Ambientalisti contro la legge "Colata" «per i talebani del cemento»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dieci movimenti e associazioni ambientaliste hanno denunciato oggi il tentativo di «colpo di mano pro-cemento» in corso presso il Consiglio Regionale per la discussione di un nuovo Testo Unico per l'Edilizia.


Wwf, Italia Nostra, Altura, Marelibero.net, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pronatura, Abruzzo Social Forum e Legambiente hanno ribattezzato la proposta di legge “Legge Colata” per la quantità di cemento che potrebbe definitivamente stravolgere il paesaggio e il territorio abruzzese.
«Un nuovo sacco edilizio» lo definiscono gli ambientalisti senza mezzi termini, «in una regione che ha una delle coste più cementificate d'Italia e che vede le sue aree collinari e interne trasformarsi in periferie e villettopoli prive di qualità».
Tante le criticità riscontrate dalle associazioni e denunciate. Una la richiesta principale: «sospendere l'iter e aprire un confronto».

ANTENNA, ELETTRODOTTI E GASDOTTI SELVAGGI

«Se passasse la legge», hanno spiegato le varie associazioni questa mattina, «nell'attuale formulazione la realizzazione di elettrodotti, antenne per la telefonia, gasdotti costituirebbero un'automatica modificazione dei piani regolatori. Quindi si tornerebbe ad “antenna selvaggia” anche dentro i centri storici senza alcuna possibilità di pianificare da parte delle amministrazioni comunali. E' una norma totalmente ingiustificata che tutela esclusivamente gli interessi dei grandi gruppi a discapito dei cittadini».
Problemi per i premi di cubature: «riprendendo il “modello Montesilvano” assurto alle cronache non tanto come città modello per l'edilizia, si propone un premio di cubatura del 20% per tutte le ristrutturazioni e nuove edificazioni, se si costruisce in classe energetica B».
«E' un regalo ai costruttori», hanno detto convinti gli ambientalisti.
Le norme sull'impermeabilizzazione dei suolo, «invece che contenerla», continua la disamina delle associazioni, «la esacerbano visto che prevede la possibilità di rendere impermeabile il 50% del lotto».
Ma la proposta parla anche di disposizione in materia di edilizia ecologica. Elementi insufficienti a parere delle associazioni: «alla fine, si limita a dire che la Giunta Regionale “può” adottare linee guida finalizzate a promuovere lo sviluppo sostenibile. Come “può”? Mentre le altre regioni hanno già stabilito protocolli operativi, come ad esempio, Itaca, che sono centrali nella programmazione edilizia, la Regione Abruzzo di fatto propone solo vuote parole senza affrontare la questione».

«UNA NORMA PRO ABUSIVISMO»


Wwf e altri denunciano anche una «norma pro abusivismo» e «pericolosissima» perchè secondo la proposta sarebbero essenziali le modifiche che porterebbero ad un incremento della superficie utile superiore del 10% di quella autorizzata.
«Si tratta di una percentuale altissima soprattutto perchè non pone limiti di superficie (ad esempio, la regione Emilia Romagna pone comunque un limite di 300 mq). Per un appartamento di 100 mq ciò si tramuta in un aumento di 9 mq. ma per un centro commerciale autorizzato per 10.000 mq si potrebbero costruirne altri 999 senza che ciò costituisca variazione essenziale rispetto al progetto».
«La norma», chiudono infine le associazioni, «prevede il condono perpetuo dei sottotetti ai fini abitativi. Quindi non solo si renderebbero legali i sottotetti abusivi nelle costruzioni già realizzate ma si autorizzerebbe anche l'utilizzo dei sottotetti nelle nuove costruzioni (che,
ricordiamo, non fanno volume)».
Tanti altri «codicilli», secondo le associazioni, contribuiscono a rendere «del tutto inaccettabile questa proposta di legge che premia a senso unico i talebani del cemento
e non le aziende e gli artigiani che vogliono puntare sulla qualità dell'edilizia».
Le associazioni chiedono l'immediata sospensione dell'iter della legge per consentire un approfondito confronto «che finora, probabilmente non a caso, è mancato del tutto. Lo Statuto regionale prevede la partecipazione dei cittadini e delle associazioni e riteniamo
che un testo unico di tale rilevanza debba essere discusso preventivamente, prima che vi siano conseguenze irreparabili sul territorio».

24/07/2010 14.01