Microcredito: «un prestito qualunque», la delusione di un imprenditore

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Contestato il bando del "Microcredito" promosso dalla Regione Abruzzo per le piccolo imprese con volume d'affari inferiore ai 15.000 euro e che non hanno garanzie da offrire.


Una buona opportunità per chi vuole crescere ma non ha garanzie da offrire. Ma nella realtà dei fatti c'è chi si è scontrato con una cocente delusione.
La storia la racconta Gaetano Di Giovanni, un piccolo imprenditore abruzzese, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera anche al vice presidente Alfredo Castiglione, promotore dell'iniziativa in qualità di assessore regionale allo Sviluppo Economico.
Di Giovanni nelle scorse settimane ha deciso di aderire con entusiasmo al programma di Microcredito ma ha dovuto rinunciarvi ben presto.
«Il 7 giugno scorso», racconta, «ho inviato la domanda alla Fira e contestualmente a una filiale Bls che in quel momento era l'unica banca ad aver aderito al progetto».
Il giorno 15 arriva una telefonata proprio dall'Istituto di Credito: «scopro così che la Fira ha accettato la mia domanda e come da accordi il giorno 23 giugno mi reco da loro dove mi viene richiesto un secondo firmatario contrariamente allo spirito del bando che parla di "soggetti non bancabili". Mi permetto di ricordare anche una frase detta da Castiglione, ovvero che la Regione intendeva dare un ''segnale per trasformare la negatività in positività e consentire di ottenere piccole somme di danaro a chi può dare soltanto garanzie personali come l'impegno, la passione e la voglia di mettersi in gioco''».
Ma dalla banca la pensano diversamente: «mi è stato risposto che non avendo mai avuto rapporti con il sottoscritto c'era bisogno di un garante e di rivolgermi a un altra banca con la quale avevo già avuto rapporti precedenti».
Così Di Giovanni va alla Carispaq che nel contempo è entrata tra le banche aderenti: «nonostante io abbia un conto corrente con loro da anni la risposta è stata la medesima della Bls».
«Mi chiedo», commenta amareggiato oggi il piccolo imprenditore, «come sia possibile promuovere un bando diretto a chi non ha garanzie» in collaborazione con banche «che queste garanzie le vogliono. Se io avessi potuto offrire delle garanzie», continua l'imprenditore, «avrei chiesto un prestito già da tempo per acquistare attrezzature che sono indispensabili per dare maggiore competitività alla mia piccola azienda: ogni giorno mi vengono richiesti servizi dai miei clienti che non posso offrire per mancanza di queste attrezzature».
Di Microcredito si è parlato ieri anche al convegno "La Microfinanza in Italia: scelte e prospettive" che si è svolto nella Sala Mercede della Camera.
«C'è bisogno di progetti reali ed efficaci per riportare la persona al centro del meccanismo economico al fine di una ripresa globale che inizi dal basso e che ridia dignità alle persone in difficoltà», ha commentato il deputato dell'Idv Augusto Di Stanislao. «In questo scenario il Microcredito può divenire il principale  strumento di rilancio dell'economia italiana e di lotta alla povertà e all'esclusione sociale».
01/07/10 12.29

RADICA (PD): «LA NORMA VA CAMBIATA»

«Già qualche settimana fa», commenta il consigliere provinciale di Chieti, Angelo Radica, «avevo stigmatizzato l'inefficace e sbagliata politica del credito messa in atto dalla Regione Abruzzo per mezzo della Fira. Credo che ci sia qualcosa che non va. Non si aiutano così i disoccupati, i professionisti e i piccoli imprenditori in difficoltà (fatturato anno 2009 inferiore a 15.000,00€). Credo che la norma vada modificata», continua Radica. «In tempi di grave crisi per il lavoro non ci possiamo permettere di creare illusioni e di non utilizzare efficacemente circa un milione di Euro (dotazione finanziaria del bando)».

02/07/10 16.10