Agriturismi abruzzesi: «basta sparare nel mucchio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le tre più rappresentative associazioni di categoria rispondono ad una richiesta della Confcommercio di mettere ordine nel settore e chiedono di non fare di tutta l'erba un fascio.

LA POSIZIONE DELLA CONFCOMMERCIO




«Non consentiamo a nessuno di accusare gli imprenditori agricoli che lavorano con passione e sacrificio ogni giorno. Se c'è qualche azienda agrituristica fuori dalle regole, la Confcommercio tiri fuori i nomi e smetta di sparare nel mucchio colpendo anche la reputazione di chi lavora onestamente».
Le tre associazioni agrituristiche Terranostra, Turismo Verde e Agriturist - rispettivamente emanazioni delle tre principali organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura - rispondono duramente alla lettera inviata dalla Confcommercio ai vertici della Regione per denunciare presunte irregolarità nel settore.
La missiva descrive infatti un settore in cui sarebbe diffuso il mancato rispetto delle regole da parte degli operatori impegnati ad offrire prodotti e servizi ai turisti amanti della natura e della campagna.
«Nell'interesse del settore, siamo sempre stati, e lo siamo tuttora, i primi denunciare eventuali situazioni di irregolarità» dicono Terranostra, Turismo Verde e Agriturist «tuttavia, ci dispiace dover sentire toni tanto forti nei confronti di una categoria che attraverso l'agriturismo prova ad integrare un reddito agricolo sempre meno gratificante».

Le tre associazioni ricordano inoltre «gli sforzi compiuti a partire dall'emanazione delle leggi quadro n.730/85 e regionale n.32/94 e i nuovi obiettivi che le stesse associazioni si sono date nel raggiungimento della classificazione delle aziende agrituristiche per garantire regole di buona accoglienza e genuinità alimentare della tradizione contadina».
«Con impegno e grande professionalità, contribuiamo alla difesa dell'ambiente alla valorizzazione del territorio e della sua storia e cultura».
Le associazioni ribadiscono poi come tra loro vi siano operatori che, attraverso la multifunzionalità, offrano servizi all'intera collettività contribuendo all'affermazione del settore turistico abruzzese.
Il costante aumento delle presenze presso le aziende agrituristiche, la fidelizzazione degli utenti e la nuova legge quadro n.96/06 sarebbero «l'ennesima riprova della crescita qualitativa dell'agriturismo abruzzese».
«Campagne diffamatorie come quella della Confcommercio o il grande polverone, a Marzo 2005, sollevato dal Corpo Forestale di Pescara sulle irregolarità amministrative», concludono le associazioni, «fatta eccezione per soli 6 casi, risultano infondate e non sono assolutamente la fotografia dell'agriturismo abruzzese».
21/04/2006 9.20