Tagli del Governo alle Regioni: «si rischia la paralisi»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Non saranno rivisti i saldi della manovra e i tagli previsti nei confronti degli enti locali rimangono inalterati.
È la posizione che il governo ha illustrato ai Presidenti delle regioni che stamane sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
In sostanza, sono cadute nelle nulla le richieste degli enti locali e delle Regioni che avevano invocato un incontro con il governo per ridurre i tagli previsti nella manovra economica in discussione e approvazione in Parlamento.
Il nulla di fatto da parte del governo ha portato il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, a parlare di «conflitto istituzionale» e a confermare l'intenzione di rimettere nelle mani del governo le deleghe trasferite alle Regioni dalla riforma Bassanini.
La circostanza è stata confermata anche dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, presente all'incontro di Palazzo Chigi.
«Siamo sempre più convinti che l'unica soluzione attuabile sia questa – ha confermato Chiodi al termine della riunione -. Il governo sa benissimo che con i tagli previsti in finanziaria le Regioni non sono in grado di operare amministrativamente su alcune materie importanti come i trasporti e le politiche di sostegno alla famiglia e alle imprese, tanto per fare qualche esempio».
In termini finanziari, le deleghe che le Regioni vogliono riconsegnare pesano per poco più di 3 miliardi di euro di trasferimenti a fronte dei 4 miliardi 350 milioni che lo Stato vuole tagliare a partire dal 2011.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, non ha esitato a giudicare «negativa» la riunione di ieri con il governo «in quanto non c'è stata nessuna apertura verso il sistema delle regioni; non è stato concesso neppure lo slittamento di qualche giorno dell'approvazione della manovra. Anzi – ha rivelato Chiodi – di fronte a questa richiesta il ministro Tremonti ha detto che in caso di rinvio il nostro debito pubblico sarebbe sotto scacco di speculazioni finanziarie e di attacchi pericolosi per l'intero sistema Paese già da lunedì».
«Nel corso della riunione - ha spiegato Chiodi - abbiamo cercato di dimostrare che i dati che arrivano dall'Istat confermano che è stato lo Stato negli ultimi anni ad incrementare l'indebitamento generale. Naturalmente le regioni sono consapevoli che hanno delle responsabilità a cui far fronte, in questo senso il ministro Tremonti ci ha ricordato il nodo sanità che sta interessando diverse regioni del centro-sud, ma proprio per questo noi siamo pronti a fare la nostra parte, così come siamo pronti ad istituire una commissione paritetica governo-regioni che individui l'origine e la natura degli sprechi. Berlusconi questo lo ha accettato ed è stata l'unica cosa concessa. L'unica certezza, invece, - ha concluso Chiodi - è che dal 2011, rimanendo così la situazione, le regioni non saranno in grado di assicurare alcuni importanti servizi, come il trasporto pubblico sul quale dovremmo fare delle pesanti riduzioni e le politiche di sostengo alle imprese».

10/07/2010 8.49