regionale La Morgia ha presentato ieri un progetto di legge per creare una alternativa all’inferno della famiglia dove si compiono violenze.    LE REAZIONI DI IERI

 PESCARA. Non si placano le reazioni allo stupro della donna 35enne di venerdì sera. Una serie di risposte politiche si stanno registrando a vari livelli. La consigliera regionale La Morgia ha presentato ieri un progetto di legge per creare una alternativa all'inferno della famiglia dove si compiono violenze.


  

LE REAZIONI DI IERI






Indignazione, parole, buone intenzioni, accuse, inviti e rassicurazioni.
Dopo lo stupro di venerdì scorso si sta assistendo, ormai senza sosta , ad una valanga di messaggi provenienti da più parti, valanga ampliata –come succede in questi casi- dai mass media.
Purtroppo però i problemi denunciati sono sempre gli stessi, e sembrano esplodere solo nel momento in cui si verifica un determinato atto più deprecabile rispetto ad altri.
Sta di fatto che il crescente successo di Via Delle Caserme, di Corso Manthonè e di tutta la zona di Pescara vecchia è stato sottovalutato.
Quella zona della città non è più la stessa di tre anni fa; così la gente che la frequenta è probabilmente diversa. I problemi sono cambiati ed è necessario che tutti gli enti si attivino per consentire che la città continui la sua espansione.
Questo presuppone sicuramente una vigilanza maggiore, una presenza sul territorio delle forze dell'ordine, ma anche una serie di servizi e comfort adeguati all'utenza.
Tuttavia l'attenzione è stata spostata su fattori che riguardano la cultura, un certo degrado sociale e certi stereotipi imposti dalla nuova società che sembrano aver abbassato di molto la soglia della legalità o della sua percezione.
Ragazzi allo sbando, che vivono e respirano un degrado sempre maggiore possono essere la causa di episodi come quello di venerdì scorso.
E' allora necessario intervenire e cominciare a lavorare seriamente a partire dalla scuola, dai servizi sociali, dal comune e dalle forze dell'ordine. Una buona parte potrebbero giocarla anche gli stessi esercenti che potrebbero segnalare e denunciare molto più spesso soggetti “particolari”.

Ma a mobilitarsi sono soprattutto associazioni di donne e di volontariato che voglio ad ogni costo evitare il ripetersi di violenze del genere.

TELEFONO ROSA

La sezione pescarese di Telefono Rosa, d'accordo con la ragazza che ha subito la violenza, si costituirà parte civile nel processo contro gli stupratori.
Ieri anche il sindaco D'Alfonso aveva annunciato la costituzione di parte civile della stessa amministrazione comunale.
«Questo è il primo atto concreto contro l'ennesimo gravissimo episodio di violenza», dice la presidente Norina Sprecacenere, «ancora una volta compaiono tutti gli elementi negativi della nostra società, come la pressione del branco, il disadattamento individuale dei ragazzi che per i loro precedenti imponevano un'assistenza diversa, la mancanza di sicurezza, il silenzio e l'indifferenza di chi ha pur dovuto sentire i lamenti e le grida della donna. Inoltre le norme di legge e le sentenze sono ancora troppo tenere nei confronti degli stupratori. Invitiamo dunque il Parlamento italiano», continua Sprecacenere, «a presentare un nuovo progetto di legge che sia più incisivo nei confronti di atti come questo di enorme inciviltà e la magistratura ad emettere sentenze che non diminuiscano l'efferatezza di reati come lo stupro».


LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

La consigliera regionale Maria Rosaria La Morgia ha presentato un disegno di legge che sarà discusso al prossimo consiglio regionale e finalizzato anzitutto a rafforzare -attraverso il sostegno e la promozione di centri antiviolenza o case di accoglienza- il sistema di tutela e di protezione delle donne maltrattate.
«L'obiettivo è quello di favorire l'apertura di centri antiviolenza e case di accoglienza», spiega La Morgia, «rivolte a donne che subiscono o hanno subito violenze. La volontà dichiarata è che i centri antiviolenza possono entrare finalmente ed a pieno diritto nel sistema locale dei servizi sociali per contrastare tutti i tipi di violenza contro le donne e i loro figli. Pensiamo ad interventi di consulenza, ascolto, sostegno d'accoglienza, permettendo alle donne stesse di assumere, libere da costrizioni e condizionamenti, le decisioni che ritengono più opportune. Poter lasciare immediatamente la casa dove si subisce il maltrattamento», continua La Morgia, «è il primo e indispensabile passo per potersi sottrarre alla persecuzione del familiare violento. Avere a disposizione un luogo nel quale rifugiarsi è anche indispensabile per evitare che queste donne siano nuovamente penalizzate dalla mancanza di alternativa nel quale trasferirsi. In questi centri di rifugio queste donne potranno serenamente intraprendere azioni giudiziarie che spesso lungi dal dare risposte immediate si protraggono nel tempo».

SPORTELLO ANTIVIOLENZA

È attivo come si diceva, da circa tre anni a Pescara, lo sportello antiviolenza Ananke un servizio di accoglienza a donne che subiscono maltrattamenti e violenza.
È un progetto attivato nell'ambito di Urban II ed offre un servizio di prima accoglienza, di raccordo, in stretta collaborazione con l'amministrazione comunale e la rete antiviolenza della città di Pescara.
Lo sportello offre la possibilità di parlare del problema dei maltrattamenti e delle violenze con donne esperte, di fissare un colloquio di prima accoglienza per affrontare il disagio, permette di mettersi in contatto con i servizi sociali, il tribunale, le forze dell'ordine con le quali con lavorare. E' inoltre possibile fissare consulenze mediche e legali in collaborazione con il servizio di ascolto e sostegno alla persona e costituire un nuovo progetto di vita per sfuggire superare il ghetto della violenza.

Tutti i servizi sono gratuiti e mirano all'accompagnamento e all'orientamento della donna che richiede l'aiuto e, dunque, l'uscita da situazione di marginalità dovute alla violenza.
Lo sportello è aperto al pubblico il martedì e venerdì dalle 9.30 le 12.30 ed ha sede presso il centro servizi alla persona nell'ex scuola di via Giardino.
Il telefono è lo 085 4283851, e-mail sportelloananke@interfree.it

LA SINISTRA GIOVANILE

La Sinistra Giovanile, crede che sia «l'ora di arginare quest'ondata di violenza che imprigiona la zona del divertimento cittadino».
«Sono mesi», si legge in una nota, «che corso Manthonè, via delle Casereme e piazza Unione vivono le serata in una condizione estremamente precaria, è arrivato il momento che i gestori dei locali, l'amministrazione comunale, i residenti, e tutte le associaizoni interessate ad opporsi alla violenza, facciano un incontro per trovare una soluzione sul tema».
«E' impensabile – ha spiegato Marco Rapino, segretario comunale della Sinistra Giovanile- continuare a non ritenere l'area in questione, come un luogo strategico per il divertimento cittadino, se infatti non incominciamo a ritenerlo tale, continueremo a garantire questa sorta di luogo franco dove è permesso vivere in un “far west”. Le prime vittime di questi comportamenti sono proprio gli avventori dei locali, se infatti l'andazzo continuerà ad essere questo saremo noi, in qualità di utenti che abbandoneremo l'area. E'
necessario tutelare i cittadini che vogliono continuare a frequentare l'area».
«Sarebbe utile proprio in questo senso – ha spiegato Fabio Monticelli, Segretario Provinciale Sinistra Giovanile -, promuovere un tavolo tra amministrazioni, gestore, residenti ed associazioni, per tracciare una strategia di sicurezza per l'area. Allo stato delle cose, la situazione è davvero intollerabile, non è pensabile continuare in questa direzione, non possiamo permettere che la situazioni continui a deflagrare in questo modo».

IL SINDACO DI PIANELLA IL PAESE DOVE VIVE IL GIOVANE ACCUSATO

«Esprimo la massima solidarietà dell'intero paese di Pianella alla donna vittima di un'assurda e tragica violenza, perpetrata a Pescara nella notte tra venerdì e sabato scorsi. E' però anche importante sottolineare che Pianella resta un centro urbano abitato da gente civile, la cui onestà non può essere messa in discussione per un ‘caso' isolato, per una pecora nera».
«La notizia ci ha lasciato completamente sgomenti – ha ripreso il sindaco D'Ambrosio – e chiediamo alle forze dell'ordine di fare chiarezza sulla vicenda e di scovare al più presto anche gli altri colpevoli di tale orrendo reato. Mi preme però ribadire che Pianella non è il paese del ‘branco'. Pianella è piuttosto una cittadina che sta crescendo, che ha saputo trasformarsi e diventare un polo di attrazione soprattutto per molti giovani che la sera amano ritrovarsi nel nostro centro storico e sostare nei nostri locali. E, soprattutto – ha ancora ricordato il sindaco – la nostra amministrazione ha sviluppato, negli ultimi anni, decine di iniziative sociali proprio per prevenire il disagio giovanile”. Basti rammentare i corsi tenuti dal Ceis di Anna Durante, ossia ‘ABC della Comunicazione', relativo al rapporto tra genitori e figli, e ‘Aiuto! Ho un figlio adolescente', rivolto agli adulti, incontri ai quali hanno preso parte oltre 40 famiglie di Pianella».
L'amministrazione comunale ha poi istituito uno sportello informativo e di raccordo con strutture specializzate sul problema dell'abuso di alcol da parte dei più giovani, accanto alle decine di incontri che hanno visto la presenza di tutte le componenti sociali, quali scuole, parrocchie, associazioni e medici di base per pianificare le attività, anche del Centro Giovanile, tese all'inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro, e per aiutarli nel processo di formazione (attraverso corsi di computer, lingua inglese, gite e riunioni), integrando e supportando l'attività di educazione già svolta dal nucleo familiare.

13/06/2006 8.56