Estate 2005: un disastro annunciato per gli operatori del settore

Alessandro Biancardi

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Estate 2005: un disastro annunciato per gli operatori del settore
  Un calo del 20-25%, ma molti imprenditori dicono di non esserne meravigliati. «Sono ancora tante le cose da migliorare per far crescere il turismo in Abruzzo, abbiamo bisogno d’aiuto soprattutto dalla Regione e dall’Aptr che latitano», assicurano gli albergatori. Una nostra inchiesta.

Estate 2005: un disastro annunciato per gli operatori del settore


 Un calo del 20-25%, ma molti imprenditori dicono di non esserne meravigliati. «Sono ancora tante le cose da migliorare per far crescere il turismo in Abruzzo, abbiamo bisogno d'aiuto soprattutto dalla Regione e dall'Aptr che latitano», assicurano gli albergatori.
Una nostra inchiesta.


 



Secondo
l'indagine dell'Assoturismo Confesercenti Abruzzo nel 2005 «il turismo ha
registrato flessioni pesanti
per alberghi, stabilimenti balneari, pubblici
esercizi, ristoranti, agenzie di viaggio, campeggi, agriturismo e case in
affitto. Il calo non si è registrato solo sul versante degli arrivi e delle
presenze ma anche su quello della spesa
. Gli imprenditori sono molto
preoccupati, ritenendo che questa situazione sia ormai un dato stutturale
negativo rispetto ad una crescita costante del turismo che ha caratterizzato la
nostra regione fino al 2002». PrimaDaNoi ne ha contattati alcuni. Ecco cosa ci hanno risposto. Tra i primi a dichiarare che qualcosa non è andato bene sono gli albergatori che hanno avvertito il calo di presenze: «E' certamente vero che il clima quest'estate non ci ha dato una mano», dichiara Katja Soardi del Camping Village Eurcamping di Roseto degli Abruzzi, «abbiamo visto
meno gente rispetto agli anni precedenti. Gestisco la struttura dal 2002 e posso affermare con certezza che nel 2005 ho avuto un calo del 12% rispetto al 2002
e un +7% rispetto al 2003». Dati più allarmanti per Ennio Cipriani del Cipriani Park Hotel di Roccaraso, che attesta il trend negativo a -25%. Secondo Pierluigi Palumbo, amministratore e responsabile commerciale Elios Servizi Srl ( incoming tour operator ) e Elios Gestur Srl ( gestioni turistiche ) si resta comunque a galla grazie ad un + 5% di arrivi rispetto agli anni precedenti, che è comunque controtendenza per la sua attività
che viaggiava da alcune stagioni con un +25/30%. «In generale, anche per colloqui con colleghi sia al mare che ai monti, credo che la contrazione sia stata mediamente del - 20/25%, dichiara Palumbo» LE CAUSE. Gli albergatori hanno le idee chiare sui motivi a cui ricondurre queste cifre negative. «C'è senza dubbio una scarsa diffusione del "Marchio Abruzzo" che assicuri la conoscenza della regione come luogo di vacanza», ripetono
sovente in molti. «Poi ancora una mancanza di collegamenti funzionali con l'Aeroporto d'Abruzzo e senza dubbio una scarsa sensibilità delle amministrazioni locali nell'organizzazione per il sostegno del settore».
Altri problemi snocciolati sono la
mancanza di « una seria promozione dei vari prodotti turistici, non basta l'attuale formazione professionale degli
addetti ai lavori ed è scarsa anche la cooperazione tra gli operatori del
settore». I RIMEDI. Quali sono le prime cose da fare per risollevare le sorti del settore? «Bisognerebbe destinare cospicui interventi finanziari per la promozione», è il ritornello ripetuto, «considerando finalmente il turismo uno dei settori trainanti dell'economia regionale e favorire il riconoscimento del
"Marchio di qualità" per le strutture ricettive e per i servizi pubblici locali dei singoli comuni turistici». Inoltre, bisognerebbe «sostenere la riqualificazione del territorio in senso ambientale e dell'accoglienza, istituire corsi d riqualificazioni e riqualificazione professionale per il personale addetto al settore». Secondo Cipriani di Roccaraso c'è bisogno di una «sinergia tra mare e montagna. L' Abruzzo è forse l'unica realtà in Italia che gode di buon turismo “sci-mare”: bisognerebbe investire nel recupero
dei territori interni per le passeggiate. Non si capisce come mai tutti gli
impianti funiviari delle Alpi dell'Austria e della Svizzera e dell'Italia siano stracolmi di gente con lo zaino in spalla e da noi, invece, per aprire gli impianti nella stagione estiva servano le sovvenzioni». E poi c'è il problema della pubblicità regionale che «và concordata con gli operatori perchè loro sono gli esperti del settore». I TURISTI STRANIERI. Chi sono i rinunciatari della stagione appena trascorsa? Non solo italiani provenienti da tutte le
regioni, ma tanti stranieri che hanno indirizzato le loro vacanze verso altre mete: «Il mercato tedesco, austriaco, e francese, gli unici veramente presenti sul territorio, sono praticamente scomparsi». In conclusione dunque la speranza degli operatori del settore è che «si faccia in concreto qualcosa perché la Regione Abruzzo e l'Aptr latitano». Alessandra Lotti