Sanità. Mazzocca:«I soldi ci sono ma ci sono stati fortissimi ritardi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

875

Deospedalizzazione, day surgery, day service, day hospital, razionalizzazione delle dotazioni organiche delle varie strutture ospedaliere e riequilibrio tra distretti sanitari e distretti sociali.
Sono alcuni degli strumenti sui quali l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, intende puntare per determinare «il raffreddamento della pressione sugli ospedali», pubblici o privati che siano, e indirizzare un maggiore afflusso di risorse, non solo finanziarie ed economiche ma anche umane e strutturali, alla medicina del territorio.
Un programma di interventi che l'assessore Mazzocca ha illustrato a Pescara, nella sede del Collegio provinciale degli infermieri profesionali, presieduto da Nello Cornacchione.
«In tutte le Asl», ha affermato Mazzocca, «si registrano alti tassi di ospedalizzazzione ed un altro problema serio è rappresentato dall'inadeguatezza delle prestazioni sanitarie cui si potrà porre rimedio solo con il protocollo ispettivo sull'opportuna prestazione. Sono stati, comunque, già messi in cantiere dei provvedimenti urgenti che mirano, oltretutto, a contrastare l'anomala situazione di avere mille posti letto in più rispetto al limite massimo del 4,5 per mille abitanti».
In questo non facile contesto, Mazzocca ha rimarcato l'importanza dell'istituzione dell'Agenzia saniataria regionale «che, tra l'altro, sta verificando, reparto per reparto, i tassi di ospedalizzazione in funzione di una riorganizzazione dell'intero sistema».
Un ritardo abissale, a giudizio di Mazzocca, l'Abruzzo lo sta scontando in edilizia sanitaria dove «il relativo piano di investimenti, finanziato già nel '98 per circa 600 miliardi di vecchie lire quando Ministro della Sanità era Rosy Bindi, è stato approvato dalla Regione solo nel giugno 2002. Per di più, alla data del mio insediameto, un anno fa, era stato speso appena il 10% del totale».
Altro capitolo chiave è il nuovo Piano sanitario regionale che dovrebbe essere definito entro l'anno anche grazie al coivolgimento delle professioni sanitarie.
«Una bozza di programma» ha confermato Mazzocca «vedrà la luce prima delle ferie estive. Tra i grandi obiettivi di salute che ci poniamo» ha proseguito l'assssore «c'è quello di garantire una maggiore efficienza dei servizi di assistenza alla popolazione anziana, sempre più numerosa e quello della prevenzione oltre all'individuazione e all'abbattimento di alcune grandi patologie. Un occhio di riguardo, poi, lo merita la qualità dei percorsi formatvi per i quali c'è un confronto aperto e fruttuoso con le Università».

TRAPIANTI E DONAZIONI IN ABRUZZO

L'Abruzzo si colloca nella media italiana per la donazione di organi, grazie ad un incremento del 23 per cento registrato nel 2005, rispetto all'anno precedente.
Complessivamente, dal 2001, anno in cui è cominciata l'attività, risultano 24 trapianti di cuore e 171 di rene; in quest'ultimo caso sono in lista di attesa 250 persone.
Il Centro nazionale dei trapianti ha definito «rilevante ed avanzata l'attività svolta in Abruzzo, basata su una buona organizzazione del sistema».
Diverse le azioni di sensibilizzazione alla donazione degli organi, con eventi nelle maggiori città abruzzesi.
«Abbiamo a cuore il problema dei trapianti, tanto che l'attività del centro regionale, che coordina le altre eccellenze in Abruzzo, entrerà a pieno titolo nel costruendo piano sanitario», ha promesso l'assessore Mazzocca, che ha poi ricordato le iniziative già poste in essere, come l'avvio dell'iter per la nascita del registro regionale del midollo osseo, la ricostituzione del comitato tecnico scientifico per i trapianti, i copiscui investimenti per il cardiologico di Chieti.
«Non dimentichiamo - ha dichiarato l'Assessore - che l'Abruzzo, con i suoi centri, capaci di competere qualitativamente con le strutture italiane più all'avanguardia, costituisce un punto di riferimento per le regioni del centro Sud; inoltre siamo attivi anche nel dare assistenza ai cittadini extracomunitari, in prevalenza dell'area del Mediterraneo, mediorientale e africana, affetti da gravi patologie».
Per Antonio Famulari, coordinatore regionale per i trapianti e responsabile del centro trapianto di rene dell'Aquila, «l'efficacia delle attività legate ai trapianti è indicativa della qualità sanitaria in Abruzzo. La nostra regione - ha detto - è diventata a tutti gli effetti un punto di attrazione per le regioni limitrofe e del Sud, e tutto questo grazie alle politiche oculate poste in essere».
Il segretario regionale dell'associazione dei trapianti (Aned), Leo Brigante, presente all'incontro accanto ai manager delle asl di Chieti, dell'Aquila e di Pescara, ha dichiarato che «c'è bisogno di fare di più in termini di sensibilizzazione e di informazione ai cittadino. Non è in discussione la generosità degli abruzzesi - ha precisato - c'è piuttosto un problema di opposizione alla donazione, è questo è indice di un contesto culturale che può e deve essere cambiato, con un'attività di chiarezza costante nel tempo».
In Abruzzo insistono i centri trapianti del midollo osseo, di cuore, di tipizzazione tessutale, della cornea, del rene.
12/05/2006 13.54