L’Abruzzo presenta il conto della sanità al ministro Padoa Schioppa

Alessandro Biancardi

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L’Abruzzo presenta il conto della sanità al ministro Padoa Schioppa
AGGIORNAMENTO (9.43) ROMA. Dopo il disavanzo dei conti e la spesa impazzita anche l’Abruzzo insieme alle altre regioni presentano il piano di recupero ai ministri competenti. La prossima verifica è stata fissata ape rla fine di giugno. Intanto oggi si preannuncia battaglia in consiglio regionale: Rifondazione boccia il piano sanitario per l'efficienza ospedaliera e propone emendamenti.
«E' partito un confronto importante, impegnativo e articolato con il Governo».
E' stato il commento del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, al termine dell'incontro che le sei Regioni hanno avuto con i ministri Tommaso Padoa Schioppa, Livia Turco e Linda Lanzillotta per il problema del risamento del deficit sanitario.
«E' stato un incontro importante perchè abbiamo potuto parlare con il Governo delle nostre intenzioni di risanamento dei deficit della sanità. Una prima verifica - ha proseguito il presidente Del Turco - è già prevista per la fine di giugno, sempre con gli stessi attori e sempre qui al ministero dell'Economia».
Per quanto riguarda l'Abruzzo, il presidente Del Turco ha chiesto che «una prima parte del piano di risanamento va in Consiglio domani. E' chiaro che il Piano va implementato con altre misure e noi faremo così».

Poco prima dell'inizio della riunione col ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa e i presidenti delle sei Regioni che hanno fatto registrare un disavanzo nei conti della sanità per il 2005 hano avuto un incontro congiunto. Alla riunione di ieri pomeriggio, nella sede del ministero dell'Economia, erano presenti, oltre ai ministri competenti, i presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Campania, gli assessori alla Sanità di Liguria e Molise e i dirigenti dell'assessorato alla Sanità della Regione Sicilia.
«Il ministro ha davanti a sè una grande opportunità, non solo per sè e per il Governo, ma anche per l'intero sistema politico», ha detto ancora Del Turco, «quella cioè di accompagnare, assistendoci, il processo di risanamento della sanità, regione per regione, del quale il Governo dovrà comunque tenerne conto. Altrimenti dovrà dirci se vorrà gestire una semplice azione burocratica-contabile, basando la propria valutazione sui numeri di ogni singola regione, allora, in questo caso, ci troveremo di fronte ad un Governo con piccole ambizioni».
Nel corso della riunione ristretta della Conferenza delle Regioni, l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha illustrato il piano generale della Regione Abruzzo di rientro del disavanzo sanitario che fino al 2004 è stato interessato da due operazioni di cartolarizzazione e che per il 2005 dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale nella seduta di domani.

13/06/2006 7.40


IL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI SUL TEMA SANITA'

Si preannuncia battaglia questa mattina anche sul fronte della sanità e nella stessa maggioranza. A non trovarsi completamente d'accordo con lo schema preparato dall'assessore alla sanità Mazzocca sul tema della appropriatezza delle prestazioni ospedaliere è Rifondazione comunista secondo la quale «il provvedimento oggi in discussione, concentrato sul raffreddamento della produzione di prestazioni del solo macrolivello ospedaliero, è parziale, incerto, insufficiente e politicamente debole».
Secondo il capogruppo Daniela Santroni nel provvedimento «non vengono affrontate le questioni – chiave di una riduzione “da sinistra” della spesa sanitaria regionale:
- l'organizzazione e l'articolazione della rete sanitaria pubblica (ospedaliera e territoriale) sul territorio;
- il ridimensionamento del peso relativo delle strutture sanitarie private, sia in termini di prestazioni che di spesa;
- la salvaguardia di posti di lavoro, professionalità e livello di servizio agli utenti».

RIFONDAZIONE CRITICA

«Su ciò», continua Santroni, «bisognerà nei prossimi mesi confrontarsi in maniera pubblica e trasparente, all'interno della coalizione e di questo Consiglio, come con la società abruzzese. Noi riteniamo possibile rispettare i limiti finanziari ed al contempo elevare la qualità del sistema e la sua capacità di soddisfare i bisogni di sanità dei cittadini e della collettività. Proponiamo di arrivarvi in modo partecipato, coinvolgendo i cittadini, gli utenti, gli esperti e gli operatori della sanità abruzzese nella definizione di un vero e proprio piano sanitario alternativo che abbia al centro una risposta pubblica e di qualità alle esigenze sanitarie delle abruzzesi e degli abruzzesi».

Secondo Prc andrebbe rilanciata la centralità della rete di strutture pubbliche, la cui diffusione e qualità «va riorganizzata ed omogeneizzata, salvaguardandone il patrimonio infrastrutturale ed umano».
Come già avanzato in passato andrebbero poste «regole rigorose nei rapporti con le strutture sanitarie private, il cui spazio nell'ambito del Sistema Sanitario Regionale è manifestamente sovradimensionato ed è responsabile di buona parte dell'attuale situazione di crisi».

«Lasciateci laicamente dubitare dell'efficacia delle misure urgenti oggi in approvazione», sostiene ancora la capogruppo Santroni, «che non fanno i conti con le cause dell'attuale disastro finanziario che trova radici nel concorrere di comportamenti opportunistici del settore privato con della debolezza politico - amministrativa del precedente governo regionale.
La mancanza di una regolamentazione regionale degli accreditamenti, la costante e tollerata elusione degli accordi contrattuali, l'assenza di adeguati sistemi di controllo hanno di fatto favorito la spinta alla moltiplicazione della spesa senza miglioramenti del servizio.
Né è scaturito un debito colossale la cui cartolarizzazione da parte del centro destra ha solo spostato il momento del pagamento in avanti di un quindicennio, nel frattempo esponendoci tutti alla variabilità dei tassi sul mercato internazionale dei capitali».
Per queste ragioni Rifondazioni ha avanzato d'dapprima cinque emendamenti in Commissione, quattro dei quali accolti, ed oggi altri sei.

GLI EMENDAMENTI IN SINTESI

Il primo chiama le cose con il loro nome, affinché sia chiara l'entità del lavoro ancora tutto da svolgere.
Il secondo intende evitare, nella stimolazione delle attività ospedaliere a ciclo diurno, il prodursi di ulteriori disomogeneità nel servizio erogato dalle strutture pubbliche.
Il terzo è volto a parificare l'impegno delle strutture pubbliche e di quelle private accreditate nella predisposizione di posti letto in ciclo diurno.
Il quarto, in materia di remunerazione delle prestazioni riabilitative erogate da strutture private, prevede la ripartizione infrannuale del budget contrattato e l'introduzione di meccanismi di regressione tariffaria in caso di suo superamento.
Il quinto sopprime un'ipotesi di estensione dello spoil system ai direttori amministrativi e sanitari delle A.S.L. che non spetta alla legge regionale disciplinare.
Il sesto introduce nel percorso di ridefinizione della rete ospedaliera regionale un criterio di proporzionalità tra pubblico e privato nella riduzione dei posti letto.

13/06/2006 9.37