Accademia della cucina italiana: quattro chef abruzzesi sul podio

Alessandro Biancardi

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    Stilata la classifica dei migliori ristornati d’Italia. Tra questi 2 sono all’Aquila, uno a Pescara e uno a Guardiagrele.

 


 


Stilata la classifica dei migliori ristornati d'Italia. Tra questi 2 sono all'Aquila, uno a Pescara e uno a Guardiagrele.


Sono quattro i ristoranti abruzzesi selezionati dall'Accademia della Cucina italiana www.accademiaitalianacucina.it come migliori rappresentanti della cucina locale.
La scelta, come sempre in queste occasioni, avviene dopo una selezione segreta, in cui il giurato- cliente si siede anonimamente al tavolo, guarda il locale, ordina le pietanze, assaggia, degusta e valuta.
«Siamo molto soddisfatti di questo risultato», afferma Nadia Moscardi del ristorante “Elodia” dell'Aquila, uno dei quattro abruzzesi che è stato inserito nella guida dell'Accademia.
«Quest'anno abbiamo ricevuto “4 tempietti”, la valutazione massima». Come non esserne contenti? La soddisfazione è ancora maggiore se si pensa che «venivamo già da un risultato soddisfacente dell'anno scorso con tre tempietti. Il lavoro fatto in questo ultimo anno ci dimostra che abbiamo lavorato bene per migliorare ancora di più».
Mancava quindi solo un gradino alla perfezione perché, assegnare 4 tempietti vuol dire consegnare un diploma di cucina eccellente, un riconoscimento riservato ai ristoranti che praticano in Italia un alto livello gastronomico.
«La nostra», spiega Nadia Moscardi, «è una cucina tipica rielaborata e siamo contenti di essere tra quei pochi rappresentanti che possono portare alto il nome della cucina abruzzese».
Gli altri tre inseriti nella guida sono “La Bandiera” (www.labandiera.it) di Civitella Casanova (Pescara), le “Tre Marie” dell'Aquila e “Villa Maiella” (www.villamaiella.it/ristorante.htm ) di Guardiagrele.
Per quest'ultimo forse il merito dell' importante riconoscimento va anche a piatti come chitarrina alle erbette del Parco o al ragù d'agnello, tagliatelle ai porcini o al tartufo e un'ampia scelta tra 1200 etichette di vini regionali, nazionali ed esteri, tutti inseriti nel menu e presentati in modo appetitoso nel sito internet.
Anche per “La Bandiera” di Civitella Casanova c'è grande soddisfazione. Il ristorante nato nel 1997 si è riuscito a creare uno spazio importante nella gastronomia anche grazie all'intraprendenza di Anna D'Andrea che, tornata da Roma a Civitella Casanova dopo 20 anni di lavoro come cuoca, decise di trasformare una rivendita di sale e tabacchi in trattoria, all'epoca unico punto di ristoro nel raggio di decine di chilometri. Oggi la tradizione di famiglia continua grazie all'opera di suo figlio, Marcello Spadone, cresciuto in cucina a fianco di sua madre. Tra i loro piatti forti il filetto di manzo marinato alle spezie con pecorino fresco, la zuppa di cipollotti e caciocavallo, maccheroni “carrati” con pomodorini, peperoni e polpettine e costata di vitellone tagliata con patate profumate all'aglio e al rosmarino.
I ristoranti premiati con i “4 tempietti”, sono in tutta Italia 169.
Nessun abruzzese invece compare tra i “[url=http://www.accademiaitalianacucina.it/indguidaristo.html]Magnifici del Presidente[/url] ", i locali che secondo la guida sono quelli «che usano materie prime di grande qualità e prodotti della propria zona, e che propongono piatti della tradizione, anche con spunti innovativi d'eccellenza». Nessun eccellente in Abruzzo, quindi? Ma c'è da consolarsi se si pensa che tra questi non sono stati inseriti nemmeno Fulvio Pierangelini del “Gambero Rosso” e Gianfranco Vissani, che primeggiano indisturbati in altre classifiche, accusati dall'Accademia di passare troppo tempo davanti ai fornelli della tv che piuttosto in quella dei loro ristoranti.

L'Accademia Italiana della Cucina ha deciso di mettere sul proprio sito Internet la Guida annuale dei ristoranti che pubblica ogni anno. Lo ha reso noto Giuseppe Dell'Osso, presidente dell'Accademia: «In questo modo forniremo un importante strumento per orientarsi nell'offerta di ristoranti in Italia e all'estero che sarà accessibile gratuitamente a tutti».
La guida dell'accademia, che stila classifiche dal 1961, si dimostra attenta anche ai problemi di attualità e non nega il momento di crisi. Nell'introduzione di Paolo Petroni, coordinatore della Guida si parla di «locali desolatamente vuoti che si riempiono solo nel fine settimana: a pranzo solo spuntini veloci e molti ticket. Il ristoratore compensa il diradamento dei tavoli utilizzando materie prime standardizzate, riducendo l'offerta, impegnandosi sempre meno nell'evoluzione delle ricette.
La guida 2006 dell'Accademia Italiana della Cucina indica anche, per la prima volta, i locali che dispongono di una sala per i fumatori: solo 95 su oltre 3100, quindi il 3% appena.
Mentre sono molti di più i locali, anche questa è una novità di quest'anno, che mettono a disposizione di un consumatore sempre più curioso e attento, una vera e proprio lista dei vini da consultare per creare abbinamenti personalizzati. Alessandra Lotti 10/10/2005 12.20