Autostrade e lavoratori: «braccio di ferro senza fine»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Proclamato per il prossimo 23 maggio uno sciopero di 4 ore

ROMA. Proclamato per il prossimo 23 maggio uno sciopero di 4 ore

La Filt Cgil e Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla-Cisal e Ugl-a.t hanno proclamato per il prossimo 23 maggio uno sciopero di quattro ore per il settore Autostradale e Trafori.
Il personale soggetto alla legge 146 (Traffico sale radio e addetti impianti interessati dagli interventi sui ponti radio) sciopererà le ultime 4 ore del turno, assicurando i servizi minimi essenziali, così come il personale turnista non soggetto alla 146 (esazione, impianti ecc..). Il personale degli impianti fissi delle Direzioni Generali e di Tronco sciopererà le prime 4 ore della prestazione.
«E' necessaria la massima mobilitazione della categoria», ha spiegato Michele Azzola della Filt Cgil, «ed il maggior impegno delle strutture e dei lavoratori per la migliore riuscita delle iniziative di lotta».
La giornata di sciopero nasce dalla impossibilità di vedere vie d'uscita sulla trattativa per la stesura del Contratto delle Autostrade e per il rinnovo del biennio economico.
«A cinque mesi dalla scadenza», spiega Marino Masucci della Fit Cisl, «le controparti proseguono nella loro tattica dilatoria, opponendo continui ostacoli che impediscono una positiva conclusione della vertenza. Inoltre», continua il segretario, «prosegue il tentativo di rimettere in discussione punti di merito faticosamente convenuti nel corso del rinnovo contrattuale».

L'unica offerta ricevuta è un aumento di 80 euro per il rinnovo, a fronte della richiesta del sindacato di 120 euro. «Le Autostrade», spiega Paolo Carcassi di Uiltrasporti, «stanno operando una flessibilità esasperata, vogliono fare ricorso ad appalti esterni anche senza confronto con il sindacato previsto dalla legge sulla concertazione». Ma la nota più dolente è quella che riguarda i lavoratori. «Si vuole risparmiare «sui salari dei lavoratori con offerte di rinnovo inadeguate e con lo slittamento quanto più protratto del rinnovo stesso» .

«Tutto ciò avviene», interviene Roberto Moroni della Sla Cisal, «in un momento di particolare rilevanza per l'intero comparto autostrade ed indica con chiarezza elementi di fondo, ancor più negativi in quanto generalizzati, che puntano a “spremere” il più possibile un comparto di pubblica utilità come questo, sulle spalle della collettività e dei lavoratori». Proprio sulla base di queste considerazioni le organizzazioni sindacali hanno deciso di considerare «conclusa la fase di raffreddamento e di attivare una iniziativa di mobilitazione che vedrà fasi sempre più incisive».
12/05/2006 10.22