Legambiente: «in Abruzzo stravolgimento del paesaggio costiero»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «L’Abruzzo rappresenta dal punto di vista del consumo di suolo un caso emblematico».




Con queste parole si apre nel dossier “Un'alta casa” il paragrafo dedicato alla “regione verde d'Europa”.
Perché, si legge nel dossier – se i dati relativi al consumo di suolo nella regione parlano di una superficie artificiale, edilizia residenziale, commerciale ed industriale, pari a circa il 3,4% dell'intera superficie, nella realtà lo stravolgimento del paesaggio costiero realizzato dall'urbanizzazione ha creato una vera e propria barriera tra la Regione e il mare Adriatico. Apparentemente un dato basso, ma legato alla presenza dei massicci montuosi che rappresentano il 65,1% della Regione, mentre le aree di pianura, quelle più adatte alle costruzioni, sono appena l'1%.
Inoltre, solo 10 anni fa, secondo i dati di ISPRA le aree artificiali abruzzesi erano il 2,49%, con un incremento in valori assoluti al 2006 di oltre 7 km², arrivando così al 2,56% della superficie totale. Proprio tra il 1995 ed il 2006 si è costruito in maniera ancora più intensiva sulla costa abruzzese ed in generale nella Regione; basta pensare che sono stati concessi permessi di costruire, tra tutte le destinazioni d'uso, per 17,5 milioni di metri quadrati. È importante notare come l'ultimo aggiornamento ISTAT sulla superficie edificata mostri un aumento della stessa di quasi 7% rispetto alla superficie edificata del 2001, quindi dati ancor più allarmanti, mentre contemporaneamente la popolazione residente è aumentata solo del 5,5%.

«Se si vuole uscire dalla crisi economica, bisogna mettere in campo nuove idee e politiche per i centri urbani – commenta Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo – e sostituire al modello di sviluppo centrato sul mattone, che caratterizza l'Italia, un altro più moderno e attento all'innovazione energetica e tecnologica, che abbia al centro il recupero del patrimonio edilizio, fermi il consumo di suolo e dia risposta alla domanda abitativa».
Tra i fenomeni più rilevanti e drammatici prodotti da questi anni di urbanizzazione, c'è anche la crescita dissennata di seconde case sulle aree costiere e, in generale, nei territori più belli e sensibili dell'Italia. Un fenomeno che non risparmia l'Abruzzo: le costruzioni lungo la costa abruzzese vengono descritte nel dossier come un vero e proprio muro di cemento costruito in pochi anni che, prendendo in considerazione anche i progetti in corso, in breve tempo rischia di trasformarsi nella cementificazione dell'intera costa.

22/07/2010 15.58