Virus polli: «L’Abruzzo è per il divieto di caccia».

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1459

  AVIARIA. PESCARA. Del Turco ha scritto al Ministro Alemanno perché si assuma la responsabilità della decisione. Ma continuano le rassicurazioni dei centri di analisi. Mentre il virus si avvicina sempre più ma non si «trasmette mangiando il pollo». IL NOSTRO GIRO IN MACELLERIA 

 


AVIARIA. PESCARA. Del Turco ha scritto al Ministro Alemanno perché si assuma la responsabilità della decisione. Ma continuano le rassicurazioni dei centri di analisi. Mentre il virus si avvicina sempre più ma non si «trasmette mangiando il pollo».


IL
NOSTRO GIRO IN MACELLERIA
 





«Plaudiamo alla presa di posizione del Presidente della Regione», è lo scontato commento del responsabile regionale dei Verdi, Dante Caserta, «improntata ad un ragionevole e responsabile rispetto del principio di precauzione nei confronti di un problema che rischia di divenire un'emergenza planetaria epocale. Tutte le possibili fonti di diffusione della malattia dagli animali selvatici verso gli allevamenti devono essere limitate il più possibile. La caccia può essere tra queste per varie ragioni», aggiunge Caserta, «tra cui la possibilità di trasporto attraverso i cacciatori del virus dell'influenza aviaria tra gli animali uccisi e gli allevamenti, magari degli stessi cacciatori. Lo stesso problema potrebbe sollevarsi considerando i cacciatori coinvolti nella filiera della produzione di carne per l'alimentazione umana. Crediamo, quindi», conclude, «che il Presidente Del Turco si stia ben comportando, poiché la sua azione è volta a tutelare il diritto alla Salute che è proprio di tutti i cittadini. La caccia è svolta da una frazione piccolissima di persone rispetto all'intera società ed è per giunta un'attività ludica: pensiamo che gli stessi cacciatori debbano ammettere che il blocco dell'attività venatoria sia un provvedimento sacrosanto». 19/10/2005 17.46





I primi controlli effettuati dall'Ispettorato centrale repressione frodi nel primo giorno di entrata in vigore della circolare del Ministero della Salute sulla etichettatura della carne di pollame, evidenziano come la norma sia stata recepita da tutti gli operatori del settore in maniera piu' che positiva.
Cinquanta squadre di ispettori dell'Icrf hanno controllato oggi, oltre 100 esercizi commerciali della grande e piccola distribuzione in 27 citta' capoluogo di provincia e hanno riscontrato la regolarita'
di oltre 250 etichette apposte sulle carni in vendite riscontrando nella maggior
parte dei casi la presenza delle indicazioni sull'origine e la provenienza delle
carni stesse. Solo in 35 casi e' stata riscontrata una mancanza di alcune
indicazioni ma si trattava di prodotto ricevuto dai commercianti nella settimana
scorsa e quindi prima dell'entrata in vigore della nuova norma. Ma come si legge
l'etichetta? E quali indicazioni deve recare? Ecco un esempio di etichetta 

19/10/2005 16.12





Nessun pericolo per la nostra regione secondo il servizio veterinario delle Asl. A rassicurare ci pensano i da raccolti finora nel reparto di virologia dell'istituto zooprofilattico “G. Caporale” di Teramo.
«la Regione», dicono , «su disposizione ministeriale ha stilato un piano di monitoraggio sierologico su una serie di allevamenti avicoli campione, il cui numero complessivo però non è in nostro possesso. Tuttavia dall'inizio di settembre, i nostri laboratori hanno analizzato in totale 1.019 campioni sierologici per testare la presenza o meno di anticorpi per i ceppi virali H5 e H7 - tutti sono risultati negativi - ed effettuato 21 isolamenti di virus su campioni di organi di animali selvatici morti, tra starne e quaglie (anche in questo caso tutti risultati negativi)».
Dunque continuano i controlli a campione nelle decine di allevamenti di pollame della nostra regione. Tranquillità trasmessa anche dallo stabilimento di Teramo della Amadori, dove tuttavia, nonostante i nostri numerosi solleciti non ci viene data la possibilità di parlare con il responsabile.
Tuttavia dal sito della Amadori
è possibile leggere una intervista dove fra l'altro si legge «Un allarme inutile, fuori luogo. Perché avvenga la diffusione del virus dei polli deve modificarsi clinicamente il ceppo aviario e adattarsi alla specie umana, in modo che si diffonda attraverso le vie respiratorie. Ma questa eventualità è praticamente impossibile. Oltre al fatto che il virus non si trasmette in nessun caso attraverso gli alimenti». 19/10/2005 16.05



Il presidente della Regione Ottaviano Del Turco appoggia lo stop alla caccia lanciato ieri dai Verdi. La sua richiesta ufficiale è stata presentata al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno, «per evitare la possibile epidemia di aviaria derivante dagli uccelli migratori».
«Possiamo tranquillamente saltare una stagione della caccia», ha detto il governatore, «non succede nulla se per un anno non si potranno mangiare le beccacce, non si sconvolgerà nemmeno la vita dei cacciatori. Sono altre le priorità della nostra regione come il lavoro, la ricerca, la formazione. L'Abruzzo», continua Del Turco, «è per una decisione straordinaria, come straordinaria e l'influenza aviaria.La nostra proposta tuttavia non deve suonare come una scarica barile: non possiamo decidere in proprio ma vogliamo una decisione unica dal governo centrale. È giusto però che sia il governo centrale a prendere la decisione».

Del Turco ha poi spiegato che sono anche altri i Governatori italiani che chiederanno l'attuazione del provvedimento, tra cui quelli delle regioni Toscana, Lazio, Umbria, e Campania.
Secondo quanto affermato ieri dai Verdi, «c'è un fondato timore che il virus sia trasportato dagli uccelli migratori che giungono in Italia dall'Est Europa proprio in questo periodo, per trovare rifugio dai freddi siberiani e nordasiatici».
Intanto continuano i controlli serrati delle Als regionali negli allevamenti di polli. «Per il momento la situazione è sotto controllo», assicurano i dirigenti sanitari, «e non è stato rilevato nessun caso sospetto».
«I nostri controlli a campione stanno precedendo ormai da qualche settimana», assicura Vincenzo De Sanctis, dell'Asl di Teramo. «Ci stiamo occupando soprattutto dei piccoli allevamenti, quelli rurali e a carattere familiare, probabilmente più a rischio rispetto a quelli aziendali, dove si effettuano regolarmente test e analisi. Abbiamo mandato i campioni di sangue al centro di zooprofilassi di Teramo ed attendiamo i risultati». Ed è proprio dal centro di ricerca di Teramo arriva la conferma «che le analisi stanno procedendo speditamente, al momento la situazione è tranquilla e non si è registrato nessun caso di influenza aviaria». Al centro di Teramo si fanno le analisi di tutto il territorio Abruzzo e Molise.
L'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, invece, che coordina le attività di indagine epidemiologica su tutto il territorio nazionale, assicura in queste ore la mancanza di rischi per la carne italiana.
«Il virus della influenza aviaria,», spiegano, «come tutti i virus influenzali, non si trasmette all'uomo per via alimentare. I limitati casi di infezione umana da virus H5N1 sono tutti avvenuti tramite l'esposizione diretta ad elevate cariche virali presenti in polli malati o morti a causa di questa malattia. Anche se il virus fosse presente nella carne è rapidamente inattivato dalla completa cottura del cibo. Allo stato attuale, risulta poi estremamente improbabile che un pollo infetto da H5N1 raggiunga la tavola del consumatore italiano».
«E' sinora considerato molto basso», spiega anche l'Istituto Superiore della Sanità d'Italia, «il rischio che il virus H5N1 possa circolare nel territorio italiano, dopo introduzione attraverso l'importazione illegale di pollame vivo o morto od attraverso il contatto con uccelli migratori infetti». 19/10/2005 13.03