Confindustria Abruzzo scrive ai neo parlamentari: ecco le priorità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Confindustria Abruzzo scrive una lettera aperta ai nuovi parlamentari e li sprona ad affrontare «con urgenza» temi e situazioni estremamente difficili «in un momento particolarmente incerto della vita politica, sociale ed economica del Paese». L’Abruzzo ha a suo carico una serie di peculiarità e situazioni (dalle infrastrutturazione inadeguata, al sistema imprenditoriale sottodimensionato e sottocapitalizzato, fino al sistema creditizio, ecc.) che la pongono certamente in una situazione di relativo svantaggio rispetto ad altre realtà economiche regionali.
«Questa posizione», assicura Confindustria, «è dimostrata anche dal fatto che l'Abruzzo negli ultimi mesi ha registrato le performance più negative tra le regioni italiane in termini di crescita economica ed occupazionale».
Sarebbe opportuno, quindi che «le Istituzioni e tutte le espressioni politiche, regionali nazionali ed europee, si adoperino fortemente e sinergicamente per garantire strumenti e risorse adeguati per un più equilibrato sviluppo dell'economia abruzzese».

LE PRIORITA'

«Una prima priorità per i parlamentari abruzzesi», illustra Confindustria, «sarà quella di intervenire efficacemente in sede europea nell'ambito della riforma dei Fondi strutturali per il periodo 2007-2013 e degli altri importanti programmi UE in fase di definizione o attuazione», per garantire strumenti e risorse «per un più equilibrato sviluppo dell'economia».
Non bisognerà poi dimenticare «la particolare situazione delle aree interne, più arretrate e meno vivaci economicamente rispetto alle aree cosiddette costiere».
Confindustria Abruzzo richiama inoltre l'attenzione sulla conferma delle riforme positive già approvate (Legge Biagi, Delega ambientale, Istruzione); un occhio attento è necessario per infrastrutture ed energia, «intervenendo per colmare i gap competitivi che ci vedono penalizzati rispetto agli altri paesi europei nei settori di infrastrutture e energie; la ricerca ed innovazione, indispensabili per poter competere nell'economia globale; la semplificazione amministrativa: la burocrazia amministrativa è avvertita come uno dei maggiori ostacoli al fare impresa.
E poi ancora la riduzione della pressione fiscale sulle imprese (cuneo fiscale e contributivo e IRAP); accesso al credito e capitalizzazione, soprattutto per le imprese più piccole, per favorire la crescita e l'internazionalizzazione del tessuto produttivo.

CARENZA DI INFRASTRUTTURE

Un primo e importante problema da affrontare, quindi, è quello delle grandi infrastrutture e degli assetti logistici nazionali ed europei «che vedono attualmente l'Abruzzo completamente tagliato fuori da qualsiasi previsione di intervento», lasciandolo in una situazione di estrema criticità di infrastrutturazione e di posizionamento rispetto ai mercati internazionali».
Al momento, infatti, Confindustria fa presente che la regione sia di fatto fuori dagli interventi di cui al “Piano per la logistica”, deliberato dal CIPE nel marzo scorso, e dai grandi corridoi logistici europei.
Il tutto senza contare «i gravi ritardi infrastrutturali di carattere “ordinario” che vedono la regione veramente in situazioni di grave deficit competitivo».

IL TRATTO FERROVIARIO ROMA-PESCARA

«Ricordiamo in proposito la necessità di intervenire su infrastrutture quali il raddoppio ferroviario Roma – Pescara o il potenziamento degli scali aereo portuali e portuali della regione, in una logica non solo di competitività industriale, ma anche di valorizzazione turistica ed ambientale».

LE GRANDI VERTENZE DELLA REGIONE

Una particolare questione su cui è necessario richiamare l'attenzione e su cui al più presto dovrà intervenire il nuovo Governo è le situazione di crisi che vede coinvolte, in alcuni casi da anni, numerose importanti realtà industriali abruzzesi.
«Si tratta di vertenze», spiega Confindustria, «che rappresentano veri e propri casi di deindustrializzazione e/o delocalizzazione che interessano l'Abruzzo, con effetti occupazionali e sul tessuto sociale dei territori coinvolti veramente disastrosi».
Al riguardo si chiede di «intervenire con urgenza e decisione» per ricercare ed applicare «tutte le situazioni idonee a favorire quanto meno il mantenimento dei livelli industriali ed occupazionali esistenti».

IL RUOLO DELL'OPPOSIZIONE

L'agenda delle priorità vale per le maggioranze, «ma anche per le opposizioni, il cui ruolo è determinante». Un rapporto costruttivo tra livelli di governo e tra maggioranze e opposizioni è secondo l'associazione indispensabile per fare sistema e decidere in tempi rapidi.
Nei prossimi anni, quindi, Confindustria Abruzzo, svolgerà un'azione continua «costruttiva e di stimolo, spostando l'attenzione sull'operatività effettiva delle azioni intraprese».

23/05/2006 14.24