Sanitopoli. La Regione targata Chiodi grazia Masciarelli e Domenici

Alessandro Biancardi

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Sanitopoli. La Regione targata Chiodi grazia Masciarelli e Domenici
ABRUZZO. O una imperdonabile svista o un ordine di scuderia superiore che non si può che eseguire. Il risultato è sempre spiacevole per il governatore della Regione, Giovanni Chiodi, il primo ad avere un contatto così diretto e assiduo con il capo del governo. * TUTTI GLI INDAGATI   * TUTTI I CAPI DI IMPUTAZIONE  * LE PARTI CIVILI ED I SEQUESTRI CONSERVATIVI AUTORIZZATI
Il primo ad avere accentrati su di sè i poteri straordinari di due commissariamenti, terremoto e sanità.
Ora Chiodi dovrà spiegare alla regione tutta (e non solo ai suoi elettori) per quale ragione nel maxi processo -meglio noto come Sanitopoli- l'amministrazione regionale e le Asl occupate dal centrodestra si sono costituite parti civili ma non hanno inteso chiedere i danni a due indagati eccellenti: Giancarlo Masciarelli e Vito Domenici.
Nell'ordinanza del gup Angelo Zaccagnini, molto precisa nell'elenco che riporta analiticamente gli imputati verso i quali si procederà con il sequestro conservativo, i nomi dell'ex presidente della Fira e dell'ex assessore alla sanità e alle attività produttive non ci sono.
Non perchè il giudice abbia rigettato per loro il provvedimento conservativo ma perchè la Regione e le Asl non lo hanno chiesto affatto.
Una svista?
Se è così il presidente Chiodi dovrebbe operare seduta stante una dozzina di defenestrazioni che si imporrebbero per la vergogna e per evidentissime ragioni di opportunità perchè tali dimenticanze non possono scivolare via come se nulla fosse in eventi di tale portata e di tale gravità.
Se Regione e Asl, invece, congiuntamente, non hanno voluto chiedere il sequestro ai danni di Masciarelli e Domenici per un ordine di scuderia, magari superiore, magari direttamente giunto da Roma, per, diciamo, spirito di protezione, bhe allora la questione è di gran lunga più grave ed in questo caso dovrebbe essere l'intera giunta a dimettersi per l'ennesima evidenza probatoria di manovre sempre più spericolate e sempre meno giustificabili.
E' appena il caso di ricordare che le parti civili si costituiscono in giudizio perchè il giudice certifica che esse hanno subito un danno.
Con il sequestro conservativo si congelano i beni degli imputati al fine di evitare la dispersione e per rifondere i danneggiati.
In questo caso parliamo di corruzione per cifre stratosferiche (tanto che il gup preventiva un danno che si aggira sui 50 milioni), danno patito dalle pubbliche amministrazioni a causa di provvedimenti di cui scontiamo l'insanità ancora oggi, come la certificazione dei debiti delle cliniche private che all'epoca servì da base per lanciare le cartolarizzazioni.
Operazioni finanziarie che hanno creato un debito permanente di centinaia di milioni a carico della Regione ed ingigantito lo stesso debito sanitario per oltre trenta anni. Operazioni viziate da reati.
Se così stanno le cose, Vito Domenico e Giancarlo Masciarelli non sono in questo scenario nè comparse nè meteore. A loro nulla viene chiesto mentre il discorso cambia per l'ex governatore della Regione, Giovanni Pace, segno che per lui una stagione è passata.


VITO DOMENICI

E' stato assessore alla sanità e poi alle attività produttive. Si deve a lui la prepotente ascesa di Masciarelli che lui impose alla Fira nonostante alcuni pareri negativi e contrari. Mentre era assessore si consumavano gli illeciti legati alla distribuzione pilotata di milioni di euro di fondi Docup proprio per mezzo della Fira. Intanto era già partita la prima cartolarizzazione voluta da Domenici e portata avanti dal suo braccio destro Masciarelli. L'ex assessore Pdl non ha mai fatto autocritica, anzi ha sempre confermato che con la Fira si è lavorato molto bene.
Tra il 2003 ed il 2005 Domenici aveva il pieno controllo della sanità «grazie all'accentramento dei poteri in capo a Masciarelli ed agli uomini Fira, alla sistematica sottrazione di poteri, funzioni, competenze ed informazioni agli uffici ed ai funzionari della direzione regionale sanità, delle Asl e dell'avvocatura regionale», scriveva il gip nell'ordinanza di arresto sulla sanità.
Verità già emerse dopo l'inchiesta sulla Fira, un progetto criminale ben preciso che vedeva la politica solo come strumento per giungere "in posizione" e poter iniziare a muovere le leve del comando.
Secondo il magistrato, Domenici e Masciarelli «promuovevano nell'ottobre 2003 e costituivano insieme al governatore Pace, l'ex vicepresidente della Fira e genero di Pace, Vincenzo Trozzi, e l'avvocato romano Pietro Anello, un'associazione per delinquere finalizzata a deviare e condizionare illegalmente l'attività amministrativa e negoziale della Regione Abruzzo».
Di questa prima associazione per delinquere ai tempi del centrodestra avrebbero fatto parte, secondo gli inquirenti, anche l'ex direttore generale della Asl di Chieti, Luigi Conga, il dirigente del Servizio Assistenza Ospedaliera pubblica e privata della Direzione Sanità Regione Abruzzo, Pierluigi Cosenza, l'imprenditore della sanità, Vincenzo Angelini, e Antonio Boschetti, all'epoca avvocato della Asl di Chieti.
Masciarelli e Domenici, in particolare, «si avvalevano di minacce e ritorsioni, isolando e rimuovendo pubblici funzionari non accomodanti e rispettosi della legalità, ed attraverso l'arruolamento nel sodalizio di funzionari e dirigenti (in primis Pierluigi Cosenza, funzionario della Regione, e Conga direttore generale della Asl) ed altre persone (Romano quale dirigente dell'Ufficio Unico degli Acquisti della direzione sanità della Regione, Anello e Boschetti con i propri pareri e con le proprie consulenze legali di comodo), ciascuna con il compito di concorrere al compimento da parte dei pubblici ufficiali del settore sanità della Regione Abruzzo e della Asl di Chieti di atti in violazione di legge, in modo da gestire i rapporti con le case di cura private esautorando gli uffici della direzione sanità e le Asl».

GIANCARLO MASCIARELLI

Il gip Maria Michela Di Fine, nell'ordinanza di arresto del 14 luglio 2008, non è tenera nei confronti di quello che viene definito il “Conte di Cavour” e si esprime in questi termini: «il fatto singolare che, nonostante la vicenda giudiziaria della Fira, Masciarelli, per come documentato dalle intercettazioni telefoniche, è nuovamente inserito nel tessuto economico ed affaristico della sanità abruzzese, continuando ad esplicare, avvalendosi dei suoi più stretti collaboratori transitati dalla Fira, attività attraverso società ad esso riconducibili (Operattiva e Tel'E') nonché svolgendo attività di consulenza in favore di Enrico Vittorini, imprenditore della sanità aquilana, procuratore della casa di cura Villa Letizia, e comunque continuando a mantenere rapporti con personaggi della politica locale e nazionale anche nel settore della sanità».
«Le intercettazioni telefoniche documentano, infatti, un proficuo rapporto tra Masciarelli e Vittorini che insieme sono attenti alle vicende della Sanatrix dell'Aquila –clinica di Angelini- e sarebbero stati pronti ad approfittare del tracollo economico di questa società».
«Dalle intercettazioni telefoniche», scrive ancora il gip, «inoltre emergono stretti rapporti di Masciarelli con l'imprenditoria locale, con persone legate al mondo bancario, con i quali si stanno avviando intese per la cartolarizzazione dei crediti delle attività di Vittorini, rimanendo, dunque, punto di riferimento per tale tipo di attività, con la quale sono stati perpetrati i maggiori abusi».
Per questo e per il concreto pericolo di reiterazione dei reati e il gip decise per gli arresti domiciliari anche perché era proprio lui, secondo l'accusa, il punto di unione tra vecchia e nuova gestione amministrativa.
Masciarelli che tratta per la prima cartolarizzazione direttamente a Roma con Domenici o cerca sponde per presunti finanziamenti mai arrivati per l'ex pastificio Delverde, Masciarelli che tratta al tavolo del ministro del governo Prodi quando in Abruzzo c'è Del Turco e si pensa alla seconda cartolarizzazione.

LA NUOVA VITA DI MASCIARELLI


Ed è tanto vero che dopo gli arresti Masciarelli ha continuato ad essere iperattivo, anzi trovando una seconda giovinezza e discreta fortuna in attività in giro per il mondo e collaborando con grossi gruppi imprenditoriali legatissimi al Pdl, quello dei vertici, e magari anche a quello troppo vicino alla [url=http://www.primadanoi.it/notizie/27435-La-fortuna-della-cricca-in-Abruzzo-prima-e-dopo-il-terremoto]"cricca"[/url].
E' un fatto che Masciarelli abbia prestato consulenza ad alcuni gruppi impegnati nella ricostruzione aquilana, incarichi ricevuti per le qualità di grande lobbista e multiforme tecnico che indubbiamente gli sono proprie.
“Un piccolo genio” lo definisce il suo amico ed ex avvocato, il senatore in rotta con il Pdl, Carlo Taormina, ma anche in contatto con Marcello Dell'Utri, recentemente condannato in secondo grado per associazione mafiosa o Denis Verdini, impegnato a sbrogliare guai giudiziari derivanti da amicizie spregiudicate.
E tocca ancora una volta ricordare come a Masciarelli venga attribuito un esplosivo dossier sulla propaggine abruzzese della cricca impadronitasi del Pdl dal 2000 ad oggi. Un dossier che nessuno ha mai visto e che potrebbe però spiegare molte cose.
Nonostante gli scandali e gli anni che passano un Masciarelli serve sempre e questa volta il governatore della meritocrazia visionaria ha voluto crearci un dubbio di più, una nuova ed incredibile coincidenza, una inspiegabile certezza di come vadano le cose, che ci si chiami Del Turco o Chiodi.
Dunque, svista o ordine di scuderia?

Alessandro Biancardi 08/07/2010 8.23

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LE PARTI CIVILI ED I SEQUESTRI CONSERVATIVI AUTORIZZATI

Dopo aver chiarito che non vi è incompetenza per stabilire se accettare o meno le richieste delle parti civili, il gup Angelo Zaccagnini, riconosce come parti civili la Regione Abruzzo e le quattro Asl.
Nella penultima pagina della ordinanza di ieri autorizza un sequestro fino alla somma di 30 milioni di euro a favore degli enti pubblici citati a carico di Pietro Anello, Vincenzo Angelini, Sabatino Aracu, Luigi Conga, Pierluigi Cosenza, in quanto chiamati a rispondere, tra l'altro, dei delitti di truffa aggravata.
Sequestro conservativo per un valore di 5 milioni di euro sempre a favore della Regione e Asl a carico anche della prima e seconda associazione a delinquere: Angelo Bucciarelli, Camillo Cesarone, Giordano Cerigoni, Ottaviano Del Turco, Giovanni Pace, Lamberto Quarta, Vincenzo Trozzi e Gianluca Zelli.
Tra le richieste di Regione e Asl come detto non figurano né Masciarelli né Domenici.
Anche Angelini è stato riconosciuto parte civile e dunque persona offesa in quanto vittima di concussione (cioè obbligato e costretto a pagare).
Il giudice ha riconosciuto un sequestro del valore di 15 milioni di euro a carico di Sabatino Aracu, Antonio Boschetti, Angelo Bucciarelli, Camillo Cesarone, Luigi Conga, Ottaviano Del turco, Vito Domenici, Giancarlo Masciarelli, Bernardo Mazzocca, Giovanni Pace, Lamberto Quarta, Vincenzo Trozzi.

08/07/2010 8.32