Comunità Montane, domani la protesta dei sindaci: «non ci sono soldi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3315

ABRUZZO. E’ un grido accorato quello lanciato dal presidente della Comunità Montana del Gran Sasso Zona “0” di Tossicia Alfredo Di Varano.


Di Varano si appella alla Regione affinché decida «bene e in fretta sul destino delle Comunità Montane».
Ad oggi la Regione non ha ancora comunicato la ripartizione dei fondi stanziati in favore di questi enti, «fondi che comunque risultano essere insufficienti», assicura il presidente, «per almeno un 50%, rispetto al necessario per il pagamento di stipendi e spese di funzionamento degli uffici». Ciò comporterà il blocco dei servizi forniti soprattutto ai piccoli Comuni dell'entroterra teramano «e tra questi quelli essenziali all'assistenza della popolazione anziana e delle persone diversamente abili».
In relazione a questi ultimi, l'Ente ha sopperito al taglio che si è avuto nelle istituzioni scolastiche fornendo le assistenti di sostegno ai ragazzi con handicap frequentanti non solo la scuola dell'obbligo ma anche quelle di grado superiore, ha spiegato il presidente.
«Viviamo», ha aggiunto Di Varano, «uno stato di incertezza, umiliazione e frustrazione» ed ha invitato a partecipare alla manifestazione di protesta delle Comunità Montane d'Abruzzo, alla quale prenderanno parte anche i sindaci dei comuni afferenti alle comunità, che si terrà sabato a Campotosto a partire dalle ore 11.00.
«La scelta è caduta sul lago» ha concluso il presidente della Comunità Montana di Tossicia «poiché l'acqua è il simbolo, la risorsa della montagna».
A lanciaree l'S.O.S per le Comunità Montane abruzzesi ci sono anche i consiglieri Ruffini e D'Amico (Pd): «dopo l'intervento del Consiglio Regionale, che nella seduta del 20 aprile 2010 aveva deliberato uno stanziamento urgente di somme pari a 5.750.000,00, ancora nulla è stato comunicato ed erogato alle Comunità Montane».
«Eppure», ricordano i due esponenti dell'opposizione, «l'impegno del Consiglio si era reso necessario per permettere alle Comunità Montane di far fronte alle spese correnti di natura obbligatoria e quindi per chiudere i bilanci. Inoltre, alle somme previste vanno sottratti ulteriori 1.200.000,00 per il pagamento delle rate di ammortamento dei mutui assunti con contributo concesso dallo Stato»
«L'avevamo annunciato in Consiglio Regionale, dicendo che non tutte le somme erano disponibili», ha detto D'Amico. «Ancora una volta abbiamo avuto ragione. Questa Giunta regionale dimostra incapacità e poco senso di responsabilità nel mantenere gli impegni assunti».
Secondo i consiglieri del Pd, la grave situazione di bilancio delle Comunità Montane, insieme al taglio dei trasferimenti statali, metteranno in ginocchio gli enti e i servizi che gestiscono.
«Se non verranno erogati i finanziamenti necessari», ha sottolineato Ruffini, «si determinerà il blocco del pagamento degli stipendi al personale, oltre ai circa duemila addetti dell'indotto che verranno mandati a casa, ed il collasso di tutti i servizi associati alle Comunità montane, a partire dal sociale. Non ci saranno più soldi per l'assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili, le borse lavoro per i malati di mente, i contributi per le maternità. Ma sono a rischio anche altri servizi che i Comuni delegano alle Comunità Montane, come la nettezza urbana, il trasporto scolastico, l'assistenza al territorio e la protezione civile».

25/06/2010 9.22