Imprese extracomunitarie, un assist per Zidan

Alessandro Biancardi

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PESCARA. A un irakeno, quasi omonimo del campione francese, il finanziamento di “Pro-muoviti”
Il suo nome si pronuncia esattamente come quello del popolare campione di calcio francese, anche se si scrive con una “e” in meno. Yasir Naif Zidan, quasi omonimo del celebratissimo Zinedine “Zizou” Zidane, irakeno, è il quarto cittadino extracomunitario residente in Abruzzo a vedersi finanziare un progetto imprenditoriale grazie all'iniziativa denominata “Pro-muoviti”, avviata nei mesi scorsi da un accordo tra la Cna abruzzese, presieduta da Franco Cambi e diretta da Graziano Di Costanzo, e le tre fondazioni ex bancarie Carichieti, Pescarabruzzo e Tercas.
A Zidan è andato un finanziamento, erogato dal vice-direttore della filiale della Bls di Pescara, Dario Mucci, di 9mila e 500 euro: gli serviranno per realizzare un'impresa di traslochi con sede a Montesilvano, che proprio in questi giorni sta avviando la propria attività.
Prima di lui erano riusciti nell'impresa (è davvero il caso di dirlo) altri tre extracomunitari, tutti attraverso i benefici assicurati da “Pro-muoviti”, che vede anche la collaborazione della Caritas. Con il progetto è stato creato un fondo di 100mila euro complessivi che permette agli aspiranti imprenditori di accedere, con maggiori facilità, al credito bancario abbattendo i tassi di interesse sui finanziamenti concessi, e tutto ciò per l'intervento dei consorzi fidi della Cna. A sostenere gli aspiranti imprenditori nel proprio sogno (che è anche e soprattutto di integrazione nella nostra realtà), un ciclo di quattro lezioni studiate per superare i principali ostacoli che si pongono sulla strada di chi vuole realizzare una piccola impresa: accesso al credito, adempimenti burocratici, analisi del mercato, redazione di un progetto aziendale.
«Il successo dell'iniziativa –commenta il presidente regionale della Cna, Franco Cambi – conferma l'intuizione di sostenere, con misure specifiche e adeguate, allo sforzo di integrazione di tanti cittadini che arrivano in Italia. E insieme, di sottrarre all'area del lavoro nero e del sommerso risorse che finirebbero inevitabilmente per fare concorrenza sleale alle imprese in regola».

20/05/2006 8.59