Sciopero magistrati, in Abruzzo aderisce il 64%

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1726

ABRUZZO. Astensione dei magistrati dalle attività giudiziarie quest'oggi anche in Abruzzo per esprimere le ragioni di critica e di dissenso nei confronti della manovra economica approvata dal Governo.

Hanno aderito allo sciopero 105 magistrati su 163 presenti in pianta organica, pari al 64%.
«I magistrati aderenti all'astensione», ha spiegato il presidente della Giunta distrettuale, Giampiero Di Florio, «si sono impegnati nel ridurre al minimo i disagi dei cittadini, rispettando il rigoroso codice di autoregolamentazione della categoria, garantendo la trattazione dei processi con imputati detenuti e di tutti i processi urgenti civili e penali».
La forte presa di posizione assunta dalla magistratura «è stata resa necessaria», ha spiegato ancora Di Florio, «per rappresentare all'opinione pubblica le gravi iniquità contenute nella manovra che paralizza l'intero sistema giudiziario, scredita e mortifica il personale amministrativo, svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l'indipendenza e l'autonomia della magistratura».
Le toghe questa mattina hanno garantito i servizi essenziali: nel settore civile, in particolare, il divieto di astensione è limitata ai processi relativi ai licenziamenti e ai procedimenti sommari di natura cautelare, inclusi quelli previsti dalle leggi speciali in tema di repressione delle condotte antisindacali e discriminatorie.
Per quanto riguarda il penale, lo sciopero non tocca i procedimenti con imputati detenuti, quelli per reati prossimi alla prescrizione, e il compimento di atti urgenti.
I magistrati di sorveglianza devono invece trattare in ogni caso quei procedimenti relativi a condannati in fase di sospensione dell'esecuzione della pena e attività non aventi carattere processuale.
Completamente paralizzato, tuttavia, oggi il tribunale di Avezzano. La totalità dei magistrati del tribunale e della Procura di Avezzano, ad accezione dei rispettivi presidenti, ha aderito in massa alla giornata di mobilitazione.
A Pescara alcune udienze si sono tenute ma senza i pm titolari.
E questa mattina il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ha giudicato eccessiva la reazione delle toghe ai tagli.
«Mi auguro», ha commentato, «la ripresa delle trattative e un modo più moderato di reagire rispetto a un intervento che riguarda tutti i ceti sociali, soprattutto quelli con trattamento economico molto modesto». Secondo Mancino, dunque, «la cosa migliore è ripristinare le regole del dialogo, a partire dal ministro guardasigilli». Lo sciopero, ha osservato ancora il vice presidente, «è un diritto e nessuno può comprimerlo, ma serve prudenza. Non posso dire di aderire, non sono un magistrato, ci sono preoccupazioni e perplessità ma servono prudenza e accortezza».

01/07/2010 15.42