Cisl:«E’ finita la ricreazione: i nostri amministratori ora tornino a governare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nella sua relazione al comitato esecutivo della Cisl Tiburzi invita i politici a ritornare al lavoro dopo le “distrazioni” elettorali. La regione ha ancora molti problemi irrisolti ma da oggi ci sono ben 29 parlamentari abruzzesi che potrebbero fare la differenza.  




ABRUZZO. Nella sua relazione al comitato esecutivo della Cisl Tiburzi invita i politici a ritornare al lavoro dopo le “distrazioni” elettorali. La regione ha ancora molti problemi irrisolti ma da oggi ci sono ben 29 parlamentari abruzzesi che potrebbero fare la differenza.

 



«La vicenda elettorale è terminata. Chi ha vinto le elezioni ha diritto di governare. Quella che viene considerata fragilità di maggioranza può diventare una forza, se il governare si realizza con il confronto ed il consenso sociale. La CISL vuole evitare equilibri instabili e chiede concretezza e responsabilità. L'auspicio è quello di attivare un dialogo tra i vari interlocutori ed evitare rigide ed esagerate contrapposizioni che non gioverebbero certamente, in questo momento, all'economia del Paese».
A richiamare all'ordine i politici dopo le “sbracature” del periodo elettorale è il segretario regionale Cisl Gianni Tiburzi che vede giunto il momento di dedicarsi ai fatti e di abbandonare la querelle su riconteggi, ricorsi e quanto possano tenere in ostaggio ancora il paese e l'Abruzzo.
«Sono ben 29 gli abruzzesi in Parlamento e rappresentano una entità politica importante» sostiene Tiburzi, «L'ambizione di un conterraneo alla presidenza del Senato potrà rafforzare i rapporti tra Stato centrale e Regione Abruzzo per ciò che si dovrà e potrà fare per ridare slancio e ritmo al sistema produttivo, economico, occupazionale e sociale».
La relazione del Segretario Generale Gianni Tiburzi al Comitato Esecutivo della CISL d'Abruzzo tenutasi ieri, ha aperto con questa premessa, ma non ha fatto mancare considerazioni nei confronti del Governo regionale.
«Mancano ancora chiare ed articolate strategie per far ripartire appieno l'Abruzzo», secondo il rappresentante della Cisl, «Dotazione infrastrutturale, logistica integrata, finanza innovativa, lavoro e formazione di qualità, burocrazia efficiente sono gli elementi essenziali per aumentare le potenzialità del sistema e ricreare le condizioni per attrarre risorse dall'esterno. Manca in Abruzzo il patto per il lavoro, manca il pieno riconoscimento del ruolo delle parti sociali».
Il periodo elettorale ha distratto gli osservatori sui problemi reali della regione che ancora oggi non dimostra di avere un Governo unitario, organico, omogeneo e soprattutto coerente a quella che fu presentata come linea programmatica di legislatura.
Il sistema delle grandi imprese, sempre secondo il sindacato, starebbe rispondendo in maniera spontanea ai cambiamenti in atto, producendo l'unico indicatore positivo della regione in una significativa crescita dell'export e dell'occupazione (vedi Sevel e Micron).
Resterebbe insufficiente ed inadeguata l'attenzione sulle tantissime piccole e medie imprese che necessitano di entrare in una strategia innovativa per collocarsi nei segmenti più alti del mercato.
«Deboli», continua Tiburzi, «sono ancora le politiche di marketing, bassa è la competitività, inesistente la cooperazione tra più imprese, scarsi e difficili i finanziamenti aziendali. Alcune già trovano soluzioni nella delocalizzazione delle attività. Spetta alla Regione attivare una politica industriale capace di stimolare l'innovazione, concentrando le risorse su tali processi e coinvolgendo, insieme alle imprese, le università, i centri di ricerca ed il sistema creditizio. L'unico voto appena sufficiente dato dall'Esecutivo CISL è stato per agli Assessori dei Trasporti, della Sanità e del Lavoro richiamando, invece, il Presidente Del Turco ad una vera concertazione che deve avere quelle caratteristiche finalizzate al raggiungimento di quegli obiettivi per i quali tutti mettono qualcosa rinunciando ad un po' della loro sovranità».

La task force, deliberata dalla Giunta Regionale, può considerarsi un primo passo verso le richieste sindacali, ma, secondo il Segretario Generale della CISL, vanno reimpostati e riattivati quegli strumenti e quei modelli di azione sul territorio che in passato hanno avuto grande successo: le agenzie di sviluppo locale, i patti territoriali, la finanza territoriale, i contratti di competitività, realizzando adeguati habitat di attrazione di capitali privati ed internazionali.
Sarebbe allora maturo ormai il tempo di strategie collettive e di partenariato concentrate sul territorio a partire dalle aree interne.
Per sollecitare la Giunta ad essere più coerente con il confronto sociale, la CISL proporrà iniziative pubbliche, insieme a CGIL, UIL e UGL, che saranno tenute nei vari territori e dalle quali scaturiranno visibilità di analisi, giudizi e proposte.

21/04/2006 8.49