Terziario e attività: l’Abruzzo è sotto la media nazionale

Alessandro Biancardi

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Un terziario piuttosto debole, un tasso di attività nettamente inferiore alla media regionale (57,6% contro il 61,2%), eppure la provincia dell'Aquila occupa il 9° posto della graduatoria delle province italiane per intensità di spesa in ricerca e sviluppo rispetto al PIL, collocandosi al primo posto tra le provincie del Mezzogiorno.
La provincia di Chieti è, invece, di gran lunga quella più industrializzata e la sua media pro capite dell'export oggi è addirittura il doppio di quella nazionale mentre il divario è abissale rispetto al Mezzogiorno.
Nel 2004, l'export pro capite era, in effetti, di 8,9 mila euro contro 1,4 mila euro del Mezzogiorno. Interessante anche il dato sulla ricerca.
Nella provincia chietina la spesa per la ricerca incide, in termini percentuali, per l'1% rispetto al PIL, appena al di sotto della media nazionale, ma è di rilievo il fatto che la metà di essa, poco più dello 0.5%, è a carico delle imprese e rappresenta una della performance migliori del Meridione. Sono alcuni dei dati emersi da uno studio, l'analisi dei sistemi territoriali nelle regioni del Mezzogiorno, avviato da Sviluppo Italia ed illustrato, questa mattina, a Pescara, nella sede della Regione, in viale Bovio, nel corso di un seminario, presieduto dall'assesore alle Attività produttive, Valentina Bianchi, ed introdotto dalla dirigente del settore Programmazione, Tiziana Arista.
A presentarne contenuti ed ipotesi di approfondimento ad una platea di addetti ai lavori, è stato il coordinatore scientifico del progetto, il professor Gianfranco Viesti, docente di Economia presso l'Università di Bari.
«Il progetto di ricerca» ha dichiarato l'assesore Bianchi «si inserisce nel contesto della programmazione 2007-2013. In particolare, è prodromico al nuovo Piano Regionale di Sviluppo che rappresenterà» ha proseguito «un fondamentale strumento di riferimento per fornire, anche in rapporto alle risorse disponibili, risposte adeguate al fabbisogno del territorio in un quadro strategico nazionale ed internazionale. Un lavoro impegnativo con il quale torna a cimentarsi la Regione dopo 8 anni dall'eleborazione dell'ultimo piano».
Oggetto dell'indagine del professor Viesti sono i sistemi produttivi territoriali delle otto regioni meridionali attraverso l'esame di diverse tipologie come le città, i sistemi agricoli ed agroindustriali, quelli a medio-alta tecnologia, i grandi insediamenti industriali, il turismo, i trasporti e la logistica.

26/05/2006 9.00