Uil: «incontrare il nuovo Governo sulle crisi industriali abruzzesi»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Un quadro desolante se si scorre l’intera lista delle vertenza aperte in Abruzzo. «È utile fare il punto quanto prima possibile su tutta la situazione», sostiene Roberto Campo della Uil, «sulle soluzioni industriali da perseguire, sugli impegni che il Governo assume, sull’utilizzo degli strumenti assistenziali». Ecco com’è la situazione attuale
Una lista che sembra non finire mai, e in ballo ci sono solo le “principali” vertenze, quelle da risolvere in tempi brevi. Leggendo l'analisi della Uil c'è poco da stare tranquilli.

FINMEK
Finmek S.p.A. Sulmona: «Il piano industriale non prevede alcuna soluzione imprenditoriale per il sito di Sulmona. Se le cose permangono così, lo stabilimento rischia la chiusura e 164 lavoratori la perdita definitiva del posto».

Finmek Solutions L'Aquila: «Si prevede una parziale soluzione industriale per circa 240 addetti, che dovrebbero far parte della New Co., mentre le restanti 210 unità avrebbero un percorso guidato verso la pensione, sostenuto da ammortizzatori sociali. Il prossimo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe essere convocato in questi giorni per la presentazione del piano industriale. Decreto ammortizzatori (Legge Maroni): è tutto fermo per ciò che attiene alla Finmek».

OLIIT
Oliit Chieti. «In ballo ci sono gli accordi firmati il 18 aprile 2006 presso il Ministero del Lavoro per la Cigs in deroga fino al 31.12.2006 per i 168 dipendenti e per inserire nella Legge Maroni circa 61 lavoratori che hanno maturato i requisiti. La HST Italia S.p.A. ha preso 11 dipendenti ex-Oliit, ma la situazione è sostanzialmente di stallo poiché gli impegni assunti dalle Istituzioni per un riavvio incentrato sulla lavorazione di commesse Finmeccanica non si è ancora concretizzato, né l'incontro con HST promesso da Borghini lo scorso 9 marzo».

Oliit Avezzano. La situazione investe 282 dipendenti in Cigs, con deroga firmata fino al 31.12.2006; 107 da inserire in Legge Maroni.
«Ad oggi», sostiene Roberto Campo, «non vi è stata alcuna soluzione industriale. Negli ultimi giorni si è alimentata una voce secondo la quale vi sono imprenditori interessati a rilevare il sito di Avezzano». Intanto si è in attesa di una convocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico per verificare la fondatezza di queste notizie.

SOLVAY
L'appuntamento decisivo sarà quello intorno a metà giugno sul piano industriale. Da lì si potranno capire molte cose.

LARES e OPTIMES
«Ci troviamo di fronte a due realtà», commenta Campo, «fallite che ad oggi non hanno alcuna soluzione industriale all'orizzonte».
Entrambe hanno stipulato gli accordi per l'utilizzo della legge sugli ammortizzatori per gli ultra-cinquantenni, le sole tra le aziende “cessate” ad avere avuto un appuntamento presso il Ministero del Lavoro, frutto anche della nostra insistenza. Complessivamente, però, il Decreto Legge 6 marzo 2006 n. 68 (Legge Maroni) si è rivelato inaccessibile per il grosso dei lavoratori delle aziende estinte, tradendo uno degli obiettivi per cui era nato.

SIELTE
Solo a Pescara rimangono lavoratori, circa 40. «Non sono stati centrati né l'obbiettivo dell'utilizzo del decreto ammortizzatori né quello della cassa integrazione straordinaria. Solo i ricorsi promossi dal Sindacato contro i vizi di forma delle procedure di licenziamento hanno al momento salvato 11 posti di lavoro».

L'INCONTRO CON IL GOVERNO
Alle spalle ci si lascia un Governo che «non ha più offerto una data per l'incontro sull'insieme delle crisi industriali abruzzesi e la Giunta Regionale d'Abruzzo non ha ritenuto di insistere per averlo, danneggiando la conduzione delle vertenze».
E' mancato secondo il segretario Uil, «l'intreccio tra lavoro e assistenza. Il ruolo del Governo è cruciale, non solo nella ricerca di imprenditori affidabili, ma anche per scelte di politica industriale che chiediamo, per un maggiore impegno di Finmeccanica in Abruzzo, per il sostegno del tessile-abbigliamento-calzaturiero regionale e in favore del polo chimico di Bussi».
Alla Regione ora si chiede «di lavorare per ottenere l'incontro con il Governo e di avviare la concertazione su innovazione & ricerca, legge-quadro sulle attività produttive, grandi gruppi, onorando gli impegni presi con l'accordo con i sindacati dello scorso 15 novembre».

30/05/2006 13.00