Eolico: giovedì 4 megaimpianti al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Pale alte 150 metri a Gioia dei Marsi, Scoppito, Fallo e Celenza sul Trigno/Torrebruna. Allarme Di Wwf e Lipu: «il Comitato Via deve bocciare questi progetti».


Quattro nuovi progetti per la realizzazione di enormi impianti eolici industriali saranno al vaglio del Comitato Valutazione di Impatto  Ambientale della Regione Abruzzo nella seduta che si terrà giovedì prossimo.
Si tratta di interventi che prevedono la realizzazione di pali alti fino a 150 metri dal suolo che trasformeranno per decenni enormi aree dell'Abruzzo interno e, in particolare, Gioia dei Marsi e Scoppito in provincia di L'Aquila e Celenza sul Trigno/Torrebruna e Fallo in provincia di Chieti.
«Gli impianti eolici», spiega Stefano Allavena, delegato regionale della Lega Italiana Protezione Uccelli, «possono avere un impatto ambientale molto consistente se realizzati in aree delicate dal punto di vista ambientale e naturalistico a causa degli sbancamenti per la realizzazione delle strade di accesso e dei plinti di cemento armato e a causa dell'impatto di uccelli e pipistrelli contro le pale».
Quello di Gioia dei Marsi, ad esempio, è praticamente al confine con il Parco d'Abruzzo e in un'area di valore per l'Orso bruno marsicano.
«A livello scientifico internazionale», continua Allevana, «sono ormai numerose le pubblicazioni che testimoniano come per alcune specie la mortalità da eolico sia del tutto insostenibile. Questi quattro progetti andrebbero ad occupare aree di pregio paesaggistico ed ambientale, territori di caccia di specie rare quali Aquila reale, Nibbio reale, Nibbio bruno e Grifone. Questi impianti, che trasformano il territorio in aree industriali a tutti gli effetti, vengono localizzati in aree economicamente marginali ma di alto valore naturalistico invece che essere concentrati in territori già fortemente antropizzati».
La Lipu chiede quindi al Comitato Via di bocciare questi progetti e alla Regione Abruzzo di varare delle linee guida per la realizzazione degli studi di impatto ambientale secondo gli standard internazionali.
Dichiara Camilla Crisante, presidente del Wwf Abruzzo «il comitato Via della Regione per l'ennesima volta», commenta Camilla Crisante, presidente del Wwf, «si troverà a giudicare questi grandi impianti senza avere informazioni di base sulla fauna, se non quelle,molto parziali, fornite dagli stessi proponenti dei progetti. Gli studi vengono fatti senza gli approfondimenti richiesti, ad esempio, nelle linee guida degli scienziati afferenti a Eurobats, l'accordo per la tutela dei pipistrelli a cui anche lo Stato Italiano ha aderito».
Da oltre un anno il Wwf ha chiesto per iscritto alla Regione di conoscere i dati relativi alle specie per le quali in tutti gli altri paesi europei ricercatori ed enti pubblici hanno accertato una mortalità da eolico, come Nibbio reale e Aquila reale.
«Non abbiamo ottenuto risposta», assicura Crisante, «neanche per avere i dati degli studi prescritti dalla Regione per  impianti che la stessa regione approvò anni fa. E' un modo di procedere che non rispetta le normative comunitarie poste a tutela della fauna e gli obblighi di monitoraggio».

20/07/10 16.40

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