Cgil, in 10 mila in corteo a L'Aquila: «tutte balle, la crisi non è finita»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3122

L'AQUILA. Più di diecimila persone, secondo le prime valutazioni delle forze dell'ordine, hanno risposto all'appello della Cgil che ha promosso per oggi una mobilitazione generale per le vie del capoluogo di regione.

La città per la seconda volta in pochi giorni è teatro di una imponente manifestazione e dimostra ancora una volta l'ottima risposta di partecipanti.
Una adesione molto elevate in tutta Italia che si è mostrata più prepotente che mai anche nel settore trasporti. A Roma la linea A della metropolitana chiusa e circa il 50% dei bus non ha circolato. Anche a Napoli ferma la linea della metro, stop al 50% dei bus e ferme le attività al porto.
E L'Aquila ha fatto sentire anche oggi la propria voce colorandosi con bandiere rosse, percussioni artigianali, e altoparlanti per trasmettere vecchie canzoni da battaglia.
Lavoratori giunti da tutto l'Abruzzo si sono ritrovati davanti al piazzale della Stazione per animare un corteo attraverso via XX Settembre, verso il centro storico, per raggiungere poi piazza Duomo dove é in programma il comizio conclusivo.
Tamburi e slogan a ricordare le principali vertenze regionali, dalla sanità alla crisi industriale e tutto il comparto metalmeccanico.
«La situazione all'Aquila è delicata», ha dichiarato il segretario regionale Maurizio Landini parlando di ritardi da parte degli interventi del governo in favore della ripesa del sistema economico e della ricostruzione.
In corteo, a cui partecipa anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, c'é anche una delegazione da Pomigliano d'arco e un gruppo dell'assemblea cittadina.
«E' da tempo che diciamo con chiarezza che sono tutte balle quelle che raccontano, che non siamo fuori dalla crisi», ha continuato Landini. «Noi non accettiamo di ridurre i diritti, perchè questa e' un'idea di uscita dalla crisi che fa arretrare il paese. Il senso dello sciopero di oggi e' quello di ribadire la necessita' di una politica industriale degna di questo nome».
Per Landini è necessario anche sostenere i consumi, difficile pensare di uscire da questa situazione se non c'è una ridistribuzione della ricchezza a favore del lavoro e dei pensionati: «siamo di fronte ad un'evasione fiscale scandalosa, siamo di fronte al fatto che migliaia di giovani precari non hanno alcun ammortizzatore sociale, centinaia di migliaia di persone non solo sono senza lavoro, ma anche senza alcun sostegno».
La Cgil chiede un cambiamento delle politiche del governo e un cambiamento delle politiche di Confindustria «che di fatto non sta difendendo il sistema industriale e in più sta attaccando i diritti dei lavoratori. Cosi' non si va da nessuna parte»
Tra i manifestanti anche l'Unione degli Studenti e Link-Coordinamento. Gli studenti sono profondamente toccati da questa manovra ingiusta e iniqua che - osservano le due associazioni studentesche in una nota - penalizza solo le fasce più deboli.
«Con le manifestazioni di oggi», hanno spiegato le rappresentanze studentesche, «vogliamo anche denunciare la grave situazione che vivremo il prossimo anno scolastico e accademico: sulle scuole si abbatterà un riordino che mira al taglio di ore e docenti al fine di fare cassa, mentre sulle università, già economicamente al collasso - concludono - incombe il ddl Gelmini che sarà il colpo definitivo per la distruzione del sistema universitario pubblico».

25/06/2010 15.10