Fronte comune contro la riforma Moratti. Oggi cortei e manifestazioni.

Alessandro Biancardi

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  Questa mattina cortei in tutta Italia per fermare la riforma scolastica. In piazza gli studenti delle superiori e gli universitari. Agitazioni previste anche a Teramo e L'Aquila.  



 


Questa mattina cortei in tutta Italia per fermare la riforma scolastica. In piazza gli studenti delle superiori e gli universitari. Agitazioni previste
anche a Teramo e L'Aquila.

 



Gli studenti delle scuole superiori scendono ancora in piazza per protestare contro la riforma della scuola.
L'iniziativa, promossa insieme all'Unione degli Studenti (www.unionedeglistudenti.it) e alla Rete Sempre Ribelli, arriva a pochi giorni dal termine ultimo per l'approvazione della Delega 53 sulla riforma della scuola da parte del ministro e dal governo Berlusconi.
«La giornata di mobilitazione sarà l'occasione per gli studenti italiani per ribadire la propria decisa contrarietà alle politiche scolastiche del centrodestra e per rilanciare con forza le concrete proposte emerse in questi ultimi anni all'interno del movimento studentesco, a partire dalla richiesta di ripristino dell'obbligo scolastico a 16 anni», spiega l'Unione studentesca.
«La manifestazione», precisano i rappresentati, «ha l'obiettivo di fermare un disegno di legge che rischia di stravolgere i principi e i diritti degli studenti».
I ragazzi voglio chiedere l'abrogazione di un decreto sulla scuola secondaria che li riguarda ma che non condividono.
Gli studenti denunciano: «il ministro Moratti sembra intenzionato ad andare avanti, nonostante il dissenso espresso ripetutamente da studenti, insegnanti, persino dalla Conferenza Stato-Regioni Crediamo», continuano i portavoce, «che l'approvazione di questa riforma sarebbe deleteria per la scuola pubblica e per il nostro paese. Vogliamo che chi si propone come alternativa di governo si impegni per la cancellazione immediata della presente riforma e che si riparta, con provvedimenti mirati che coinvolgano gli studenti e le altre componenti della scuola, dalla lotta alla dispersione scolastica, attraverso l'innalzamento dell'obbligo scolastico, una seria politica di diritto allo studio e la valorizzazione della democrazia e della partecipazione nelle scuole».
Da Teramo il corteo parte alle 9.30 da Largo Madonna delle Grazie per snodarsi lungo le vie del centro, a L'aquila da Piazza Battaglione degli Alpini (Fontana luminosa) ore 9:00.

UNIVERSITA'. Intanto continua ancora la settimana di rivolta del mondo universitario. Il blocco della didattica promosso da un nutrito cartello di sindacati è partito per protestare contro il ddl Moratti sullo stato giuridico della docenza.
Una protesta che va avanti da tempo ma che si è fatta ancora più forte dopo la duplice decisione del Governo, prima di portare direttamente in aula, al Senato, il provvedimento e poi di porre sullo stesso la questione di fiducia.
Le irregolarità delle lezioni e degli esami potrebbero protrarsi anche oltre il 15 ottobre se verrà accolta la proposta arrivata dal Coordinamento nazionale dei ricercatori universitari di continuare la protesta fino al 24, data della discussione del ddl in aula alla Camera.
Nei giorni scorsi è arrivata la richiesta da parte di alcuni rettori di intensificare la lotta proclamando uno o più giorni di sciopero nazionale.
Il rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando Di Iorio (http://www.univaq.it/pub/05-10-10-STATO-GIURIDICO.pdf) , ha proposto dimissioni collettive a tutti i suo colleghi che dirigono gli Atenei d'Italia, inviando a tutti una lettera.
Contro la protesta anche gli studenti vicini a Forza Italia e An. 12/10/2005 9.29