Sanità, Chiodi: «nessun trattamento di favore per la Asl di Teramo»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «La percentuale di riduzione dei posti letto è la stessa sia per il pubblico sia per i privati. Nessun trattamento di favore, inoltre, per la Asl di Teramo». * ZUCCHERIFICIO, PETROLIO E ATER: GIORNATA INTENSA TRA APPROVAZIONI E BOCCIATURE
Dopo giorni di tensioni e numeri contrastanti il presidente della Regione e Commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, prende la parola per sgomberare il campo da equivoci.
Così questa mattina in Consiglio regionale ha affrontato la questione del Programma Operativo 2010, portato all'attenzione del Governo, che ha già incontrato il parere favorevole dell'Agenzia sanitaria nazionale e che domani verrà presentato in Consiglio regionale.
Chiodi ha parlato di «un piano operativo equilibrato» che consentirà di offrire una «sanità funzionale, eliminando spese inutili e improduttive che si annidano nel sistema sanitario abruzzese, ottimizzando le risorse esistenti e portando, a differenza di quanto avvenuto in passato, ad un miglioramento di efficienza ed operatività».
Il presidente si è soffermato sui numeri evidenziando come il taglio complessivo, sia nel pubblico, sia nel privato, sia pari al 18 per cento.
«Per il pubblico, su un totale di 3964 sono stati eliminati 718 posti, per i privati su un totale di 675 posti letto attuali si prevede una riduzione di 122 posti. Dunque, nessuna penalizzazione per il settore pubblico a favore del privato».
Per quanto riguarda invece la ripartizione del numero dei posti letto per ciascuna Asl «i dati confermano anche un assetto equo ed omogeneo in relazione al territorio servito. Per la Asl aquilana sono stati previsti 3.9 posti letto per mille abitanti, per la Asl di Chieti-Lanciano-Vasto 3.38 posti letto per mille abitanti, per la Asl di Pescara una media di 3.80 posti letto per mille abitanti. Infine Teramo, fa registrare una media di 3.09 posti letto per mille abitanti a testimonianza del fatto che "l'equilibrio territoriale è stato rispettato e il teramano non è stato certo favorito».
Che su Teramo Chiodi si riferisse anche alle «segnalazioni di anomalie» dei due appalti della Asl di Teramo denunciato dal consigliere dell'Idv, Cesare D'Alessandro?
All'esponente dipietrista, infatti, sarebbe giunta una segnalazione sull'appalto «relativo alla archiviazione delle cartelle cliniche e quello relativo al contratto di global service manutentivo, con relativi stati di avanzamento lavori e relazioni degli organismi interni preposti al controllo riconducibili a violazioni contrattuali».
Sulla questione il consigliere di opposizione ha inoltrato alla competente Asl una formale richiesta di accesso agli atti, ai sensi dello Statuto regionale.
«Sono dati oggettivi - ha spiegato il presidente - la cui lettura non può lasciare adito a diverse e strumentali interpretazioni. Resta il fatto che, in questi giorni, si stanno sollevando polemiche sterili con il solo obiettivo di prendere in giro gli abruzzesi fornendo una valutazione sbagliata dei dati».
Ma proprio sul piano operativo il Partito democratico e l'Italia dei Valori della Provincia di Pescara hanno richiesto una seduta consiliare straordinaria del Consiglio provinciale per discutere su questa delicata questione.
Secondo il capogruppo del Pd Antonello Linari «il Piano è stato elaborato senza il coinvolgimento delle realtà locali e dei sindaci dei Comuni interessati ed è indiscutibile il fatto che la bozza presentata è molto penalizzante per la Provincia di Pescara, sia in termini di tagli relativi alla rete ospedaliera (posti letto) che in termini di budget assegnato al nostro territorio».

«BLOCCARE LA FIRMA SUL PIANO OPERATIVO»

Il  Gruppo consiliare del Pd su proposta del consigliere regionale Ruffini, ha chiesto nella seduta della V Commissione Sanità  la convocazione di una commissione straordinaria per discutere del Piano Operativo e del Piano di riordino della Rete Ospedaliera. Una richiesta, quella avanzata dal Pd, che la Commissione ha ritenuto ammissibile e che si concretizzerà in una nuova convocazione per giovedì .
«Un passo in avanti», dice Ruffini «che permetterà finalmente il confronto con i sindaci dei comitati ristretti delle 4 asl e con i sindaci delle città che ospitano i piccoli ospedali a rischio chiusura».
Sempre in V Commissione, il consigliere regionale Franco Caramanico ha inoltre sostenuto la richiesta per bloccare la firma sul Piano Operativo in modo tale da consentire ai commissari della V Commissione di analizzare la documentazione trasmessa dopo l'audizione dell'assessore Venturoni.
«L'incombere del consiglio regionale straordinario di domani», afferma il capogruppo Pd Camillo D'Alessandro, «ha generato una minima disponibilità da parte della maggioranza finora negata. Ora tutto dipenderà dall'esito del consiglio regionale straordinario di domani che mi auguro assuma decisioni perentorie nei confronti del Commissario alla Sanità Chiodi, affinché si fermi a riflettere sulla necessità di aprire una nuova fase di consultazione con i territori.Senza questo pronunciamento da parte del Consiglio regionale, la commissione rischia di essere una presa in giro, per questo è necessaria un'assunzione di responsabilità da parte del Consiglio regionale».
 
SOPPRESSO ARET


Intanto, sempre questa mattina in Consiglio regionale è stato soppresso l'Aret, l'Azienda regionale per l'Edilizia e il territorio.
«Dopo anni di dubbi e discussioni», ha commentato il presidente Pagano, «oggi, all'Assemblea regionale, sono bastati pochi minuti per porre fine ad uno degli enti regionali più discussi per la sua reale utilita' ed economicita'. Dopo anni di blocco, la storia dell'Aret, l'ente strumentale che negli ultimi anni era diventato oggetto di molte vertenze sindacali, con i dipendenti senza stipendio e con estenuanti battaglie politiche per l'elezione dei suoi amministratori, e' giunta "finalmente" alla fine».
«L'agenzia soppressa», ha spiegato l'assessore Di Paolo, firmatario del disegno di legge insieme a Pagano, «non ha mai dato indirizzi, né ha mai messo in campo interventi in materia di edilizia e territorio gravando enormemente sulla Regione per gli alti costi di gestione».

DEROGA A MISURE SOSTEGNO MOBILITA' TERREMOTATI

Nel primo pomeriggio è stato invece approvato il disegno di legge riguardante le «misure a sostegno della mobilita' delle persone colpite dal sisma che non abbiano fatto ancora rientro presso i comuni di residenza o limitrofi».
Dalle ultime stime, infatti, risultano ancora circa 3000 gli abitanti del cratere sismico che dimorano attualmente a distanze di diversi chilometri dai propri comuni di residenza.
Per questo motivo, il Disegno di Legge approvato oggi rifinanzia i contributi e le agevolazioni per quei cittadini che useranno ancora i mezzi pubblici per recarsi a lavoro o per motivi di studio nelle zone del cratere del sisma. In particolare, le tessere di trasporto pubblico "TPL emergenza terremoto" saranno valide fino a dicembre 2010.
Novità anche in materia di Confidi con l'approvazione (Idv astenuto, Pdc contro) della nuova legge organica.
«Si tratta di una riforma radicale del sistema regionale dei Confidi - ha spiegato in Aula il relatore Nicola Argirò (Pdl)- che cerca di risolverne gli aspetti piu' critici, soprattutto quelli legati al numero eccessivo e alla scarsa capitalizzazione di molti di essi».
Il progetto di Legge approvato prevede, tra l'altro, contributi alla fusione dei Confidi; il Programma di riparto dei contributi regionali in conto interessi; e la possibilità di istituire, presso l'Assessorato allo Sviluppo Economico, un fondo regionale per concessione di cogaranzie o controgaranzie ai Confidi.

27/07/2010 16.02

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ZUCCHERIFICIO, PETROLIO E ATER: GIORNATA INTENSA TRA APPROVAZIONI E BOCCIATURE


L'AQUILA. Un gruppo di sindacalisti Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno protestato questa mattina davanti a palazzo dell'Emiciclo sede del Consiglio regionale, dove è in programma una seduta dell'assemblea per riproporre la vicenda dello zuccherificio Sadam di Celano.
Lo stabilimento, in base al progetto di riconversione, dovrebbe abbinare una centrale a biomasse nel nucleo industriale di Avezzano alla consueta attività di trattamento dei prodotti orticoli nello stabilimento di Celano. «Siamo qui a manifestare - ha detto Feliceantonio Maurizi, segretario regionale aggiunto Fai-Cisl - per sollecitare la Regione e gli uffici affinché si esprimano sulla Valutazione d'impatto ambientale (Via) per la centrale a biomasse». Se non sarà realizzato il nuovo impianto marsicano, infatti, i circa 100 lavoratori resteranno in cassa integrazione guadagni, stato in cui versano addirittura dal 2006.
Il gruppo di lavoro del Cram (Consiglio regionale Abruzzesi nel Mondo) ha, invece, deliberato ufficialmente la stipula di polizze sanitarie a favore degli abruzzesi residenti in Venezuela e che abbiano momentanee difficoltà economiche.
La cifra stanziata, pari ad ottantamila euro, sarà affidata, per la individuazione degli aventi diritto, alla Fondazione Abruzzo Solidale e alle Federazioni degli Abruzzesi in Venezuela che opereranno di concerto fra loro e con l'assistenza dell'Ambasciata d'Italia a Caracas.
Lo scopo dell'intervento è quello di fornire aiuti per dotare gli emigrati abruzzesi di adeguate cure assitenziali, mediche e farmeceutiche.
Via libera dal Consiglio regionale anche alla risoluzione presentata dall'Italia dei Valori che prevede – secondo quanto stabilito dall'art. 121, secondo comma, della Costituzione – la presentazione di una proposta di legge nazionale alle Camere, finalizzata a vietare definitivamente in tutto il mare Adriatico la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi (petrolio).
La risoluzione prevede che l'iniziativa abruzzese venga proposta anche ai Consigli regionali di Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Molise e Puglia.
Il capogruppo Costantini ha offerto al Presidente del Consiglio regionale (del Pdl) Nazario Pagano, di apporre la prima firma sulla proposta di legge e di assumere, di conseguenza, un ruolo attivo nella interlocuzione con le altre Regioni dell'Adriatico.
E questa mattina, come annunciato nei giorni scorsi, al Consiglio si è presentato anche il movimento 'Mia Casa' per proporre la “Proposta di Legge ad hoc” per la ricostruzione del patrimonio abitativo pubblico colpito dall'evento sismico di 16 mesi fa.
Il comitato aveva chiesto ufficialmente al Consiglio regionale l'approvazione di un atto legislativo di indirizzo e di controllo prima delle imminenti ferie estive.
«Ancora una volta», ha commentato Pio Rapagnà, «la maggioranza e una buona fetta della opposizione, hanno fatto e continuano a fare orecchie da mercante, anche in occasione della seduta odierna, e la cosa si commenta da sé e riceverà una adeguata e forte risposta da parte di tutti gli inquilini Ater e comunali dell'Aquila e dei Comuni del cratere».

27/07/2010 16.38