Un piano interregionale per monitorare e salvaguardare l'orso marsicano

Alessandro Biancardi

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Un piano interregionale per monitorare e salvaguardare l'orso marsicano
Un protocollo d'intesa per la redazione di un piano d'azione interregionale rivolto al monitoraggio, alla conservazione ed alla gestione della popolazione dell'orso bruno marsicano.
E' l'obiettivo di un percorso avviato questa mattina, a Pescara, nella sede della Regione, nel corso di un incontro convocato dall'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, ed al quale hanno preso parte, tra gli altri, il dirigente del Ministero dell'Ambiente, Pierluigi Fiorentino, il presidente dell'Istituto nazionale per la fauna selavatica, Giuseppe Di Croce, ed il direttore regionale del settore, Antonio Sorgi.
«L'orso marsicano non è solo l'emblema del Parco Nazionale ma è anche il simbolo del nostro territorio. Non a caso» ha affermato Caramanico «il Ministero dell'Ambiente ha individuato la Regione Abruzzo come soggetto coordinatore di tutte le attività previste dal Piano d'azione. Ora si tratta di mettere in rete tutte gli studi, le ricerche, le esperienze e le iniziative legate alla salvaguardia di questa specie faunistica» ha proseguito «ed intraprendere una strategia comune. Ma per fare questo occorre il coinvolgimento di tutti i principali attori interessati alla tutela dell'orso marsicano e quindi, Ministero e Regione Abruzzo a parte, i Parchi, sei Provincie, l'Università La Sapienza di Roma, che è partner del progetto, il Corpo Forestale dello Stato, le Regioni Lazio e Molise e l'Istituto nazionale per la Fauna selvatica che è la struttura di riferimento scientifico».
Per arrivare alla formulazione definitiva del Piano d'azione occorreranno 14 mesi. Intanto, verranno attivati un tavolo tecnico ed una segreria organizzativa che fungerà da punto di raccolta della documentazione e delle attività di carattere tecnico. Già nel primo mese di lavoro è prevista la definizione del programma del Piano mentre il passaggio alla Conferenza unificata Stato-Regioni seguirà una verifica effettuata da parte delle associazioni di categoria, a vario titolo, interessate dall'iniziativa.
Alla fine è prevista l'approvazione del protocollo con il decreto del Ministro dell'Ambiente. Secondo il dirigente del Ministero dell'Ambiente, Pierluigi Fiorentino, «questo piano d'azione nazionale presenta requisiti altamente innovativi perchè viene adottato per la prima volta per la salvaguardia di una spece faunistica» e terrà anche in considerazione diverse problematiche tra cui «lo sfruttamento dei boschi, i risvolti di carattere turistico, le produzioni agricole, l'impatto della caccia ed il tema delle compensazioni economiche».
16/03/2006 16.10