Fotografo e vignettista: le ragioni di Del Turco

Alessandro Biancardi

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 SPECIALE ABRUZZO. Riportiamo il testo integrale della risposta del presidente Del Turco alla interrogazione di Mario Amicone (Udc) sulla ormai famosa assunzione di fotografo e vignettista istituzionale. Ecco come è andata quel giorno.   LA NOSTRA INCHIESTA

 SPECIALE


ABRUZZO. Riportiamo il testo integrale della risposta del presidente Del Turco alla interrogazione di Mario Amicone (Udc) sulla ormai famosa assunzione di fotografo e vignettista istituzionale. Ecco come è andata quel giorno.


 
LA NOSTRA INCHIESTA






E' il 24 genaio 2006 finalmente approda in Consiglio regionale l'interrogazione del consigliere Mario Amicone (Udc) sul “potenziamento della struttura stampa con collaboratori particolarmente esperti in tecniche comunicative alternative”, questo il titolo della interrogazione.
Il Presidente della commissione di vigilanza richiede dettagli circa l'assunzione avvenuta subito dopo l'insediamento del centrosinistra alla Regione degli ormai famosi fotografo e vignettista.
Di seguito riportiamo il testo integrale ed ufficiale (appena pubblicato dalla stesso ufficio stampa della Regione) della risposta in aula del presidente Ottaviano Del Turco e la successiva replica di Amicone. Questo è quello che è accaduto in aula quel giorno.


DEL TURCO (Presidente della Giunta)

«Sono particolarmente lieto di poter rispondere a questa interpellanza perché così si può, finalmente, dare corso anche alla discussione con il consigliere Amicone sulle ragioni che mi hanno ispirato nel momento in cui ho trovato un Ufficio stampa di 27 persone. Credo che nemmeno Bush e Blair abbiano un ufficio stampa così pieno di addetti! L'ho trovato appena nominato!
Dieci contratti di questi assunti nel corso degli ultimi cinque anni, scadevano nei giorni in cui io sono stato nominato. La prima cosa che ho fatto è che li ho rinnovati per un anno, perché volevo capire come era possibile che ci fossero 27 persone che lavoravano nell'Ufficio stampa, che cosa facevano e, prima di capire che cosa facevano, non volevo cominciare con dei licenziamenti. Non si fa! non sono abituato! Non è nella la mia cultura e non l'ho fatto!
Non ho fatto nemmeno polemiche, né pubbliche, né private. Certo è che mi sono sembrati un po' troppi: 27 persone, tra le quali mancavano alcuni mestieri fondamentali per un ufficio stampa. E mi sembrava che, con un po' di pazienza, con un po' di buona volontà si poteva, piano piano, senza traumi, arrivare a delle soluzioni che funzionassero per la Regione.
Ho trovato anche che l'ufficio di Roma della Regione era retto da un caposervizio che stava lì dal 1979: credo il più longevo dei dirigenti di questa Regione, sempre allo stesso posto! Secondo me, può accadere che uno stesso mestiere fatto sempre allo stesso modo, sempre allo stesso posto, produca degli effetti non desiderati, di stanchezza, di assuefazione. Ma mi sono ben guardato di dire: "Scusa, forse è arrivato il momento di un avvicendamento". Sta per andare in pensione (ci va tra un mese), quindi ho evitato.
Ho trovato anche che la sede di Roma aveva una squallida camera da letto. Non ho fatto polemiche. Immagino, se io avessi chiesto di mettere una camera da letto nell'ufficio di Roma, cosa sarebbe successo con il consigliere Amicone e con il Consigliere Tagliente. Fare polemica su questo argomento era fin troppo facile, ma di cattivo gusto. E siccome io ho una passione per la politica che esclude la passione per il cattivo gusto, non ho voluto polemizzare con chi ha occupato una stanza della sede della regione Lazio per metterci una camera da letto, indegna persino di una pensione di terzo ordine di via Turati, presso la stazione Termini di Roma. Nessuna pensione avrebbe addobbato una stanza in quel modo».

COME VENGONO UTILIZZATI I FOTOGRAFI DEI GIORNALI

«Mi sono ritrovato spesso oggetto di una polemica attorno alla questione dell'Ufficio stampa. Faccio questo esempio che riguarda oggi: i giornali scelgono dove mandare i loro fotografi, cioè scelgono quali sono le comunicazioni che la Regione vuole dare e quali sono le comunicazioni che i giornali possono dare; con il risultato che noi attribuiamo una grande importanza di una cosa che facciamo, ma della quale non c'è traccia nella comunicazione nella regione. Inoltre, ci ritroviamo protagonisti - presi di profilo, di fronte, qualche volta anche con quattro o cinque fotografie nello stesso numero del giornale (a me non è mai capitato, però capita in questa regione) - per cose per le quali, secondo me, non ci sarebbe nemmeno bisogno di un fotografo. Però accade!»

A COSA SERVE IL FOTOGRAFO ISTITUZIONALE

«Mi sono chiesto, allora, se per caso non ci fosse, tra la vocazione alla comunicazione della Regione e lo strumento di questa comunicazione, bisogno di dotarsi dello strumento fondamentale, cioè di uno che scattasse le fotografie. Se ieri non ci fosse stato il fotografo della Regione, non ci sarebbe conto sui giornali di oggi del fatto che abbiamo stretto un patto di alleanza con il Presidente della Regione Lazio, perché gli utenti dell'autostrada Roma/Pescara paghino un po' meno e questa autostrada funzioni un po' meglio. Io considero di straordinaria importanza il fatto che noi mettiamo avvocati della Regione Abruzzo ed avvocati della Regione Lazio che discutono di una concessione e dei doveri di quella concessione, del ruolo che deve avere una società concessionaria di un servizio e del fatto che la Regione si può considerare padrona di tutto il suo territorio, tranne dell'autostrada. Quando una macchina entra nell'autostrada, entra in una terra di nessuno, in cui la Regione non c'era più niente, non ha nessun titolo.
Ebbene, oggi avrete la prova provata di questo accordo. Più di 20 colonne di piombo, una stretta di mano rende visibile il fatto che c'è finalmente un accordo fra noi e la Regione Lazio su questo argomento.
Avrei gradito molto trovare anche una foto di Pace e Storace che si stringevano la mano per un patto teso a far funzionare meglio l'autostrada. Adesso c'è questo accordo! Buoni o cattivi che saranno i risultati che darà, adesso proviamo a rimettere in discussione un fatto per il quale paghiamo un mucchio di soldi per andare da Avezzano a Roma. Con la mia macchina, si pagano nove euro e mezzo. Qualche volta, la Ryanair, con nove euro, ti porta da Pescara a Londra con i suoi aerei. C'è qualcosa che non funziona in queste tariffe!
E mentre le tariffe funzionano perfettamente in linea con la concessione definita nel 2000 e nel 2003, i servizi dell'autostrada non funzionano allo stesso modo. L'altra notte, dopo aver atteso due ore davanti alla galleria del Gran Sasso, migliaia di macchine sono state rispedite indietro. E gli volevano far pagare pure il pedaggio, dopo averli tenuti prigionieri per 120 minuti, in mezzo al freddo!
Insomma, sono tutte cose per le quali mi piace essere sfidato da voi dell'opposizione, perché questa è la vostra funzione. Ma partite dalle cose che ci sono! Le cose che ci sono e che non funzionano sono tantissime, delle quali mi porto, personalmente (come Presidente della Giunta, ovviamente) la responsabilità e parlo volentieri».

«UNO DEI MIGLIORI FOTOGRAFI»

«Un fotografo per questa ragione. E vi posso garantire, siccome mi occupo di fotografia da una vita (è una delle mie passioni), che il fotografo che abbiamo scelto è uno dei migliori. Ne fanno testo non le sue fotografie, che possono apparire banali come tutte le fotografie di questo mondo, ma i suoi libri. È un autore di libri fotografici di grandissimo rilievo, di grande importanza. E il fatto che lui abbia scelto- è nato a Trasacco, vissuto a Trasacco, emigrato a Roma e nel mondo, ha fatto il fotografo negli Stati Uniti e in tutte le parti d'Italia e d'Europa - di venire a lavorare con noi, lo considero un grande onore per la Regione. È, in ogni caso, una scelta della quale sono personalmente molto felice».

IL VIGNETTISTA

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«Seconda questione: il tema del grafico. Si chiama Luigi Salucci ed ha un contratto banale. Chi ha fatto, come me, il sindacalista per tanti anni trova che i contratti di collaborazione coordinata e continuativa comportano, anche dal punto di vista dei mezzi messi a disposizione, per chi li accetta dei sacrifici che non andrebbero accettai mai. In ogni caso, Luigi Salucci è un grafico molto bravo, che disegna le sue vignette per molti giornali, per riviste ed ha già lavorato per molto tempo.
Cosa gli abbiamo chiesto? La Regione non ha strumenti di comunicazione con le scuole inferiori, con gli alunni delle elementari e con gli alunni delle medie (della scuola dell'obbligo, diciamo così) perché le riviste che abbiamo ricevuto in eredità - non dal centrodestra, ma dalla storia di questa Regione - sono riviste che talvolta passano dalla tipografia al cestino della carta, senza soluzione di continuità. Pubblicano, infatti, quasi sempre le stesse cose e quasi sempre la foto del Presidente della Regione: preso di fronte, di profilo, di nuca, in tutte le posizioni. Secondo me, non realizzano alcun livello di comunicazione accettabile.
Io sono per chiudere quelle riviste; per chiuderle perché ci costano un mucchio di soldi e non servono a niente!
Non intendo, con questo, criticare nessuno: intendo solo proporre un meccanismo di comunicazione diverso da quello del passato.
Ed allora, abbiamo pensato che c'è un modo straordinario per parlare con i ragazzi che fanno la scuola dell'obbligo (quelli delle elementari e quelli delle medie, secondo una vecchia distinzione dalla mia generazione, che adesso si chiama in un altro modo): quello di inventarsi dei personaggi, usando lo strumento comunicativo dei fumetti, lavorando di comune accordo con le direzioni regionali della scuola (con Santilli e con alcuni pedagoghi che si occupano di comunicazione), prendendo a modello quella che, secondo me, è stata la più fortunata campagna comunicativa usata in questi anni nei confronti dei giovani: il caso di Lupo Alberto. Molti di voi conoscono questo personaggio dei fumetti, che è diventato uno straordinario personaggio dei diari per i ragazzi e delle riviste che si occupano di comunicazione per i ragazzi».

«HO CHIESTO DUE ANIMALI CHE DIALOGANO TRA LORO…»

«Ho chiesto a Luigi Salucci se poteva immaginare due personaggi, due animali - uno dell'Abruzzo delle zone interne ed uno dell'Abruzzo del mare - che, dialogando tra di loro, spiegavano ai ragazzi che cos'è questa Regione, che cosa vuole fare, di che cosa si vuole occupare. È uno strumento comunicativo assolutamente nuovo.
È un ragazzo - Luigi Salucci - che sa disegnare, sa fare personaggi, sa comunicare con i fumetti. Vediamo cosa riesce a fare! Per i soldi che gli diamo, gli chiediamo un impegno assolutamente straordinario.
In ogni caso, questo è il modo con cui questa Regione intende stabilire un livello di comunicazione con zone della società abruzzese con cui non abbiamo quasi mai parlato, se non per occasioni molto banali (chiamiamole così).
Non intendo esercitare una criticare nei confronti né di chi mi ha preceduto, né di coloro che hanno preceduto chi mi ha preceduto, perché so bene che, nelle varie epoche, gli strumenti di comunicazione cambiano.
Ho pensato che fosse mio dovere evitare che 27 persone stessero lì a non fare molto (e vi assicuro che è possibile e naturale che questo accada quando 27 persone si debbano occupare di quasi nulla) e trovare il modo di riempire il sistema comunicativo della Regione di cose che potessero invece funzionare.
Niente di straordinario. Niente più di questo. Niente che possa suscitare alcun clamore. Naturalmente, è diritto dell'opposizione contestare queste scelte. Avrei preferito che questa contestazione sulle scelte della Giunta fosse fatta qualche mese prima, così trovavo 27 persone in meno a fare cose che, probabilmente, si potevano fare anche in un altro modo».




AMICONE (Udc)

«Signor Presidente, voglio augurarmi e voglio immaginare che il Presidente Del Turco si sia dovuto sforzare un po' per cercare di convincere questa sala, oltretutto oggi così affollata di cittadini che stanno qui per motivi che credo seri e, soprattutto, per convincere noi consiglieri regionali della bontà di questi provvedimenti.
Se così non è, se invece è così naturale giustificare certi provvedimenti come atti dovuti, come cose normali, vuol dire che siamo di fronte ad un problema inquietante per come si riesce a cambiare le carte in tavola, per come si riesce a far passare delle cose che devono sembrare eccezionalmente straordinarie in senso negativo come iniziative normali.
Innanzitutto, ha fatto male il Presidente della Giunta a riconfermare dieci persone, così, senza leggere e scrivere o senza vedere bene che cosa dovevano fare, visto che ha ritenuto che quella struttura era così sovraffollata.
Poi si smentisce perché, leggendo gli atti, io rilevo che l'intenzione era quella di potenziare l'Ufficio stampa della Giunta regionale, quindi non di sostituire alcune professionalità con altre professionalità.
Se io fossi convinto dello sforzo che pure è costretto a fare il Presidente per cercare di ammorbidire una situazione del genere, forse sarei anche tentato di dire di essere soddisfatto, ma dovrei avere almeno qualche garanzia che questo fotografo è a disposizione del Consiglio regionale, è a disposizione di tutti i consiglieri regionali, è a disposizione di tutti e non è un personaggio che gira in Italia - e mi auguro solo in Italia - dietro al Presidente, in ogni momento ed in ogni luogo.
Mi chiedo se è così normale, così utile all'Ufficio stampa della Regione quest'alta professionalità tecnica e di fama nazionale, che non sta scritta da nessuna parte, ma sta soltanto nell'illustrazione che oggi il Presidente ci fa. Quando si fa un avviso, però, e si chiede un contratto di collaborazione, si chiede anche una referenza e si chiede un curriculum di questa persona. Non risulta da nessuna parte! Risulta soltanto un servizio fotografico fatto il giorno della manifestazione degli omosessuali a Roma, tra l'altro pubblicato solo nel 2005. Nessuna documentazione a giustificare la necessità di questo potenziamento professionale dell'Ufficio stampa!
Per cose di questo genere, per poter fotografare una stretta di mano con il Presidente della Giunta regionale, per un fatto sia pure importante, basta fare una conferenza stampa. I fotografi degli uffici stampa lo fanno gratis! Non c'era bisogno di assumere un fotografo e dargli 60 mila euro all'anno, né di assumere un vignettista che prende 32 mila euro all'anno. 60 mila euro sono pari almeno a tre stipendi, a tre salari di tre dipendenti di quelli che pure stanno in crisi per il posto di lavoro.
Insomma, perché tanta reticenza per avere questa documentazione che io, ancora oggi, non riesco ad avere, caro Presidente, pur avendola chiesta più di una volta? Il contratto stato fatto a luglio, ma fino ad oggi non l'ho avuto! L'ho dovuto arrangiare: cosa disdicevole, che disonora un consigliere regionale che ha, nello Statuto, la prerogativa di aver il diritto a verificare, a prendere le copie di tutti gli atti amministrativi che la Giunta regionale fa. Ebbene, nonostante tutti questi sforzi, questi solleciti, io non l'ho ancora avuto!»

«DIFFICILE TROVARE NOTIZIE, HO LETTO PER CASO SU UN QUOTIDIANO ON LINE…»

«Oggi, il Presidente Del Turco prova a giustificare 60 mila euro all'anno per un fotografo che lo deve seguire e fotografare quando stringe la mano al collega della Regione Lazio e 32 mila euro all'anno per un vignettista che non si sa quali vignette deve fare. E lo fa dicendo che sono utili, perché questo è il modo nuovo di fare politica nella Regione Abruzzo.
Io non trovo nessuna giustificazione negli atti che ho avuto, ma che ho letto per caso in un quotidiano on line che si chiama "PrimaDaNoi.it", che ha scritto qualcosa di questo personaggio. E questo spiega che non ha fatto nessuna pubblicazione, perché nessuno ha voluto dare notizie di questo - tra virgolette - professionista.
Si fa chiamare Slim sul suo web. Il nome stesso è enigmatico: non si sa se è un nome da artista...

(interruzione del Presidente Del Turco)

Sì, "slim" vuol dire sottile. L'avevo capito, caro Presidente. Si dice che il padre del vignettista ha fatto la scuola elementare insieme a lei. Io ho fatto qualche anno di più oltre le elementari, quindi so cosa significa "slim". La ringrazio per l'aiuto che mi ha voluto dare.
Insomma, sembra di aver assunto due grandissimi professionisti. E chissà come la Regione Abruzzo, la Giunta regionale, l'Ufficio stampa sarebbero dovuti decollare con questi professionisti!
Noi non abbiamo visto niente! Infatti, chiedo nell'interrogazione di sapere che tipo di lavoro hanno fatto da luglio ad oggi. Sono passati sei mesi, ma non siamo in grado di sapere. Ci negano, infatti, persino il contratto.
A questi due tecnici, a questi due professionisti, caro Presidente, sono stati fatti dei contratti senza una delibera di Giunta, quindi con responsabilità personale - purtroppo - del funzionario che ha fatto il contratto perché non è stato preceduto da una delibera di Giunta regionale che esprimesse la volontà dell'Esecutivo di potenziare l'Ufficio stampa, per queste carenze o per queste esigenze. È stato detto al funzionario di fare i contratti e il funzionario ha obbedito: ha fatto questi contratti a due persone designate dal Presidente della Giunta… Guarda caso, la località di nascita e di residenza… Ma lasciamo perdere; non voglio fare bassa polemica perché la clientela bassa l'ha già fatta lei, Presidente, assumendo queste due persone inutili. Inutili!
Lei parla sempre di lotta agli sprechi, di razionalizzazione delle spese parlando delle autostrade o di altro, ma poi ci viene a giustificare la necessità di 60 mila euro all'anno per un fotografo e di 32 mila euro all'anno per un vignettista.
Ed allora, pur volendo essere buono, pur volendo esprimere la soddisfazione (se fosse stato sincero, avrei dichiarato la mia soddisfazione per questa risposta all' interrogazione), devo dire che lei, caro Presidente, sicuramente, si è dovuto sforzare per mascherare questo basso atto di clientelismo che ha fatto per il suo paese ed il suo partito. Sono persone del suo partito, figli di amici del suo partito, del suo paese, a cui lei ha voluto dare una gratificazione o una giustificazione.
E capita oggi, proprio in presenza di una sala piena di lavoratori che hanno un posto di lavoro in crisi. Capita proprio ad hoc, caro Presidente, perché questa Regione sta regalando, con questi provvedimenti, soldi pubblici a gente che non fa niente per la Regione Abruzzo.
Lei, oggi, doveva essere nella condizione, visto che l'avevo chiesto, di dimostrare qui in Consiglio - non a me, interrogante, ma a tutta l'Assemblea - il lavoro che questi due professionisti hanno fatto per la Giunta regionale, per l'Ufficio stampa regionale. Non l'ha potuto dimostrare perché non hanno fatto niente!
Del resto, se il fotografo gira con lei dalla mattina alla sera, vorrei sapere quale lavoro ha potuto fare al servizio della Giunta regionale.
Il vignettista, quand'è che lo farà? Sono già sei mesi di contratto!
Ed allora, l'abitudine di questa Giunta è quella di non chiedere conto ai professionisti ed ai consulenti degli incarichi che si danno, di non chiedere conto del lavoro che hanno fatto.
Nessuno di noi è in grado e mai riuscirà a sapere...

PRESIDENTE
Collega Amicone, si avvii alla conclusione.

AMICONE (Udc)
Caro Presidente, non posso che esprimere la mia più profonda insoddisfazione per la risposta datami, ritenendo del tutto inutili queste due figure professionali.
Tra l'altro, per quanto è una cosa fatta e preparata in tempo, sfugge persino che nel contratto fatto per uno di questi due personaggi, il cui nome d'arte è Slim ma il cui nome di battesimo è Egidio Marsicola, c'è un articolo - l'articolo 8 - che prevede una situazione che credo sia difficile che si possa verificare, anche se la scienza oggi fa tutto in fatto di procreazione. Nel caso specifico, nome a parte, camere da letto che lei ha visto a Roma a parte, credo sia impossibile che si verifichi questa circostanza prevista dall''articolo 8 di questo contratto, fatto con una persona fisica di sesso maschile. L'articolo 8, infatti, dice: "In caso di gravidanza, la durata del contratto verrà prorogata di 18 mesi".
Ed allora, signori, questa è la serietà! Questa, Presidente, è veramente una barzelletta!
Ha davvero pensato che uno potesse esprimere soddisfazione per una cosa del genere, che è una pagliacciata oltre ad essere uno spreco?
In un contratto firmato da due contraenti, con nome e cognome, andrebbero almeno tolte queste diciture, che senz'altro fanno parte di un contratto precostituito o prestilato, come si dice in termini legali. È possibile prevedere che possa diventare gravido uno che si professa di sesso maschile?
Va bene che lei ha parlato di camere da letto, però, se lei va in anticipo ai progressi della scienza, se lei ci può dire che questa clausola del contratto può anche servire, prima o poi, ce lo dica pure, perché in quel caso giustificheremo qualsiasi cosa».

6/04/2006 8.40