Abruzzesi del Venezuela: non tutti sono contenti della gestione del Cram

Alessandro Biancardi

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«IL CRAM SOLO PROMESSE ELETTORALI»  ABRUZZO E VENEZUELA 2006 L'ANNO DELLA SVOLTA
Un sospiro di sollievo e un'amara risata per Germana Pieri, giornalista abruzzese che vive a Maracaibo dove lavora per una trasmissione radiofonica domenicale in lingua italiana.
Dopo le aspre critiche delle settimane scorse lanciate proprio da Pieri su PrimaDaNoi.it bollate come “promesse elettorali” e la risposta accorata del direttivo Cram che l'aveva definita un “elemento di disturbo”, oggi Pieri torna sull'argomento Cram.
«Sarà senz'altro utile il numero verde per il filo diretto con gli italiani all'estero», ha commentato, «visto che attualmente nè il portale della Regione, nè il telefono privato della presidenza del Cram, rispondono alle richieste legittime dei diretti interessati», sottolinea Germana Pieri, riferendosi alle tante novità in serbo dal Consiglio regionale abruzzese nel mondo sempre pronto a farsi pubblicità.
La risposta è ad un articolo pubblicato anche dalla Voce D'Italia il maggior organo di stampa in lingua Italiana del Venezuela. In una pagina di qualche giorno fa tutte le buone intenzioni dell'organo che è tenuto a provvedere ai bisogni degli abruzzesi all'estero.
«Saranno senz'altro apprezzati», continua l'abruzzese di Maracaibo, «i corsi professionali per i giovani, peraltro già messi in atto dalla Regione (ma quali, come, dove, quando?...nessuno ne sa nulla). Saranno sicuramente benvenuti i 35 elementi della Sinfonica pescarese, un'iniziativa che circola già dall'anno scorso, con la speranza che si possa spostare anche all'interno del Venezuela, visto che gli abruzzesi non vivono soltanto a Caracas e Maracay. E sarà certamente ricevuta con tutti gli onori la delegazione guidata dal presidente Donato Di Matteo, non soltanto nella Capitale, sede della neo-deputata Marisa Bafile, e Maracay, sede della Vice presidente del Cram».
A Di Matteo viene, inoltre, rivolto un «amichevole invito ad esempio a visitare Maracaibo, la capitale del petrolio, e per l'occasione si vuole preparare una grande festa per degnarlo di una calda accoglienza, rispettando la sua carica istituzionale (qui, ricordiamo, esiste un'Associazione Regionale, legalmente iscritta al registro notarile locale e presso il Consolato italiano, in attesa di venire iscritto all'Albo regionale che conta circa 200 soci)».
Tutto bene, dunque?
Abruzzo e Venezuela una cosa sola?
Non sembrerebbe proprio.
«Trovo interessante l'inizio dell'articolo pubblicato dal vostro quotidiano», continua Pieri, «in cui la vice-presidente afferma che "ci sono in giro elementi di disturbo". É chiaro il riferimento a quegli elementi che hanno manifestato il loro malcontento sulla conduzione della Federazione delle Associazioni Regionali in Venezuela», come la stessa Pieri aveva fatto qualche settimana fa proprio dalle pagine del nostro quotidiano, «il cui presidente in carica da 10 anni, ha prima fatto eleggere la figlia come rappresentante giovanile nel Cram (l'attuale vice presidente, una giovane professionista di tutto rispetto) ha poi fatto eleggere come rappresentante adulto un suo stretto amico di La Victoria, e successivamente si è auto-rieletto presidente della Federazione, il tutto con il voto di sole due Associazioni mentre lo statuto per formare una Federazione ne prevede quattro».
«Tutto in famiglia!», gridano gli abruzzesi all'estero che non si sentono rappresentati e vogliono mettere in luce una spaccatura all'interno degli organismi che dovrebbero rappresentarli unitamente. «É da rilevare», continua Germana Pieri, «che due Associazioni importanti come quella di Caracas e San Cristóbal, regolarmente iscritte al Cram, si sono per questo motivo dissociate dalla Federazione prima delle elezioni. Le altre due, Maracaibo e Valera, non hanno votato perché ancora non iscritte all'Albo regionale, anche se avrebbero comunque potuto votare non esistendo in nessun regolamento questo veto. Interpellato il Cram, interpellata la Regione, si é ancora in attesa di una risposta».
La cosa che ancora ferisce chi chiede di essere semplicemente rappresentato è la «politicizzazione» di un organismo che raggruppa Associazioni a carattere regionale, e che dovrebbe promuovere in cambio «nel pieno rispetto della democrazia il pluralismo, la trasparenza, la giustizia e la tolleranza dei singoli individui, risaltando la cultura, le tradizioni, le bellezze naturali di una terra che ha dato i natali a personaggi illustri nel passato e nel presente, in patria e oltre i confini.
Catalogare come "elemento di disturbo" chi non appartiene alla stessa linea politica senza ascoltare le ragioni del reclamo, significa perdere l'etica della politica stessa. Riflettere, prego! Un reclamo dietro l'altro e si crea la disaffezione», è ancora il parere di Pieri.
«Largo ai giovani nel Cram» concludeva la vicepresidente Michelangelo nel nostro articolo. Anche su questo, oggi Germana Pieri vuole controbattere: «non bisogna dimenticare però quegli abruzzesi "dal passaporto verde" che hanno spianato la strada a questi giovani, che forse un po' di esperienza la potrebbero offrire per dare un saggio consiglio».

Alessandra Lotti 06/06/2006 12.27