La Cisl dichiara guerra sul Piano sanitario

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La dichiarazione di guerra che non ti aspetti: «la Cisl Fp sarà a fianco dei lavoratori, dei cittadini e dei sindaci che, in assenza del Consiglio Regionale, cercheranno di farsi valere nelle piazze».


L'attacco è contro il Piano sanitario ospedaliero, quello che taglia posti letto e chiude ospedali senza uno straccio di dibattito e senza aver predisposto sul territorio servizi sostitutivi per la domanda di sanità che rimane scoperta.
In modo molto soft e diplomatico, Vincenzo Traniello, segretario regionale Cisl Fp, mette in fila i motivi del contrasto e della contrarietà del suo sindacato verso il Piano per domandarsi provocatoriamente: chi comanda in Abruzzo?
La politica o i tecnici?
Inutili, dice Traniello, le richieste di confronto rivolte a Chiodi e Venturoni: «d'altra parte non ci meravigliamo – continua – se pensiamo che è stato bypassato anche il Consiglio regionale e che il Piano viene conosciuto solo per le anticipazioni on line di qualche giornalista».
Secondo la Cisl Fp «il problema principale non è tanto la chiusura o il ridimensionamento degli ospedali, considerato l'alto livello di costi, di inefficienza, di scarso e inappropriato utilizzo della miriade di strutture esistenti».
«Condividiamo il progetto di riorganizzazione secondo il modello delle “reti integrate” che impone la mobilità degli operatori», dice, «invece che dei cittadini-utenti, garantendo agli stessi la valorizzazione della professionalità ed il potenziamento dell'assistenza complessiva ed integrata. Però il Piano regionale crea solo la mobilità dei cittadini-utenti che non hanno alternative assistenziali sul territorio, essendo stati privati dei presidi esistenti».
Dunque, conclude Traniello, «il piano è frutto di una politica ragionieristica che abbatte i costi (anche se l'abbattimento è quasi ridicolo) e si ferma a realizzare solo il modello Hub che prevede la concentrazione dell'assistenza di maggiore complessità in centri di eccellenza (Hub), ma dimentica l'organizzazione del sistema dei centri periferici (Spoke) che non possono limitarsi alla riconversione dei piccoli ospedali, ma debbono contenere tutta la rete territoriale organizzata nei distretti socio sanitari, con tutti i servizi alternativi alla ospedalizzazione».
In realtà di queste iniziative si parla da anni, ma si rinviano sempre, i Pronto soccorso scoppiano, i reparti sono pieni di barelle e quindi i disagi dei cittadini e dei malati aumentano. Di qui la necessità di un confronto con i sindacati, «altrimenti sarà guerra».

COSTANTINI (IDV):«SUBITO UN CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO».

«Il presidente si è preso un anno o comunque molti mesi per produrre come commissario alla sanità un Piano molto contestato. Io», dichiara Carlo Costantini, Idv, «ho chiesto una settimana di tempo per i Consiglieri regionali al fine di poterlo leggere, integrare, bocciare, approvare, insomma discuterne. La richiesta è stata depositata».
Proteste non meno accese vengono anche dal consigliere regionale vastese Paolo Palomba (Idv), che è anche vicepresidente della Commissione sanità regionale. Pochi operatori per la Guardia medica turistica a Vasto e San Salvo e «a questo si aggiunge il Piano operativo dell'assessore Venturoni che prevede un pesante taglio dei posti letto. Che fine ha fatto la tanto sbandierata medicina del territorio? Avrebbe dovuto garantire un'assistenza articolata proprio in vista dei tagli agli ospedali, invece nulla. Il taglio dei 30 posti letto per acuti a Gissi – continua Palomba - e dei 70 all'Ospedale di Vasto senza attivare, ma anzi indebolendo i pochi presidi territoriali, si traduce con la negazione del diritto all'assistenza sanitaria
efficace ed efficiente. A Vasto abbiamo un ospedale nel centro cittadino, che ormai non è più in grado di accogliere i malati e neppure i loro cari, mancando anche un parcheggio adeguato. La risposta dell'assessore? In quattro anni faremo il nuovo ospedale. Dopo oltre un anno dalla promessa la situazione non solo non è cambiata, ma sta peggiorando per i tagli senza un minimo di programmazione».

21/07/2010 8.55

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