Microcredito, altro imprenditore deluso: «faremo ricorso»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2852

ABRUZZO. Microcredito e nuove opportunità di sviluppo per piccoli imprenditori: i proclami fatti dalla Regione in occasione del lancio del bando non si starebbero concretizzando.


Nei giorni scorsi aveva raccontato la disavventura di Gaetano Di Giovanni, un piccolo imprenditore abruzzese, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera anche al vice presidente Alfredo Castiglione, promotore dell'iniziativa in qualità di assessore regionale allo Sviluppo Economico.
Di Giovanni aveva parlato della sua vicenda spiegando di non essere riuscito ad ottenere il microcredito in quanto non disponeva di garanzie.
Una cosa molto comune per chi decide di chiedere un prestito in banca, ma una eventualità che non si sarebbe dovuta verificare in questo caso proprio perchè la Regione aveva chiaramente detto che l'iniziativa era destinata «a chi può dare soltanto garanzie personali come l'impegno, la passione e la voglia di mettersi in gioco».
Un errore degli istituti di credito, nel caso di Di Giovanni? Un errore della Regione che forse si era sbilanciata eccessivamente in occasione del lancio dell'iniziativa? Un unico caso isolato?
E' difficile dirlo anche perchè dalla Regione non sono arrivate risposte e chiarimenti.
E' arrivata però in redazione una nuova testimonianza che conferma in toto l'incidente raccontato dal primo imprenditore. Anche questa volta, a fronte di una domanda predisposta regolarmente è arrivata una risposta negativa per mancanza di garanzie.
«La stessa identica cosa è successa anche a mia figlia», scrive un lettore: «la banca ha bocciato la pratica, ponendo fine a tutti i buoni propositi di chi in Regione aveva sponsorizzato l'iniziativa, definendola un progetto per ridare slancio a piccoli imprenditori in attesa di trasformare quella somma in servizi ai propri clienti e di conseguenza in incrementi di fatturato. Tutte balle».
Anche in questo caso, in pratica, per ottenere credito l'imprenditrice avrebbe dovuto dimostrare di avere una copertura.
«Siamo stanchi delle banche che in modo "asettico" giudicano e pongono fine ad iniziative che fanno parte del tessuto sociale Abruzzese», denuncia il lettore che annuncia che farò ricorso alla bocciatura della pratica».
Anche perchè i proclami iniziali erano ben diversi.
La speranza dei delusi adesso è che si possa formare un gruppo di imprenditori «che facciano fronte comune per rivendicare un qualcosa che molto probabilmente ci è stato estorto».

08/07/2010 10.00